A tavola con … la Befana

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Pastiera napoletana

Ed eccoci qua, abbiamo archiviato il Natale, il Capodanno e ora comincia la curva discendente delle feste verso l’Epifania che chiude le celebrazioni di questo periodo dell’anno. L’Epifania è caratterizzata da una figura, quella della Befana, nota per dispensare dolcetti ai bambini. Ma perché? Da dove nasce questa tradizione? Alla base di questa consuetudine c’è una leggenda tutta cristiana che si fa risalire al XII secolo. I Re Magi, diretti a Betlemme per portare i loro doni a Gesù Bambino, non trovando la strada, chiesero aiuto a una anziana signora che pregarono di accompagnarli nella ricerca. Malgrado l’insistenza la vecchietta rifiutò di uscire di casa, ma ben presto pentita del suo atteggiamento preparò un cesto pieno di dolci e partì alla loro ricerca. Non riuscendo a trovarli si fermò lungo il cammino, bussando di casa in casa, lasciando i suoi doni a tutti i bambini che incontrava sperando che uno di loro fosse il piccolo Gesù, per farsi perdonare così il suo iniziale rifiuto.

L’Italia è il posto dove è più radicata la tradizione della Befana e a Urbania viene ufficialmente collocata la sua casa.

Ma in tutto il Paese, da nord a sud, la ricorrenza dell’Epifania viene celebrata con specialità dolci locali legate al territorio, mentre non sembrano esistere “disciplinari” per un pranzo tradizionale.

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Befane

In Piemonte, in particolare la Valle di Susa al confine con la Francia, custodisce le vecchie tradizioni dell’arte e cultura alpina come la Focaccia della Befana. In tutta la regione piemontese è proprio questo il dolce tradizionale dell’Epifania, probabilmente un’antica antenata del dolce francese Gallette des Rois dedicato ai Re Magi. Farina, burro, uova, arancia candita e vaniglia danno forma a una soffice torta a forma di fiore che nasconde all’interno una fava – simbolo di fertilità e di denaro – inserita nell’impasto prima della cottura, per tradizione il fortunato che la trova nella sua fetta diventa Re della festa. Poi c’è il Veneto: la Pinza de la marantega, preparata con farina di mais, uvetta, pinoli e fichi secchi. In Toscana si sfornano invece per l’occasione i Befanini: biscotti a forma di Befana decorati di solito con granelli di zucchero colorati.

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Pinza della marantega

Nel borgo medievale di Corinaldo nelle Marche si servono i biscotti ripieni di mosto. Qui, sempre per la festa della Befana, si preparano anche dei semplici dolcetti da gustare nel latte, le Paste all’ammoniaca. Più a sud, in Campania, si mangia uno dei grandi classici della pasticceria locale: la prima Pastiera dell’anno che si sforna proprio in occasione dell’Epifania.

Ecco, il 6 gennaio è l’ultima occasione di queste lunghe feste per concederci degli strappi alle regole (per qualcuno talmente tanti da sembrare le tele di Fontana!), poi saremo – altra tradizione – assaliti dai sensi di colpa e cercheremo di correre ai ripari.

Però per il momento non pensiamoci, la bilancia avrà tutto il tempo per diventare la nostra peggior nemica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

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