9 motivi più 1 per vedere Trieste ora

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Ponterosso-Joyce

Trieste in chiave eco-sostenibile: la giornalista triestina Chiara Meriani la raccontò in questo articolo. E la città continua il suo trend positivo in crescita grazie al turismo culturale. Vi invitiamo a tornarci o a visitarla: ecco alcuni buoni motivi per farlo ora.

    • Dolce dormire – Per provare le nuove residenze Urban Homy (urbanhomy.com) camere, suites e appartamenti di design a Trieste (ma anche a Gorizia e a Lubiana in Slovenia). Noi abbiamo dormito nella Suite Saba 6 – inaugurata a dicembre 2016 – che si trova a 5 minuti a piedi da piazza Unità d’Italia. La suite, nella storica casa Sordina, è stata progettata come gli altri tre mini appartamenti dall’architetto Tinka Prekovic che le ha arredate con i suoi specchi d’arte, e gli altri elementi come tavoli, armadi e lampade sono dell’artigiano-artista Tomaž Čeligoj. Ci si sente a casa, per il comfort e le comodità, dai letti con materassi confortevoli alla cucina ben accessoriata, dal kit di cortesia eco-sostenibile Marie-Danielle alla macchina per il caffè a Km 0 (Trieste Caffè). Queste suite sono accoglienti anche per famiglie con bambini e per gli amici quattro zampe, che trovano qui una grande cuccia di taglia XL, ciotole per mangiare e bere, salviettine e biscottini. Volendo si può prenotare un personal shopper, fare visite guidate, cene in barca private e si possono organizzare attività anche solo per i bambini. Insomma, una vera manna per stare bene nel lusso, coccolati e supportati per ogni esigenza. Tra l’altro ora c’è l’offerta “3X2”: dormi 3 notti da Urban Homy (a Trieste, Lubiana o Gorizia) a febbraio e marzo e quella che costa meno te la regalano. Consigliato!

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      Urban Homy Corso Saba 6

    • ArteEscher nasce nel 1898 in Olanda e vi muore nel 1972. Nel 1922 visita per la prima volta l’Italia, dove poi visse per molti anni, visitandola da nord a sud e rappresentandola in molte sue opere. Inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove confluiscono arte, matematica, scienza, fisica, design. Scoperto dal grande pubblico negli ultimi anni, è diventato uno degli artisti più amati in tutto il mondo, tanto che le mostre a lui dedicate hanno battuto ogni record di visitatori. La mostra antologica arriva a Trieste, nel Salone degli Incanti della ex Pescheriane ladal 18 dicembre 2019: 200 opere e tutti i suoi capolavori, tra cui “Mano con sfera riflettente”, “Relatività”, “Vincolo d’unione”, e accanto ai lavori più conosciuti dell’artista per la prima volta sarà presentata la serie “I giorni della Creazione”, sei xilografie che raccontano la creazione del mondo ad opera del celebre artista noto per le sue incisioni su legno, litografie e mezzetinte.In occasione dell’esposizione, PromoTurismoFVG con il Comune di Trieste, Confindustria Venezia Giulia, Federalberghi Trieste e l’Associazione Bed and Breakfast FVG metterà in atto un’iniziativa unica e sperimentale in Italia: offrire il biglietto gratuito della mostra a tutti coloro che soggiorneranno almeno una notte negli alberghi di Trieste che aderiscono all’iniziativa. L’iniziativa, chiamata “Gift for guests”, mira a incentivare il turismo culturale in città, premiando i turisti con un meraviglioso regalo offerto grazie agli introiti dell’imposta di soggiorno.Promossa e organizzata dal Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura e Gruppo Arthemisia con Generali Valore Cultura e in collaborazione con M. C. Escher Foundation, la mostra è curata da Federico Giudiceandrea, uno dei più importanti esperti di Escher al mondo, e vede il supporto di PromoTurismoFVG, special partner Ricola e Media coverage by Sky Arte.

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      Maurits Cornelis Escher Relatività – 1953

    • Fotografia – A Trieste, città dove il mare è parte integrante del DNA dei suoi abitanti, una sorta di beach therapy, citando Martin Parr, componente essenziale dell’identità triestina, la mostra Life’s a beach documenta la ricerca antropologica del fotografo inglese nei confronti di un’umanità colta nel momento in cui ha la guardia abbassata. Martin Parr ha pubblicato oltre 100 volumi e curato altre trenta pubblicazioni. Curatore del Festival di Fotografia di Arles nel 2004 e della Biennale di Fotografia di Brighton nel 2010, è membro dell’Agenzia Magnum dal 1994; le sue opere sono esposte dalla Tate Modern al Pompidou e al Museo di Arte Moderna di New York. Nel 2017 ha creato la Martin Parr Foundation.
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© Martin Parr / Magnum Photos | Martin Parr, GB England, Kent, Margate, 1986 

  • Eppinger (eppingercaffe.it, via Dante Alighieri 4) è un caffè storico dal 1848, del quale Sebastiano Scaggiante è il titolare. Si può partire da qui per conoscere i dolci tipici e non di Trieste, miscellanea di sapori speziati del centro Europa (la famiglia Eppinger è boema di origine) e quelli del Mediterraneo: frittelle, zabaione, putizza con ripieno di frutta secca e cacao, presnitz, strudel, pinze, e la torta carsica a base di noci e mandorle. Favette dei morti, fatte di mandorle, zucchero, albume. Gli ingredienti dei dolci sono del Mediterraneo, perché a Trieste c’è il porto dove arrivava tutto e dove transita anche 1/3 del caffè mondiale. Il brunch di Eppinger propone frittatine, wrap, carni e verdure fresche, brioche dolci e salate, affettati, spremute e caffè.
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Eppinger

