Chiavari e Lavagna in un weekend

chiavari

Questa primavera vi consigliamo una gita di due giorni tra Chiavari e Lavagna, con indirizzi per la gola, l’arte, l’artigianato.

Chiavari si trova nella piana alluvionale formata dal torrente Entella, tra Portofino e le Cinque Terre, al centro del golfo del Tigullio. È una città “a misura d’uomo”, con il centro storico dominato dai portici. Inoltre ha spiagge ben organizzate, è circondato da un entroterra disegnato da vigneti e borghi, ed è vicino al Parco Naturale Regionale dell’Aveto.

Chiavari

Olga Bacigalupo Hotel Monte Rosa

A Chiavari ci si arriva comodamente anche in treno. Noi abbiamo alloggiato presso l’Hotel Monte Rosa in via Monsignor Marinetti 6, dalla stazione ci si arriva a piedi in pochi minuti attraversando piazza Mazzini, dove c’è il mercato giornaliero di frutta e verdura.

Albergo storico nel centro sotto i portici, a pochi minuti dalle spiagge, il Monte Rosa è adatto per chi vuole dimenticare l’auto e muoversi a piedi o prendere il treno o il battello per le escursioni alle Cinque Terre, ma anche per chi ama fare trekking o andare in mountain bike.

I nonni di Olga Bacigalupo, attuale comproprietaria con i fratelli dell’hotel, erano una coppia molto semplice che a fine Ottocento andò in viaggio di nozze a piedi da Chiavari a Rapallo. I due sposi novelli si fermarono a mangiare sotto il Monte Rosa (che si trova sopra il santuario di Nostra Signora di Montallegro) e si ripromisero di aprire un locale con quel nome a Chiavari. E così fu: nel 1909 nacque l’osteria. Col tempo acquistarono il terreno e nel 1960 la struttura assunse le fattezze che vediamo oggi, alla sua terza generazione.

Le 62 camere, dalle classiche alle suite, assicurano un comfort per diversi tipi di clientela, dalle coppie alle famiglie, a chi è in viaggio per lavoro, che trova una sala meeting adatta anche per convegni.

Chiavari

Piscina Hotel Monte Rosa

L’hotel offre bici gratuite, piccola palestra, piscina all’aperto con idromassaggio, piccola stanza per trattamenti di linfodrenaggio, una bella terrazza, dove tutti i martedì da giugno a settembre si prende l’aperitivo serale. E il ristorante, dove si tengono anche banchetti.

Itinerari di gola

In hotel si lascia la valigia e si comincia il tour della cittadina, partendo dalla gratificazione della gola. Si va a prendere la focaccia genovese, soffice e ben cotta, al vicino panificio Piombo (Viale Millo 63) o da Raffo, in via Vittorio Veneto 45.

Passeggiando sotto gli stessi portici dove si affaccia l’hotel, si arriva in piazza Giovanni Battista, dove si trova la chiesa omonima costruita nel 1181 per volere dei Fieschi, che ora presenta una facciata moderna realizzata nel 1935. Si prosegue per piazza Fenice sulla quale si affaccia il palazzo dei portici neri, e accanto sorge il Parco comunale di Villa Rocca con giardino botanico.

Chiavari

Gran Caffè Defilla

Poco più avanti, sul lato opposto di piazza Matteotti, detta piazza delle carrozze perché nell’800 era la loro stazione, si scorge il Gran Caffè Defilla (corso Garibaldi 4), dove si devono assaggiare i Sorrisi di Chiavari. Locale storico del 1914, al centro della vita mondana con frequentatori illustri, è davanti al Teatro Cantero. Particolare e molto piacevole il salottino, con soffitti decorati, specchi e lampadari di vetro, dove ci si siede su una delle tante seggiole Campanino da museo che arricchiscono il locale.

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Copello

Visita obbligata anche da Copello (via Martiri della Liberazione 162), pasticceria déco (nasce nel 1826) che produce le Dolcezze di Chiavari, ricetta tramandata dalla famiglia: due amaretti morbidi ricoperti da cioccolato fondente con ripieno di crema, cioccolato e rum.

Copello è stato uno dei primi negozi di Chiavari: le piastrelle del pavimento, le “cementine”, sono originali, così come i marmi sul bancone che hanno inclusi fossili e gli specchi. Tra le specialità della pasticceria ci sono il pandolce genovese e lo sciroppo di rose (presidio Slowfood), fatto con infusione di petali di rose di tre tipi diversi del giardino famigliare, che donano sapore, colore e profumo. È una produzione stagionale che inizia a maggio. La Torta Ciavai con panna, zabaione, amaretti sbriciolati, è tipica di Chiavari. La cotognata, invece, è stata portata dai Chiaresi di ritorno dal Sudamerica nei primi del Novecento.

