Ico Gasparri – Fotografia sostenibile

“Sono Ico Gasparri, fotografo sociale, e vi parlo dal negozio Ichome di Milano. Siamo in via Stoppani 10 e questo negozio è un’avventura che è partita nel mese di luglio del 2010.

La mia vita fotografica comincia 35 anni fa e in tutto questo periodo ho percorso molte strade della fotografia sociale, cominciando dal racconto del patrimonio artistico dell’Italia del sud in via d’estinzione. Poi man mano mi sono occupato di tante altre tematiche sociali, quali ad esempio lo sfruttamento dell’immagine della donna nella pubblicità, le barche dei migranti in Sicilia, la lotta dei giovani contro la mafia e la mostra, che ha sempre avuto tanto successo, sul riciclo della spazzatura differenziata. Tutte queste mie esperienze sono confluite adesso nell’avventura del tutto innovativa, devo dire abbastanza ardua per una singola persona, che è questo negozio.

Si chiama negozio e non galleria proprio per far capire a tutti che questo è un luogo dove si entra per degli scambi di carattere commerciale. La cosa innovativa di Ichome è che l’aspetto commerciale in questo caso è basato su un criterio di sostenibilità: sostenibilità economica, sociale, etica posta al centro di tutte le transazioni che avvengono dentro questo negozio. Quindi l’arte è un altro dei luoghi in cui si può praticare uno scambio economico ma solidale e sostenibile.

In termini semplici, significa che le opere d’arte mie fotografiche vengono vendute solo qui e hanno una quotazione di circa ¾ inferiore a quella che le stesse opere avrebbero se esposte in galleria, e soprattutto c’è una conoscenza diretta tra me e il collezionista che acquista le mie immagini. Quindi è un mondo del tutto nuovo in un panorama artistico che sembrerebbe andare in una direzione del tutto opposta, dove si affermano sempre più improbabili star dell’arte contemporanea con background e curriculum veramente striminziti.

Io appartengo a quella schiera di artisti che definirei genuini, nel senso che ce la mettono tutta con la propria fantasia e con la propria inventiva e che hanno deciso di collocarsi fuori da queste strategie di vendita dell’arte. I risultati di questi primi quattro mesi sono molto incoraggianti, soprattutto perché molti giovani, molte persone hanno acquistato per la prima volta una fotografia d’autore e tutti contenti se la sono attaccata in casa.

Appuntamento mensile con le Zattere

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In questo negozio succedono tante cose: oltre all’esposizione delle mie foto, ci sono mensilmente le Zattere. Le Zattere sono serate, appuntamenti cui invitiamo tutti i nostri amici che man mano stanno frequentando il negozio. Finora ne abbiamo tenute quattro e la quarta è quella in corso. Le altre si sono occupate di tematiche sociali, partendo dal recupero della ceramica artigianale di Vietri sul mare, poi la seconda ha visto la mia mostra sulle barche dei migranti Esclusi e recluse. Le barche dei migranti erano rappresentate fotograficamente in questo negozio insieme al progetto che noi abbiamo molto a cuore che è Made in carcere, borse prodotte da detenute in carcere di Lecce e di Trani che noi vendiamo in esclusiva nel nostro negozio di Milano.

Quindi accadono tante cose in questo negozio, anche presentazioni di libri: per esempio abbiamo presentato il libro di Francesco Puccio Stelle fuori posto, poi il libro di Fabio Amabile Fiori d’Amalfi, poi i libri di una grandissima scrittrice che è Savina Dolores Massa, Undici, che è fatto, casualmente direi, con una mia foto di copertina, e il suo secondo libro che si chiama Mia figlia follia.

Ecco quindi che l’artista si colloca in questi giorni, così complessi, così articolati anche per la nostra nazione, come una persona che decide di affrontare le tematiche sociali con un linguaggio dell’arte contemporanea – io ho scelto la fotografia – e cercare di invitare, invogliare tutte le persone che vengono in contatto con lui ad approfondire questi soggetti, perché anche l’arte deve avere in questo momento un aspetto, una funzione, direi quasi una missione di riflessione sulle tematiche sociali.

Ico Gasparri

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Author: Redazione Ecoturismonline

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