Caviale Calvisius, lusso eco friendly

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Beluga

Il lusso, si sa, è per una nicchia di fortunati che possono permettersi quotidianamente cose e abitudini che, a causa del loro costo, sono ad appannaggio di chi ha un grande potere d’acquisto. Non facciamo gli ipocriti e non puntiamogli il dito contro! A meno di non avere una spiccata vocazione francescana con una sincera predisposizione alla rinuncia, alzi la mano chi non si è mai soffermato ad ammirare qualcosa in preda a una certa frustrazione, perché il cartellino del prezzo indicava una cifra vicina al debito pubblico di qualche piccolo stato africano. Mettiamo da parte l’invidia per il proprietario della Ferrari che ci sta superando o per la signora addobbata di gioielli come una Madonna in processione e valutiamo il lusso in modo meno personale, più globale e più precisamente all’impatto che certe sciccherie hanno sull’ambiente prima che sul nostro portafogli.

La Rossa di Maranello, per esempio, con i suoi 400 CV ha bisogno di un litro di benzina per fare 4km, una notissima marca di piumini è stata accusata di maltrattamenti alle oche per ottenere la preziosa materia prima dell’imbottitura e le faraoniche ville costruite disboscando grandi aree verdi neanche si contano.

Ma il lusso non è sempre acerrimo nemico della natura. Anzi, a volte compaiono esempi virtuosi, al limite del geniale, che fanno del riciclo l’arma vincente di un successo planetario. E succede proprio qui in Italia, nel bresciano, dove un’azienda si chiede come non sprecare l’acqua utilizzata per raffreddare l’impianto di acciaieria di Calvisano. Vari tentativi e poi l’intuizione: dare vita a uno stabilimento di itticoltura che comprendesse anche l’allevamento degli storioni. Risultato: caviale.

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Si scrive Calvisius ma si legge eccellenza. La sua storia inizia alla fine degli anni ’70, con la nascita di Agroittica Lombarda, un allevamento ittico già all’avanguardia per quel periodo in cui il rispetto per la natura, la passione per i prodotti fatti a regola d’arte e una innata propensione verso la perfezione hanno creato il meglio, e tutto made in Italy.

La Storia racconta che sono sempre stati i russi i dominatori incontrastati per la produzione del caviale. Negli anni intorno al 1600 era già conosciuto e consumato dai Romanov e Pietro il Grande. E sembra la lotta di Davide contro Golia ma, passo dopo passo, anno dopo anno, il caviale di Calvisano – Comune di 8500 anime – batte il colosso dell’Est che nel 2013 gli consente di valicare i suoi confini e comincia a importarlo. “L’oro nero di Calvisano” (come viene chiamato) è un successo planetario e ora copre da solo il 15% della richiesta mondiale, compresa quella di palati esigenti e raffinatissimi oltre a ristoranti stellati.

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Caviale Ars Italica Celsius

La degustazione del caviale non è banale, ha delle regole che consentono di apprezzare al meglio queste piccole, preziose uova di storione: la temperatura del prodotto deve essere compresa tra i -2° e i +2° centigradi. Va appoggiato nell’incavo della mano tra il pollice e l’indice in modo che il calore della pelle ne faccia sprigionare tutto il profumo. Una volta assaggiato, sulla mano non deve restare alcuna traccia olfattiva. E’ la prova che la qualità è eccellente. Il caviale di Calvisius viene lavorato secondo il metodo tradizionale russo a basso contenuto di sale, tecnica che permette di esaltarne il sapore e apprezzare le diverse tipologie commercializzate.

Il caviale andrebbe assaporato in purezza, ma volendo si possono preparare piatti dove deve rimanere comunque il protagonista. Una proposta è

SPAGHETTI AL CAVIALE

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Dosi per 2 persone (ricordatevi che è un lusso, godetevelo in intimità con qualcuno di speciale!)

170 gr di spaghetti di Gragnano trafilati al bronzo

1 confezione da 50 gr di Caviale Calvisius Tradition Royal

25 gr di burro

Pepe nero macinato al momento e sale

Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, ponete il burro in una terrina posta sopra la pentola della pasta finché non si sarà sciolto. Scolate gli spaghetti conservando un po’ di acqua di cottura e trasferiteli nella terrina col burro e qualche cucchiaio di acqua. Mescolate con il pepe macinato e impiattate. Guarnite con il caviale e servite subito.

Sarà probabilmente lo spaghetto più costoso della vostra vita, ma per una volta seguite il consiglio di Oscar Wilde: resisto a tutto, tranne che alle tentazioni.

calvisius.it

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

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