Sotto i portici segnaliamo per l’ora di pranzo Da Vittorio Osteria con cucina, in via Bighetti 33, dove si fa spesso la coda per sedersi a tavola: sulla carta gialla da macellaio usata come tovaglia, si mangiano torta di riso e verdure ripiene, oltre ad altri piatti tipici e semplici, ma buoni e a prezzi popolari. Vale la pena aspettare con pazienza.

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Luchin

L’altro indirizzo famoso è Luchin Osteria dal 1907, in via Bighetti 51, oggi alla sua quarta generazione, dove si gustano i piatti della tradizione: noi abbiamo provato il fritto di acciughe, il baccalà al forno e la farinata (10 euro!).

Una visita al vicino Museo Archeologico inaugurato nel 1985 è d’obbligo, per vedere i reperti d’epoca preistorica e protostorica. Continuando la passeggiata, nel centro di Chiavari si vede l’imponente Santuario di Nostra Signora dell’Orto, cattedrale ottocentesca sorta dove apparve, nel 1610, la Madonna al giovane malato Sebastiano Descalzo e lo guarì.

Consorzio di ristoratori di Chiavari

Chiavari

Da Felice

Arrivando sul lungomare, una passeggiata lunga circa 2 Km che ospita il porto turistico e la graziosa piazzetta dei Pescatori, ci si avvicina al Ristorante Da Felice (corso Valparaiso 136, tel. 0185 308016): aperto dal 1983, ha vinto il premio qualità-prezzo del Gambero Rosso 2019. In sala, oltre al titolare Marco Morandi, ci sono il cognato Saverio Gelao con Francesco Campanella, in cucina lo chef Fabio Fara con Shabir Moudassar.

Nel menù ci sono piatti stagionali: quando siamo stati noi, c’erano carpacci di seppie, tortelli di castagne, Cappon Magro, taglierini alla carbonara di pesce, sformatino di polenta e baccalà con tartufo nero delle nostre valli, tortelli ripieni di ombrina con carciofi … Da Felice si possono acquistare olio, acciughe, marmellate, farine locali.

Marco Morandi è anche il presidente del Consorzio Ristoratori Chiavaresi nato nel 2018, che fa dell’utilizzo e della promozione di materie prime locali di qualità la linea di condotta principale. La loro cucina è basata sullo sviluppo della tradizione. Ogni ristoratore si impegna a inserire nei menù dei piatti basati sulla stagionalità, dalle verdure al pesce, e olio EVO Riviera ligure Dop, oltre ai vini locali. I ristoranti fondatori del consorzio sono, oltre Da Felice, Boccon Divino, Ciupin, Vino e Cucina 1999, Osteria Moderna, Lord Nelson.

Risalendo da corso Valparaiso verso il centro storico, si prende Viale Millo dove ci sono una serie di belle ville in stile liberty costruite dai chiavaresi rientrati dopo aver fatto fortuna in Sudamerica, tra la fine dell’800 e inizi ‘900. All’inizio del viale al civico 28, ci viene segnalata la Cremeria Spinola, tra le migliori gelaterie italiane che produce gelati dai sapori tradizionali e innovativi.

Le eccellenze di Chiavari

Chiavari

Levaggi

La creazione della sedia leggera di Chiavari risale al 1807, anno in cui il marchese Stefano Rivarola portò a qui alcune sedie parigine e chiese agli artigiani locali di imitarle. Soltanto uno accettò di realizzare il lavoro: era Giuseppe Gaetano Descalzi, figlio di un noto bottaio e nipote del campanaro della chiesa di Bacezza, motivo per cui veniva soprannominato “Campanino”.

Chiavari

Laboratorio Levaggi

Ora restano pochissime ditte che fanno queste preziose sedie. Noi abbiamo visitato quella dei Fratelli Levaggi, (via Parma 469) nata nel 1963, che fa sedie di faggio, ciliegio e frassino. Il costo? Da 340 a 560 euro – la Campanino classica si aggira sui 430 euro – fino a punte più alte per quelle con finitura in oro. Le principali caratteristiche sono la leggerezza, la robustezza (le chiavarine portano un peso fino a 130 kg), la struttura molto sottile; gli incastri, l’assemblaggio a e la seduta (a trafilato di canadiglia) sono tutti fatti a mano. Il legno arriva dal Parco di Aveto, dal Piemonte e dalla Francia. Levaggi lavora su ordinazione.

Chiavari

Franco Casoni

Un personaggio da conoscere a Chiavari è senza dubbio Franco Casoni che ha la sua bottega nel centro storico, in via Bighetti 73. Piacevole ascoltarlo, ha una cultura vasta. Intagliatore, scolpisce il legno e ne fa sculture, polene e corzetti, le formine in legno per la pasta fresca con rilievi personalizzati, tipiche della gastronomia genovese.