  • Per leggere – La scoperta della casa editrice MGS Press (msgpress.com), grazie al volumetto Marco il pinguino di Trieste di Roberto Covaz che abbiamo trovato negli appartamenti di Urban Homy come regalo di benvenuto. A parte il fatto che vale la pena di conoscere la straordinaria vicenda vera, che riguarda la presenza di un pinguino a Trieste per lungo tempo, ci ha incuriosito questa casa editrice con oltre 400 titoli pubblicati, specializzata in testi di storia e cultura di Trieste e di questo angola d’Europa.
  • Per conoscere – Farsi accompagnare alla prima visita in città dalle preparate guide dell’Associazione Guide turistiche FVG ([email protected]) per avere una idea della storia, dell’arte e dell’architettura, ce n’è per tutti i gusti!
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Trieste dal mare

  • Per chiedere una tazzina – Imparare a ordinare il caffè a Trieste con un nuovo codice è molto divertente, ecco un abstract: Nero (caffè espresso), Gocciato (caffè con poca schiuma), Capo (caffè macchiato), Nero in B (espresso in bicchiere), Capo in B (macchiato in bicchiere),Caffelatte (cappuccino)
  •  Per godere del buono a tavola con alcuni indirizzi provati da noi (come tutto quanto, del resto):

Hostaria Malcanton (via Malcanton 1): piccolo ristorante in centro con cucina tipica di pesce dell’Adriatico, sulle lavagne del locale trovate il menù e i vini. Buoni i dolci.

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Hostaria Malcanton

Rex Café Gourmet (Galleria Protti 1) con sede nel Palazzo delle Generali, risale agli anni ’30 del Novecento e prende il nome dall’omonimo transatlantico che nell’agosto del 1933 batté il record per la velocità media di traversata. Fu tristemente famoso per essere stato il primo locale in Italia ad aver applicato le leggi razziali; nel 2007 la famiglia Bossi, attuale proprietaria, invitò alcuni esponenti della comunità ebraica in occasione dell’inaugurazione dell’ultimo restyling, terminando così le ostilità velate. L’ambiente è giovane e accogliente, abbiamo provato la prima colazione, con brioche fresche e toast e spremute di arancia. 

Caffè Tommaseo (caffetommaseo.it, piazza Tommaseo 4/C) si trova vicino a piazza Unità d’Italia e fu fondato nel 1830, ora è monumento storico e artistico: si entra e si percepisce l’atmosfera d’antan, con le grandi specchiere, sale dalle ampie volte e soffitti stuccati. Vale la pena di farci un salto, anche solo per ammirare. Importante enoteca Bischoff (1777). 

Al Barattolo (albarattolo.it, piazza Sant’Antonio Nuovo 2/d) dove abbiamo assaggiato una buona pizza napoletana, cedendo alla gola, anche se non era cibo locale. 

Parovel in località San Dorigo della Valle (parovel.it) produce vini e olio extravergine di oliva sulle colline dei fiumi Rosandra e Rio Ospo. L’azienda, diretta dall’energica Elena Parovel col fratello Euro, oggi è alla sua quarta generazione. Da sempre sensibili alla sostenibilità ambientale e alle cure naturali nella vigna, i Parovel producono l’olio con olive di varietà autoctona Bianchera-Belica – Ul’Ka Rozo’ e Macké – e i vini Barde. Ma Parovel è anche osmiza, ossia luogo dove si consumano i prodotti propri con merende fredde e spartane a base di vini (Terrano, Vitovska, Malvasia), uova, salumi e formaggi direttamente del produttore. La nascita dell’istituzione “osmiza” risale a Maria Teresa d’Austria che, nel 1784, autorizzò i contadini a vendere vini e prodotti propri per otto giorni consecutivi o multipli di otto, esentandoli dalle tasse. Le osmize (circa una cinquantina nella provincia di Trieste) sono segnalate con una frasca (un cespo di edera) in bella vista agli incroci delle strade e sul portone di entrata ai cortili.

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Elena Parovel

La Grotta Le Torri di Slivia (grottatorridislivia.it) è uno straordinario caso di proprietà privata aperta al pubblico. Fa parte dell’AGTI (Associazione delle Grotte Turistiche Italiane): profonda oltre 100 metri nelle cavità del Carso Triestino, si raggiunge con l’agribus (esperienza divertente sul trattore con rimorchio!) dell’azienda agricola Le Torri di Slivia (letorridislivia.it) dalla quale in pochi minuti si arriva all’ingresso. Si scendono 200 gradini fino a 60 m sottoterra tra stalattiti, stalagmiti e tubolari, fino al gruppo delle monumentali torri stalagmitiche. Noi abbiamo provato l’aperitivo in grotta, con vini e formaggio Jamar stagionato nelle grotte dell’azienda Zidarich.

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Grotta Le Torri di Slivia

+ 1. Infine, un altro motivo per visitare il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia: ad aprile la fotografia invade Trieste con la manifestazione Le vie delle foto: i locali pubblici e gli spazi urbani si trasformano in un’unica, gigantesca galleria, dove fotografi, professionisti e non, da tutta Italia e dal mondo, possono esporre i propri scatti (leviedellefoto.it)

turismofvg.it/Localita/Trieste

Visitata dal 29 al 31 gennaio 2018

Aggiornamento 26 novembre 2019

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono attualmente Vicepresidente della NEOS, associazione italiana di giornalisti di viaggio.

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