A tavola con… il Grana Padano

 

grana padano

Natale è appena passato, ma le feste sono ancora lunghe e di occasioni per ricevere ospiti ce ne sono ancora tante. Anche il rito dei regali si dovrebbe essere esaurito con il 25 dicembre e in molti, avendo ricevuto un pensiero gastronomico, si trovano tra le mani un bel pezzo di Grana Padano, senza contare che (almeno in Lombardia) è uno dei prodotti must have del nostro frigo.

Correva l’anno 1135 quando nell’Abbazia di Chiaravalle, alle porte di Milano, i monaci cistercensi, trovandosi a disposizione una grande quantità di latte che non poteva essere sprecata, elaborarono un procedimento di lunga cottura dell’alimento a cui fecero seguire l’aggiunta di caglio e infine la salatura. Da un certo punto di vista una vera rivoluzione per un’epoca dove, in mancanza di qualunque tipo di tecnologia, tutto il latte doveva essere consumato velocemente per l’impossibilità della sua conservazione. È così che è nato il famoso formaggio a pasta dura che acquisisce sempre più sapore e valore con la stagionatura, pur mantenendo inalterati tutti i suoi principi nutritivi.

Dopo quasi 900 anni da quella geniale intuizione dei monaci, il Grana Padano è ancora protagonista delle nostre tavole, disponibile in diverse stagionature che vanno dai 9 ai 20 mesi.

grana padano

A seconda di quanto ha riposato si presta a usi diversi: dal più giovane, perfetto per guarnire carpacci, insalate o per la preparazione di creme, a quello di “mezza età” buono per essere grattugiato e impiegato nella mantecatura di paste e risotti, sino al più anziano ottimo servito in compagnia di miele o marmellate.

Pur avendo dei denominatori comuni con il suo parente stretto, il Parmigiano Reggiano, alcune differenze rendono i due formaggi “gemelli diversi”, a partire dalle zone dove i due prodotti eccellenti vengono impiegati più frequentemente. Il Parmigiano domina in Emilia Romagna, il Grana Padano in Lombardia e Piemonte; il primo ha un sapore più intenso, che si esalta maggiormente con la stagionatura, il secondo ha una consistenza più burrosa e delicata. L’uso in cucina invece mette tutti d’accordo: l’impiego dell’uno o dell’altro è solo una questione di gusto personale.

Ma torniamo al nostro prezioso spicchio di Grana Padano, quello che ci hanno regalato o che ci siamo procurati per affrontare le feste. Dal servirlo come aperitivo agli ospiti inaspettati (bastano delle scaglie servite con un calice di bollicine), a qualcosa di più “impegnato” per una cena.

Malgrado i puristi insorgeranno di fronte a questa affermazione, il binomio formaggio – pesce è stato sdoganato da un pezzo e se andranno oltre i loro principi e convinzioni provando questa ricetta, si dovranno ricredere.

CARBONARA DI TONNO E GRANA PADANO (per 4 persone)

grana padano

Carbonara di tonno e Grana Padano

300 gr spaghetti
6 tuorli
Pepe e sale
50 gr Grana Padano da 9 a 16 mesi
50 gr Grana Padano oltre 16 mesi
150 gr tonno rosso
70 gr guanciale

Mettere i tuorli, il pepe e il Grana Padano grattugiato (entrambe le stagionature) in una ciotola e mescolare con un una frusta.

Cuocere la pasta in acqua salata. Nel frattempo rosolare il guanciale senza aggiunta di olio o burro finché non diventa croccante. Aggiungere il tonno tagliato a cubetti (attenzione a non cuocerlo per più di un paio di minuti o diventerà stopposo!)

Scolare la pasta e mantecarla nella ciotola insieme a tuorli, pepe e Grana Padano. Impiattare e guarnire con il guanciale e il tonno.

Siete ancora convinti che formaggio e pesce non possano convivere in pace?

 

 

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto