A tavola con… gli amici

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L’autunno è cominciato da pochi giorni, le vacanze sono finite e siamo tutti tornati nelle nostre città e alle vecchie abitudini. Una delle prime attività da programmare è magari una cena con gli amici per rivedersi e raccontarsi l’estate appena passata. Ma si fa presto a dire “cena”, anche se in realtà i fattori da considerare, per avere la certezza di realizzare una serata di successo, non sono pochi.

Senza voler scomodare Monsignor Della Casa e il suo Galateo, ci sono degli accorgimenti (che sono più che altro delle attenzioni verso i nostri ospiti) che non sono da trascurare.

Soprattutto con persone di recente conoscenza, magari incontrate per la prima volta proprio durante le ferie, occorre una piccola indagine preliminare per non creare spiacevoli situazioni. Mai come negli ultimi anni le intolleranze alimentari e le allergie affliggono le persone; non occorre la compilazione di questionari naturalmente, ma basteranno un paio di domande per non ritrovarci con ospiti costretti al digiuno.

Un’altra cosa da evitare è puntare su piatti particolari che raramente incontrano il favore dei commensali. Interiora, selvaggina, cacciagione, preparazioni eccessivamente piccanti, abbinamenti troppo insoliti e fantasiosi dovrebbero essere proposti solo a chi ha già manifestato il suo apprezzamento nei loro confronti.

Attenzione anche all’etnia e allo stato in cui si trovano gli ospiti. Per motivi che possono spaziare dalla religione alla tradizione o banalmente alla gravidanza, ci sono alimenti da evitare assolutamente.

Può sembrare complicato, ma questa piccola scrematura preliminare è utilissima per elaborare un menù di successo.

E proprio il menù è lo step successivo e sicuramente la fase più creativa e divertente.

Le portate devono avere un filo conduttore e gli ingredienti principali non devono essere riproposti più di una volta all’interno della sequenza dei piatti. Per farla breve, non comprate chili di gamberi per presentarli sotto forma di antipasto, condimento per il primo piatto e portata principale! L’overdose di un elemento (anche se ottimo e pregiato) non piace a nessuno.

La cucina subisce le mode, esattamente come l’abbigliamento, il design e tutto il resto. A meno che non puntiate su un menù della tradizione, quella fatta di grandi classici evergreen, evitate come la peste piatti anni ’70 come il cocktail di scampi, la pasta mare-monti e tutto ciò che sembra vecchio solo a nominarlo.

La parola d’ordine è: non strafare. Gli ospiti vengono a cena per stare in compagnia e godere di un momento conviviale perfetto; apprezzeranno di più un piatto semplice ma preparato a regola d’arte piuttosto che il maldestro tentativo di virtuosismi culinari dei quali non siete padroni. Niente mette più in allarme un commensale della frase “è un esperimento”, pronunciata da chi ha cucinato.

Fate la spesa puntando su prodotti di stagione, saranno più facili da reperire, più freschi e, non è un dettaglio, meno costosi (in questo periodo per esempio funghi, zucca, i primi carciofi). Per evitare sprechi o ritrovarsi per giorni con avanzi da smaltire calcolate il peso di ogni ingrediente per persona e moltiplicatelo per eccesso per il numero dei commensali.

Valutate i tempi di ogni preparazione e soprattutto considerate le vostre attrezzature di cucina. Se per esempio il forno è uno, non improntate tutto il menù su quel tipo di cottura.

Come nelle realtà professionali preparate in anticipo la “linea”, cioè tutti gli ingredienti devono essere puliti e pronti per essere cucinati, in ordine sul piano di lavoro.

Apparecchiate in modo creativo, bastano pochi elementi di decoro per trasformare una tavola da banale in strepitosa e tenetevi un “polmone temporale” per presentarvi in modo adeguato (il grembiule tutto macchie non si può vedere!).

Quando il primo ospite busserà alla vostra porta sarà come se il sipario si alzasse sulla vostra cucina. Che lo spettacolo abbia inizio.

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

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