Esperto della sedia leggera di Chiavari, sulla quale ha scritto un libro, (“Il segreto delle sedie di Chiavari è la leggerezza e la robustezza e l’uso intelligente dei fori delle traversine nelle gambe portanti, le variazioni sono nelle spalline”), Casoni racconta che dopo aver frequentato la scuola media è andato a bottega e poi alla scuola d’arte, e nel ‘66 si è messo in proprio. Del resto l’ebanisteria è una tradizione del territorio.

Lavagna

Lavagna

Lavagna Porta Ponente

Il comune di Lavagna, con poco meno di 13.000 abitanti, è attaccato a Chiavari. Lavagna è famosa per le ardesie che si scavano nel Monte San Giacomo e che sono usate in tutta la Liguria marittima per la copertura delle case.

Lavagna

Giardino Casa Carbone

Abbiamo la fortuna di essere accompagnati dalla dottoressa Marzia Dentone, conservatore Museale che guida il MuSeL della vicina Sestri Levante, che ci fa scoprire Casa Carbone. Qui sembra che Emanuele e Siria, gli antichi proprietari, ci invitino nella loro dimora a bere un tè, permettendoci di capire quale fosse l’atmosfera domestica a cavallo tra fine 800 e inizio 900 a Lavagna. Nel 1987 Emanuele Carbone lasciò la sua casa al FAI che l’aprì al pubblico il 16 aprile 2004. L’arredamento è intatto, con pezzi pregiati di Capodimonte, Murano, Richard Ginori e opere d’arte dal ‘600 a fine ‘800, dipinti a tempera sul muro, burattini di legno che sono personaggi di commedie e favole costruiti dallo stesso Emanuele Carbone. Nell’incantevole giardino della casa, tra camelie, limoni e ortensie, a luglio e agosto, il martedì e il venerdì dalle 19 alle 21.30 si tengono aperitivi con visita guidata.

Lavagna

Basilica Santo Stefano

Dopo Casa Carbone, andiamo alla Basilica di Santo Stefano, di origini antiche, ricostruita nel 1650 con facciata barocca fiancheggiata da ambo i lati da campanili. Il vicino Porticato Brignardello, risalente a fine ‘800, è usato oggi come spazio per varie manifestazioni.

Lavagna

Cimitero monumentale

Accanto, il Cimitero Monumentale, sorto nel XIX secolo, è secondo nella Liguria, per le opere d’arte, a quello di Staglieno a Genova. Il “cimitero vecchio” segue l’andamento della collina, con tombe monumentali in marmo in buona parte eseguite dagli scultori del laboratorio Repetto. Superato un arco si passa in una zona pianeggiante dove inizia il “cimitero nuovo” aperto ai primi del 1900, con criteri edilizi che vanno dal liberty al cemento armato: un concentrato storico-culturale di due secoli, che raccoglie le testimonianze dell’esistenza di tanti concittadini di ogni ceto sociale.

Lavagna

Torre del Borgo Lavagna

La Torre del Borgo è stata per secoli l’edificio più alto di Lavagna. Oggi ospita un piccolo museo dell’ardesia con opere di Francesco Dallorso e ha un piccolo giardino che è un’oasi di pace.

Lavagna

Panorama dalla chiesa di Santa Giulia

Dalla chiesa di Santa Giulia, in frazione Centaura, si ammira un panorama eccezionale sul golfo del Tigullio: in stile barocco a una sola navata, ha un sagrato a risseu, fatto con ciottoli di mare policromi.

Lavagna

Esterno Basilica San Salvatore

 Infine, da non perdere la visita al complesso monumentale del Borgo di San Salvatore e alla magnifica Basilica, che ricorda la presenza nobiliare dei Fieschi, conti di Lavagna. La chiesa è datata 1244 e voluta da Innocenzo IV, discendente della famiglia. La facciata è un alternarsi di ardesia di Monte San Giacomo e marmo bianco, con al centro un rosone, e il campanile è una torre quadrangolare con quattro guglie ai lati. L’interno, a tre navate, conserva i frammenti della Vera Croce su cui fu crocefisso Gesù.

Nel Centro Culturale Museo dei Fieschi, che sorge affacciato sul sagrato della basilica nelle antiche scuderie del Palazzo Comitale, si tiene ora la mostra di Emanuele Luzzati, aperta fino al 31 maggio 2019.

chiavariturismo.it

turismolavagna.it

lamialiguria.it/it/

hotelmonterosa.it

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono attualmente Vicepresidente della NEOS, associazione italiana di giornalisti di viaggio.

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