A tavola con… prodotti e appuntamenti d’autunno

zucca

zucca bertagnina

Se l’estate è un’esplosione di colori e sapori a tinte forti, l’autunno è più “discreto” ma non meno gustoso in tavola. La natura regala per ogni momento dell’anno qualcosa di diverso e questo è il tempo di funghi, verze, castagne e, neanche a dirlo, zucche.

Ortaggio povero ma eclettico e versatile (basta pensare che si presta a preparazioni salate e dolci allo stesso tempo), la zucca è praticamente priva di grassi ma ricca di vitamine A – C, calcio e magnesio.

Sono diverse le regioni italiane vocate alla coltivazione della zucca e alcune località ne hanno fatto la protagonista di questo mese di ottobre.

Una fra le tante è Dorno, in provincia di Pavia dove, nei giorni dal 7 al 13 ottobre, la zucca Bertagnina sarà la vera star del luogo attraverso una sagra che porta il suo nome.

Prodotto tipico della Lomellina e per molto tempo dimenticato, quasi fino alla soglia di ortaggio in via di estinzione, grazie al grande lavoro del territorio questa varietà di zucca è tornata a imperare sulle tavole e ha conquistato il cuore di molti chef.

Nel corso della manifestazione infatti sarà possibile assaporare le creazioni di Massimo Dellavedova tutte dedicate a questo ortaggio. Sabato 7 ottobre una cena a tema dal titolo emblematico: Cena di Süc (Cena delle zucche). In programma strudel di zucca bertagnina con funghi porcini e patate con crema all’alpeggio e sesamo nero, risotto di zucca bertagnina con spuma di basilico e zenzero, timballo di pasta di zucca alla dornese, involtino di zucca bertagnina e speck con zucca in croccantezza e crema di vitello. Per dessert yellow velvet.

E per tutta la settimana la possibilità di conoscere il territorio, scoprire i segreti della zucca e tutti i suoi impieghi, comprarla direttamente dai produttori e calarsi in un’atmosfera d’altri tempi.

Se però ormai dopo tanto parlarne vi è venuta voglia di servirla in tavola subito (complice la temperatura autunnale di queste sere) ecco una ricetta facile, a basso costo e grande sapore, con protagonista l’ortaggio che spesso raggiunge dimensioni davvero da primato. Ne sa qualcosa lo svizzero Sig. Meier che ha raccolto (non si sa come!) una zucca di più di una tonnellata nel 2014.

Vellutata di zucca

zucca

vellutata di zucca

Per 4 persone:

brodo vegetale 800 gr

sale fino q.b.

pepe nero q.b.

noce moscata 1 pizzico

porri 130 gr

zucca pulita (senza semi e buccia) 800 gr

panna fresca (o latte) 100 gr

olio d’oliva 3 cucchiai

Per preparare la vellutata di zucca si comincia pulendo il porro e tagliandolo a rondelle. Si scalda l’olio in una casseruola capiente, quindi si unisce il porro e si soffrigge per qualche minuto, a fuoco non troppo basso facendo attenzione che non si bruci. Intanto tagliare a cubetti la zucca e poi metterla nella casseruola facendola insaporire qualche minuto. Infine aggiungete il brodo vegetale caldo in modo che le verdure risultino coperte e portate a cottura mescolando spesso. Dopo 25-30 minuti la zucca dovrebbe risultare molto morbida al punto da disfarsi. Unire noce moscata, regolare di sale e pepe, aggiungere la panna (o il latte) e frullare con un mixer a immersione.

La crema sarà già piuttosto liscia ma per renderla vellutata come da manuale occorre setacciarla passandola attraverso un colino a maglie strette.

A questo punto si può impiattare. Come guarnizione si può usare del parmigiano grattugiato, del formaggio morbido di capra o, per rendere il piatto ancora più goloso, dei gamberi sgusciati e saltati in padella con un filo d’olio.

Tutte le info sulla manifestazione della zucca Bertagnina: zuccabertagnina.it

 

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

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