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Asinara, un itinerario di ecoturismo - Ecoturismonline

Asinara, un itinerario di ecoturismo

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Asinara, Cala Sabina © Elisa Locci

Autunno, andiamo. Il clima è ideale per fare un’escursione all’isola dell’Asinara, sulla costa nord-occidentale della Sardegna. È una delle mete preferite dagli amanti della natura per la vegetazione incontaminata e la fauna caratteristica: mufloni, cinghiale sardo, gabbiano corso, testuggine, falco pellegrino.. e i piccoli asinelli bianchi albini, naturalmente, che vivono allo stato brado.

L’accesso è regolamentato, e bisogna rivolgersi agli operatori accreditati per sbarcare sull’isola, comunque mai si può imbarcare moto o auto, perché qui si va solo a piedi o in bici.

L’sola è interamente parte del Parco Nazionale dell’Asinara, una delle aree naturali protette più importanti del nostro Paese, e dell’area marina protetta, il Santuario per i mammiferi marini. È quindi regolata da normative molto stringenti in materia di tutela ambientale. Un posto ideale dove fare ecoturismo in Italia.

Infatti, ci sono aree completamente interdette al passaggio e alla balneazione per preservare l’ambiente e l’habitat della fauna autoctona. E bisogna controllare bene la mappa per essere sicuri che la zona che si sta attraversando sia accessibile al pubblico.

L’isola, esposta ai venti dominanti di maestrale, è ricoperta da macchia mediterranea e piante con forme contorte.

Abitata sin dalla preistoria, nel tempo divenne dimora di pescatori, lazzaretto e carcere per i militari austro-ungarici della Prima guerra mondiale. Dagli anni ’60 fino al 1997 è rimasta in un isolamento totale grazie all’istituzione del carcere di massima sicurezza. Oggi vi abitano poche persone per servizio.

L’Asinara ha una forma lunga e stretta. La strada la percorre per circa 25 km per la sua lunghezza e tocca i centri urbanizzati: Fornelli, Campu Perdu, La Reale, Trabuccato e Cala d’Oliva. Da questa strada si diramano le vie sterrate verso nuclei secondari dai quali partono vari sentieri per le escursioni.

Il Sentiero del Faro dell’Asinara

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Asinelli all’Asinara © Elisa Locci

È un itinerario molto panoramico che va da Cala d’Oliva a Punta dello Scorno: lungo 17, 9 km, con un dislivello di 120 metri, si può percorrere a piedi in 5 ore e mezzo, come pure in bicicletta. Ma bisogna essere allenati, l’isola è collinare, molto soleggiata con poca ombra e poca acqua, motivo per il quale è meglio evitare i mesi estivi. La bici si può si può imbarcare oppure noleggiare presso il Centro Visite di Fornelli, a sud dell’isola, punto di arrivo col traghetto da Stintino.

Si parte da Cala d’Oliva, a nord, il piccolo villaggio abitato con bar-ristorante e ostello, la cui parte più antica è costituita da case basse, ed è attraversato da strade pavimentate in pietra.

Dal centro del paese partono stradine verso il porticciolo, la caserma della forestale e la parte alta dove si trova il Centro di Educazione Ambientale del Parco.

Seguendo le indicazioni per Punta Sabina, chiamata anche Cala dei Ponzesi, con fondali stupefacenti e spiaggia bianca e carezzevole, si rivela la sterrata per il sentiero del Faro.

Superata Punta Sabina, la strada per Punto dello Scorno costeggia le falesie sul mare; tra i cespugli della macchia si possono vedere le colonie degli asinelli bianchi. Dopo il dosso vicino a Punta dei Corvi, la mulattiera scende verso la Cala d’Arena, la più bella dell’isola, ove però non si può accedere né fare il bagno.

Infine, dopo aver oltrepassato la torre costiera, si arriva al faro, punto di riferimento per le rotte del mare di Sardegna. Una deviazione porta alle rovine di una stazione metereologica dell’Aeronautica, oggi diventate posatoio per i falchi.

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Asinara, Cala Oliva © Elisa Locci

Come arrivare: per raggiungere l’Asinara da Porto Torres, si parte dalla ex banchina Segni Dogana, con il traghetto Sara D della Compagnia Delcomar e si arriva a Cala Reale, il porto principale dell’isola.

Da Stintino, invece, la traversata è molto più breve e si arriva a Fornelli.

Ovviamente cambiano orari e frequenza secondo le stagioni.

Chi volesse recarsi con la propria barca, deve sapere che non può gettare l’ancora ma ormeggiare presso i campi boe dopo aver avvisato la guardia marina; e poi è necessario prendere un tender per arrivare all’isola, ma sempre evitando la riserva marina.

Dove dormire: a cala d’Oliva c’è un ostello molto semplice, ex caserma degli agenti di custodia, e la Locanda del Parco.

Dove mangiare: La Locanda del Parco, collegata con l’Ittiturismo, offre anche una cucina a base di pesce fresco e ricette tipiche sarde tradizionalmente tramandate.

A cala d’Oliva c’è anche un altro bar- ristorante, L’Asino Bianco.

Info:

sardegnaturismo.it/it/esplora/asinara

sardegnaturismo.it/it/esplora/parco-nazionale-dellasinara

parcoasinara.org/it

 

 

 

 

 

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Author: Redazione Ecoturismonline

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