Cogne – Valle d’Aosta

La Valle è in gran parte all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso e si estende dal centro abitato di Aymavilles fino al paese di Cogne e le sue quattro valli laterali, tra cui la Valnontey, dove sorge il Massiccio del Gran Paradiso.

È tra quelle più famose in Europa, una Wilderness Therapy Valley, luogo vitale che trasmette energia, grazie alle sue vibrazioni positive, alla straordinaria flora alpina e alla ricca fauna locale: stambecchi, camosci, aquile, caprioli e volpi la rendono un luogo semplicemente unico per l’ecoturista (e non solo).

Il comune di Cogne, a 1534 m di altitudine, è un sito incluso nel circuito Alpine Pearls, l’associazione impegnata nel concetto di sostenibilità e turismo di qualità amico dell’ambiente, che propone vacanze ecologiche in 23 tra le più belle località turistiche delle Alpi.

Il più antico hotel di Cogne

La base di partenza per i nostri itinerari è un piccolo albergo a tre stelle di grande fascino: l’Hotel du Grand Paradis & Spa La Baita, il più antico di Cogne, risalente ai primi del ‘900 e poi rifondato nel 1930 dalla famiglia Gérard.

L’hotel, che si trova al centro del paese, è stato ristrutturato rispettando le caratteristiche architettoniche tipiche di un albergo di montagna, con pavimenti e arredi di diversi legni locali. Ha un bel giardino con solarium, un dehors affacciato sulla zona pedonale e il Jardin du Grand Paradis con un frassino secolare.

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Spa La Baita

La Spa La Baita, all’ultimo piano, è la ricostruzione di un vecchio chalet di montagna, riconoscibile dai dettagli curati, come il tetto a scaglie nella sauna e nel bagno turco, alcune porte originali in antico legno valdostano e il tipico soppalco con balconcino, raggiungibile con una scala in legno, dove ci si può rilassare in una calda penombra su comode chaise-longue. Per un completo relax, l’ideale è cullarsi nella mini piscina idromassaggio che ricorda un laghetto alpino circondato dalle rocce.

Accanto alla Spa c’è la Baita Massaggi, una cabina dove farsi massaggiare con prodotti che utilizzano esclusivamente ingredienti caratteristici delle coltivazioni locali, come il miele e l’arnica di montagna, oli essenziali di lavanda e calendula e prodotti naturali vari. Alcuni trattamenti prevedono l’immersione in un bagno caldo con aggiunta di latte e profumato con veri fiori di lavanda.

Il lato green e pet friendly

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Hotel Grand Paradis © Paolo Rey

La famiglia Gérard – i coniugi Renata e Giorgio con il figlio Filippo – porta avanti il lavoro di quattro generazioni di albergatori con la stessa forza e passione, congiunta a un grande senso di ospitalità e amore per il proprio territorio. È proprietaria anche dell’Hotel Sant’Orso e dell’omonimo ristorante.

“Siamo consapevoli – dice Filippo Gérard – che il nostro lavoro ha effetto sull’ambiente. Ci impegniamo quindi quotidianamente nel ridurre al minimo l’impatto che le nostre azioni possono avere sull’habitat, diminuendo il consumo d’energia elettrica in modo da conservare preziose risorse non rinnovabili. Per la nostra attività utilizziamo energia 100% idroelettrica proveniente dai 29 impianti situati in Valle d’Aosta, l’Eaux de la Vallée.

Teniamo conto dei fattori ambientali coinvolti nella produzione, uso ed eliminazione del prodotto in tutte le decisioni d’acquisto e attività operative. Cerchiamo di diminuire l’uso dell’acqua e compriamo merci locali, quando possibile favorendo le aziende agricole che operano nel rispetto dell’ambiente e che sono delle piccole realtà imprenditoriali. Dall’estate 2012 è operativa la centrale termica unica delle nostre strutture, che utilizza come combustibile la legna e i suoi scarti. E presto offriremo biciclette dalla pedalata assistita per la mobilità leggera ai nostri ospiti”.

Sul tetto del nuovo chalet della piscina sono installati pannelli solari di ultimissima generazione che scaldano con la luce del sole l’acqua dei Centri Benessere in modo ecologico.

L’hotel accetta volentieri gli amici quattro zampe: in camera si trova un piccolo kit di benvenuto (copertina, panno “Togli Peli” e biscotti) e viene consegnata una piccola cartina con i sentieri pet friendly, alcuni anche nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Sport per tutti i gusti

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Marmotta

In estate sono imperdibili le escursioni nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, in un vasto comprensorio dove alternare passeggiate di fondovalle a veri e propri trekking sulle alte vie. Mentre per tutti i free-climber e gli alpinisti desiderosi di affinare la loro preparazione atletica, le cinque palestre di roccia offrono vie attrezzate per ogni grado e difficoltà, dove temprare corpo e spirito a un passo dalle nuvole.

D’inverno, per lo sci nordico, Cogne offre 12 anelli per oltre 80 km di piste complessive su tracciati che si snodano tra boschi, torrenti e ponticelli, per un’immersione totale in un paesaggio incontaminato, dove ascoltare il silenzio della natura. Un piccolo comprensorio di cinque piste, che raggiunge quota 2252 metri, permette di sciare senza code e attese agli impianti all’interno del Parco.

E infine, oltre 150 vertiginose cascate di ghiaccio limpido come cristallo (le più famose sono quelle di Lillaz) diventano uno spettacolare terreno di gioco per tutti gli intrepidi amanti dell’avventura e del brivido, meglio se accompagnati da una guida alpina.

Alcune escursioni intorno a Cogne

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L’itinerario che va da Lillaz (1617 m) al lago Loie (2354 m), con un tempo di percorrenza di cinque ore, vi permette di ammirare le cascate originate dal Torrente Urtier, la grande varietà della flora alpina e le marmotte. Le probabilità di avvistare camosci e stambecchi aumentano vicino al lago Loie e il panorama è grandioso col massiccio del Monte Bianco.

Da Valnontey (1666 m) ai laghetti del Lauson (2656 m) s’impiegano circa otto ore: l’itinerario è indicato per persone allenate, in quanto si tratta di una traversata. Valnontey è in prossimità del Giardino Alpino Paradisia e la zona è una delle più frequentate dall’animale simbolo del parco, lo stambecco.

Incontrerete gli alpeggi del Lauson e le marmotte. Dopo una breve sosta al rifugio, riprendete il cammino in direzione dell’alpeggio Herbetet, procedendo con prudenza, perché il sentiero in alcuni tratti diviene esposto. Il ritorno segue tutto il fondovalle superando il Pont de l’Erfaulet, il villaggio di Valmianaz e la torbiera di Prà Suppiaz.

Da Sylvenoire (1324 m), piccolo villaggio, a Gran Nomenon (2309 m): durante questo itinerario, troverete notevoli esemplari di abete bianco e il rifugio Mario Gontier, da dove si può ammirare la maestosa parete settentrionale della Grivola con vari ghiacciai.

Da Lillaz (1617) all’alpeggio dell’Arolla (2258 m), con un tempo di percorrenza tre ore e mezzo, passate attraverso il grande vallone di Valeille e risalite fino all’alpeggio omonimo, da dove il panorama è spettacolare sulla testata glaciale della valle. Boschi di larici, abeti e latifoglie lungo il torrente sono il giusto preludio alla salita finale che vi porterà di fronte al casotto del Parco nel vallone dell’Arolla. Facile incontrare camosci, stambecchi e l’aquila reale.

Da Valnontey (1666 m) a Pont de l’Erfaulet (1830 m) seguite una pista sterrata che risalendo la valle porta al villaggio di Valmianaz, ottimo esempio in valle di Cogne di architettura locale. Durante il percorso fermatevi alla torbiera di Prà Suppiaz, ambiente umido molto delicato, e osservate la vegetazione acquatica e la fauna ittica e anfibia. Superata Valmianaz arrivate ai piedi dell’anfiteatro glaciale della Valnontey, quindi al Pont de l’Erfaulet: nelle prime ore del mattino non è cosa strana intravedere camosci o stambecchi spingersi a basse quote alla ricerca di cibo.

Hotel du Grand Paradis & Spa la Baita

via Dottor Grappein, 45 – Cogne AO

Tel. +39 0165 74275 – 74070

alpine-pearls.com

Author: Silvana Benedetti

Sono una giornalista di lungo corso. Curiosa e amante delle novità, ho trattato gli argomenti più disparati. Ma il viaggio e il viaggiare sono sempre stati una costante nella mia vita. Ho cominciato a girovagare da piccola ( la meta più esotica era Cesenatico) e già tenevo dei quaderni diario. Ho continuato da ragazza utilizzando l’autostop e scrivendo di stravaganti avventure. E ancora oggi, con mete sempre più lontane, la storia continua. Sono mutati nel tempo i modi di viaggiare e oggi mi concedo molti lussi in più. Ma lo spirito è lo stesso : scoprire un luogo prima che diventi turistico e se lo è già, scovarne quell’anima nascosta sfuggita agli obbiettivi distratti. Il più grande stress ? Fare le valigie. Vorrei viaggiare leggera come una farfalla, e cioè con l’essenziale, che stia tutto in uno zainetto da portare in spalla.

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