Carnevale a Oristano – Sardegna

Ecoturismo tra cavalli, canne, zafferano e riso

carnevale oristano

È una festa tra le più spettacolari, ha origini medievali e consiste nel tentare di catturare una stella a cinque punte, sospesa, che presenta un piccolo foro al centro, con la spada o con lo “stocco”, mentre si è al galoppo. Ed è un appuntamento da non perdere, anche per fare ecoturismo in questo angolo della Sardegna.

La Sartiglia si svolge tra l’ultima domenica e il martedì grasso di Carnevale a Oristano.

Su Cumponidori è colui che sta al centro della celebrazione: dotato di una maschera di terracotta, androgina e senza espressione, rappresenta un semidio. Egli sceglierà gli altri cavalieri che avranno l’onore di partecipare al tentativo di infilzare la stella.

Ogni momento è scandito dal suono delle trombe e dal ritmo dei tamburi, che intonano le prime sei note dell’inno del Regno d’Italia.

Acrobazie da brivido

Anche le Pariglie sono degne di attenzione. Si svolgono sempre in questi giorni e si tratta di gruppi di cavalieri che si lanciano al galoppo, svolgendo acrobazie che dimostrano la fiducia tra compagni e cavalli. È come se tutti, durante la discesa, si fondessero in un essere solo.

Nel centro storico di Oristano è stata ben conservata la tessitura urbana del periodo medievale: anche se le mura non sono più visibili, resta in ottimo stato la torre di San Cristoforo del 1291, il duomo di Santa Maria Assunta, il più grande di tutta la Sardegna, e la chiesa di San Francesco.

Alla fine del Trecento, la giudicessa Eleonora D’Arborea promulgò la Carta de Logu, codice giuridico che venne poi applicato a tutta la Sardegna: per questo motivo a lei si dedica il monumento ottocentesco nell’omonima piazza.

Romanico con stagno

A tre chilometri a sud di Oristano si trova a Santa Giusta, costruita quasi certamente sulle rovine della città fenicio punica di Othoca, come testimonia il ritrovamento di tombe puniche e romane. Nel XII secolo fu costruita la Cattedrale, una delle maggiori testimonianze dell’architettura romanica in tutta l’isola, caratterizzata da un ingresso con scalinata.

Sul lato ovest di Santa Giusta vi è lo stagno, il terzo per estensione della Sardegna. Qui si pescano principalmente muggini, granchi, arselle e anguille, inoltre è possibile osservare una ricchissima avifauna.

Alimento che caratterizza i piatti tipici di questa zona è lo zafferano, un tempo coltivato in tutte le campagne della zona: da qui viene il detto “Su molenti no pappada su zaffarànu” (l’asino non mangia lo zafferano), che schernisce chi non ha buon gusto.

Segnaliamo a Milis, famoso per i suoi agrumeti, l’agriturismo Aghe turismo rurale (loc. Case Sparse-Murdegu, tel. 0783 590138, cell. 328 2710329). Sono tre case immerse in campi coltivati biologicamente, che forniscono i prodotti per una cucina sia vegana sia vegetariana. Unico neo: riapre ad aprile!

I dintorni di Milis sono circondati da attività che puntano sulla qualità e rispettano l’ambiente: a San Vero Milis potrete comprare riso di qualità prodotto da Risoristano (via Umberto I, 112. Cell. 340 8321537) e acquistare il vino Evaristiano dotato di certificazione biologica e prodotto dalle suore (Compagnia delle figlie del Sacro Cuore Evaristiane, loc. Putzu Idu, via Evaristo Madeddu 43, tel. 0783 52007).

Nella vicina Nurachi, Ezio Cao mette in opera creazioni artigianali in canna, sfruttando la materia prima della zona (Cose in Canna, via Ferrari 6, cell. 340 5282908).

Mentre a Tramatza, la Famiglia Orro gestisce meravigliosamente un’azienda agricola con annessa fattoria didattica (via Giuseppe Verdi, tel. 0783 50040, cell. 347 7526617), producendo diversi tipi di vino, olive verdi, pane e creme vegetali.

(Itinerario estratto dalla Eco Guida Oristano di prossima pubblicazione su Ecoturismonline.it)

www.aghesardegna.it

www.risoristano.it

www.vinievaristiano.it

www.coseincanna.it/eziocao.asp

www.famigliaorro.it

SaraMarci@gmail.com'

Author: Sara Marci

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