A tavola con … la via lattea

 

 

lavialattea

Spaghetti di Terra

A me i formaggi piacciono moltissimo, non è solo una questione di gusto personale ma anche di versatilità del prodotto. Credo che niente sia così eclettico come il formaggio. Si presta a essere mangiato in purezza o utilizzato per la preparazione di aperitivi, antipasti, primi piatti, portate principali e persino dolci. Le varietà poi sono infinite: freschi o stagionati, di capra come di latte vaccino e per ogni tipologia le declinazioni sono illimitate.

Recentemente ho scoperto un caseificio che vi suggerisco di visitare se amate i formaggi di capra. Si trova in provincia di Bergamo, a Brignano Gera d’Adda per la precisione ed è la struttura del suo genere più piccola d’Europa. È il caseificio Lavialattea (non è uno sbaglio, si scrive proprio tutto attaccato) e ci lavorano solo tre persone, due delle quali sono i fratelli Valentina e Roberto Facchetti. Son ben consci che siamo entrati nel terzo millennio, ma loro insistono a lavorare a mano il latte che si procurano da selezionati allevatori del territorio, attraverso procedure antiche e con un metodo tutto artigianale. È evidente che, anche se giovani, se ne sono infischiati della “rivoluzione industriale” e hanno fatto bene. Sono stati ripagati da tanti successi e riconoscimenti, sia in Italia sia all’estero.

lavialattea

Tutto questo preambolo potrebbe far pensare che la varietà di formaggio da loro prodotta sia molto limitata e magari un po’ grossolana nella presentazione. E invece no! Con Valentina ho visto cose che voi umani … dovete assolutamente andare a provare. Tra i caprini freschi, ad esempio, c’è una serie pensata per l’aperitivo aromatizzata con spezie, erbe, petali di fiori, frutta e verdura candite. E un caprino semi-stagionato insaporito allo zafferano? Assolutamente perfetto accompagnato da un miele al melone o incorporato in un risotto allo champagne. Ultima nata in casa Lavialattea una preparazione così raffinata che potrebbe essere usata come strenna di Natale per gli amici e i parenti più gourmand: perle salate realizzate con cioccolato bianco e formaggio erborinato.

E già che sto parlando di formaggi e ho citato il Natale, vi propongo una ricetta facile e multitasking, adatta al pranzo della tradizione come per una spaghettata di scambio di auguri con gli amici. Io l’ho provata con la ricotta fresca del caseificio Lavialattea.

SPAGHETTI DI TERRA – dosi per 4 persone

Per la pasta:

300 gr. di spaghetti

300 gr. di spinacini

50 gr. di mandorle pelate

Olio evo, sale e pepe

Per le polpettine:

200 gr. di pane raffermo senza crosta

200 gr. di ricotta

1 tuorlo d’uovo

30 gr. di parmigiano

Mezzo spicchio d’aglio tritato (facoltativo)

2 foglie di basilico tritate

Sale, pepe, pangrattato

Scottare gli spinacini in padella con pochissimo olio e salare. Frullare con olio, mandorle, sale e pepe fino a ottenere una salsa morbida e cremosa. Riservare.

In una ciotola lavorare il tuorlo con la ricotta e il parmigiano, sale e pepe. Aggiungere l’aglio e il basilico tritato. Aggiustare la consistenza con il pangrattato fino a ottenere un composto malleabile. Formare delle palline grosse come una noce, passarle nel pangrattato e saltarle in una padella calda unta di olio. Girare delicatamente finché non prendono colore (circa 5 minuti).

Nel frattempo cuocere gli spaghetti e scolare. Condire con la salsa agli spinaci e impiattare. Guarnire con una o più polpettine (le stesse possono essere cucinate da sole e servite come aperitivo insieme ad altri formaggi, salumi e biscottini di frolla salata).

caseificiolavialattea.it

 

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto