Come far accudire Fido se il coronavirus ci porta in ospedale

ospedale

Cosa è successo? Ho fatto qualche cosa che non dovevo? Sei arrabbiata con me? Perché non sorridi più, perché sei triste? Perché non usciamo più? Non capisco come mai non mi porti a giocare con i miei amici al parco.

Mi mancano le corse nei prati, mi mancano le lunghe passeggiate al tuo fianco, mi mancano persino quei luoghi dove mi porti ogni mattina e mi dai quel piccolo pezzettino di brioche che mi piace tanto e mi lecco i baffi ogni volta. Mi manca l’allegria di sempre. Mi manca quella banale e scontata quotidianità. Piangi, ti vedo. Cosa succede? Sono tanti giorni che sei così strana, all’inizio pensavo proprio di averti fatto arrabbiare io ma quando mi abbracci e mi dai tanti baci capisco che non ce l’hai con me.

Che strano. Il mondo mi sembra diverso. Non vedo più nessuno quando usciamo. Non incontriamo più tutte le persone come prima. Non andiamo al parco, non andiamo nei negozi, non giochiamo più con la pallina. Ogni giorno facciamo sempre il solito giro intorno alla casa.

Non so cosa stia accadendo ma io sono con te. Non importa se non giochiamo più come prima al parco. A me basta stare insieme a te e sono felice lo stesso.

Ieri un amico lo sentivo abbaiare tanto. Era sul terrazzo della casa di fronte. Ho visto che sono entrate delle strane persone vestite di bianco con delle maschere sul viso. Hanno portato via la sua padroncina e lui è rimasto su quel terrazzino. Ho provato a dirtelo ma non mi hai capito. Poi ti sei accorta che quel cagnolino abbaiava ininterrottamente. Ti guardavo mentre chiamavi i tuoi amici ma non capivo cosa stavi facendo. Dopo pochi minuti ho visto arrivare una grossa macchina rossa e un signore, anche lui vestito in modo strano, salire con una scala fino al terrazzino. Lo ha preso in braccio. Lo teneva forte stretto a sé. Gli ha dato dell’acqua e gli ha fatto tante coccole e sono andati via. Non è più tornato nessuno in quella casa.

Sento abbaiare altri amici. Alcuni per intere giornate. Forse sono rimasti in casa soli? Cosa possiamo fare per aiutarli mentre i loro padroncini sono in ospedale? Un’amica, dal terrazzino accanto, mi ha detto che portano via i padroncini. Io non voglio che ti portino via. Mi ha detto che la sua padroncina le ha detto che appendeva fuori dalla porta di casa un biglietto con scritto quanti cagnolini e gatti ci sono in casa e dei numeri di telefono. Dice che la sua padroncina ha paura che la portino via e che nessuno si accorga della loro presenza. Sai magari i gatti si nascondono sotto il divano quando entrano queste persone tutte bianche.

E poi chi si prende cura di loro?

Fallo anche tu, appendi alla porta un biglietto con scritto che io sono qui, come mi chiamo e a chi lasciarmi se ti portano via. Non accadrà, lo so, ma se ti fa stare più tranquilla metti anche tu un bigliettino appeso alla porta. Non preoccuparti, so che tornerai e mi verrai a prendere se dovesse capitare. È successo anche alla vicina. La mia amica l’hanno portata a casa della sua dog sitter perché avevano il numero di telefono. Se ti affligge il pensiero che io possa rimanere solo, pensaci per tempo e poi torna a sorridere come sempre. Se dovesse capitare io ti aspetterò e tu saprai dove sono.

Adesso però stiamo insieme. Andiamo a giocare in cameretta. Va bene lo stesso. A me basta stare insieme a te.

Vedrai che andrà tutto bene.

Matisse

 

 

 

Author: Laura Barbara Esani

Laura Barbara Esani laureata in Filosofia presso l’Università Statale di Milano. Giornalista pubblicista ho lavorato per diverse case editrici tra cui Giorgio Mondadori, Rizzoli e Hachette Rusconi. Ho frequentato il corso di scrittura creativa tenuto da Giuseppe Pontiggia. Redattrice e scrittrice, nasco a Milano nel 1966 dove vivo. Scrivere è la mia grande passione, leggere è ciò che riempie la mia anima e raccontare è il mio modo per descrivere il mondo attraverso le mie storie. Sono uno spirito libero come Matisse, il mio adorato husky che mi accompagna nei viaggi alla scoperta di città, paesi, montagne e mari.

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