Itinerario tra Bolzano e Merano – Trentino Alto Adige

Andar per asparagi

bolzano e merano

 

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A Terlano, nell’ampia valle che collega Bolzano a Merano, in Alto Adige, si coltiva una varietà pregiata di asparago bianco.

Un prodotto di nicchia, per appassionati gourmet, grazie al gusto speciale: il sapore è dolce, rimanda un po’anche all’affumicato, forse per il terreno sabbioso del fiume Adige in cui sono coltivati. È davvero un’emozione inenarrabile raccogliere i turioni spuntati dalla terra, sciacquarli e mangiarseli crudi subito.

L’asparago bianco di Terlano va rigorosamente consumato entro poche ore dalla raccolta, per questo può essere degustato e acquistato solo sul posto, nei ristoranti e nei masi della zona, altrimenti diventa legnoso e amaro.

Dal 1996 la Cantina Produttori di Terlano (tel. 0471 257135), sotto forma di cooperativa (i soci sono i coltivatori stessi), tutela la qualità di questo prodotto, attualmente sul mercato con il marchio Margarete, dal nome dell’ultima regina del Tirolo (l’antico castello si trova nella collina di fronte alla Cantina).

Le piante giungono dalla Germania e dall’Olanda; il terreno in cui sono accolte deve essere sabbioso, ricco di sostanze minerali e alluvionale, per crescere bene. La vita di ciascuna pianta ha una durata che varia dai dieci ai venti anni, secondo l’intensità della coltura.

La Cantina è famosa anche per i suoi vini: speciale il Sauvignon creato appositamente per gustare gli asparagi bianchi di questa zona.

La stagione giusta

Si può approfittare della “stagione o tempo degli asparagi” (tra aprile e fine maggio, secondo l’annata), per uscire dai soliti itinerari turistici e dedicarsi dell’ortaggio pregiato.

A Castelbello, circa 20 km da Merano, si può visitare il maso Köfelgut (tel. 0473 624634) del XIV secolo, dove la famiglia Pohl produce vini (Pinot bianco, Pinot Grigio, Gewürztraminer, Riesling, Pinot Nero), grappe e distillati di frutta (albicocca della Val Venosta, prugna, mela, uva moscato, pera) e coltiva asparagi secondo metodi innovativi e non convenzionali.

Il signor Martin Pohl conduce alla visita del campo, fornendo spiegazioni di ogni tipo, passando attraverso un profumato meleto in fiore. Subito, saltano all’occhio dei non addetti ai lavori le coperture nere, a formare serie di “cilindri” paralleli; il motivo di tale copertura è mantenere gli asparagi di colore bianco, altrimenti con la luce diverrebbero verdi per via della sintesi clorofilliana.

Le aziende più all’avanguardia, per mantenere la temperatura ideale del terreno ed evitare quindi le gelate, dispongono impianti di riscaldamento sotterranei nei campi.

L’altitudine (600 m, nella zona di Castelbello), può influire sul gusto: più è alta, più gli asparagi risultano saporiti.

Vale la pena una sosta in paese, dominato dal fiero castello medievale (visitabile da metà aprile a fine ottobre). L’edificio è stato recentemente restaurato, ospita una mostra permanente sulla romana Via Claudia Augusta e una graziosa cappella in stile romanico.

A Castelbello c’è il ristorante Kuppelrain (tel. 0473 624103) dove ci si può coccolare con un pranzo a base di asparagi preparato da Jӧrg Trafoier, chef con una stella Michelin, accompagnato da vini di eccellenza dietro il sapiente consiglio della moglie Sonia Egger, sommelier, soprannominata la “donna del vino”.

Proseguendo verso Bolzano, a Terlano, è d’obbligo la cena presso il maso Oberlegar (tel. 0471 678126), tipico locale altoatesino del circuito del Gallo Rosso, conosciuto soprattutto per i piatti a base di asparagi, tra cui diversi primi piatti, asparagi con prosciutto, salsa bolzanina (la tipica salsa a base di uova sode, erba cipollina, aceto e olio), patate lessate e tanto altro ancora. L’atmosfera è accogliente e famigliare.

Sempre a Terlano, si può visitare la Cantina produttori Terlano, già accennata, per avere un’idea precisa dell’intensità e della qualità di lavoro che necessitano la coltivazione e il commercio di asparagi. All’interno della struttura c’è un negozio, dove acquistare il prodotto fresco, e l’enoteca, per gustare o acquistare vini d’eccellenza.

In città, si trova il ristorante Weingarten (tel. 0471 257174) noto per la cucina tradizionale e soprattutto per i piatti a base di asparagi. La leggenda vuole che qui sia nata la famosa salsa bolzanina, anche se attualmente risulta più raffinata (o turistica) rispetto alla ricetta originaria. All’interno del locale, quadri e suppellettili vari rimandano all’ortaggio prezioso.

Festa!

Un vero e proprio must, la Festa degli asparagi avrà luogo l’8 maggio nel centro di Terlano (ore10-14): è l’occasione per degustare piatti a base di asparagi, oltre alla salsa bolzanina, abbinati a vini locali, come il Terlano Sauvignon DOC.

Per concludere questo speciale itinerario gastronomico, a Bolzano ci si può recare per una cena al ristorante Laurin (tel. 0471 311000), un antico palazzo che ha ritrovato vigore di recente grazie a lavori di restauro ben architettati.

Qui, il giovanissimo chef Manuel Astuto porta in tavola prelibatezze di ogni genere, il tutto annaffiato da buon vino locale: da non perdere il Lafóa Sauvignon e il moscato rosa Franz Haas. In questo ristorante è operativa la Fair Cooking, ovvero un mix di sapori e colori, dove materie prime regionali si accostano a specialità esotiche di qualità, proveniente dal mercato equo solidale.

Una nota folkloristica è data dal ristorante Onkel Taa-museo Bad Egart (tel. 0473 967342), locale storico d’Italia: un luogo del tutto particolare, ricco di fascino e di storia.

È stazione termale sin dal 1430, la più antica del Tirolo, ma già in epoca romana fu impiegata a scopi terapeutici. La famiglia Platino, proprietaria, ha trasformato negli anni la locanda in ristorante e ospita anche il museo dedicato alla storia degli Asburgo, in particolare alla principessa Sissi.

Si trovano tre sorgenti di acque minerali, tinozze per fare il bagno mangiando come si usava nel medioevo, una cappella e una saletta con albero genealogico e ritratti degli Asburgo, perché la famiglia imperiale usava recarsi in questo luogo per curarsi con le acque prodigiose. Dal 2008 è museo.

La cucina è creativa e gioca su ingredienti locali, tra cui gli asparagi bianchi, molti dei quali bio e a km 0. Assolutamente da provare il caffè di fichi: una vera prelibatezza, la cui ricetta è stata tramandata di generazione in generazione.

Il Consorzio Turistico Bolzano vigneti e Dolomiti organizza dei veri e propri tour e soggiorni enogastronomici, tra cui quello dedicato all’asparago di Terlano (www.bolzanodintorni.info, tel. 0471 633488).

SusannaSforza@ecoturismonline.it'

Author: Susanna Sforza

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