Bussana Vecchia – Liguria

Un paese quasi fantasma

bussana vecchia

Se non fosse per la ritrovata vitalità degli ultimi decenni, si potrebbe considerare Bussana Vecchia al pari di quei paesi abbandonati del far west, dove solo il vento anima porte e finestre e solleva la polvere dalle strade, complice anche l’ubicazione, un po’ riservata e lontana dal via vai cittadino.

Una storia millenaria

Bussana Vecchia è situata a circa 8 km da Sanremo. Le sue origini pare risalgano all’epoca romana; nel Medioevo, i Conti di Ventimiglia, potenti signori della zona, fecero costruire e sui resti un castello, sfruttando la posizione strategica a difesa delle scorribande saracene.

Nel 1259 Bussana (Vecchia) venne acquisita dalla Repubblica di Genova.

I secoli a venire divennero floridi per questo piccolo borgo, fino a quando, nel febbraio del 1887, un disastroso terremoto distrusse la maggior parte delle case e persero la vita molti abitanti.

Il villaggio venne praticamente abbandonato, perché i superstiti scesero a valle, fondando Bussana Nuova (o, semplicemente, Bussana).

Villaggio degli artisti

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’amministrazione sanremese ordinò la demolizione della maggior parte delle strutture del villaggio rimaste in piedi, in modo da rendere gli edifici inagibili ed evitare che persone potessero stabilirvisi.

Bussana Vecchia, dunque, rimase di nuovo abbandonata a se stessa, incrementando il degrado, già notevole, causato dal terremoto.

Bussana_Vecchia

Alla fine degli anni ‘50, il ceramista Mario Giani, in arte Clizia, visitò il borgo diroccato e completamente disabitato e decise di stabilirvisi, fondando una comunità di artisti internazionale.

Da quel momento, artisti italiani e stranieri, attratti dalla particolarità del luogo, iniziarono a ristrutturare Bussana Vecchia, abitarla e renderla di nuovo viva, pur rispettandone la connotazione architettonica originaria; ciò le avvalse il soprannome di villaggio degli artisti.

Uno Statuto a regola d’arte

Clizia, insieme ad altri artisti, formulò una sorta di Costituzione, regolarmente depositata presso un notaio, per regolare la vita del villaggio.

Nel documento si stabilì che chiunque volesse stabilirsi nel villaggio, poteva scegliere un rudere, ristrutturarlo usando materiali locali (spesso recuperando mattoni, pietre e tegole recuperati dalle macerie) e utilizzarlo per le sole finalità artistiche. In caso di abbandono del villaggio, colui che subentrava doveva solo rifondere simbolicamente le spese effettuate per la ristrutturazione.

In caso di abbandono per un periodo superiore ai tre anni, il sito sarebbe ritornato alla comunità e questa ne poteva stabilire l’assegnazione ad altri artisti. Inoltre, nell’atto era prevista una voce in cui si vietava di vendere i prodotti del proprio lavoro.

Nell’aprile del 1980 nasce la Nuova Comunità Internazionale Artisti (NCIA), con una rinnovata Costituzione, che si fonda sul lavoro di cooperativa, sviluppando anche attività culturali e promozionali.

Fa specie ancora oggi, camminando tra le vie del borgo, trovare locandine che si rifanno al terremoto, quasi come un’entità presente e ben visibile e, soprattutto, recente.

Cito, anche se non alla lettera, una frase letta su una di esse: “Con il terremoto Bussana Vecchia non si è spenta per sempre, ma solo addormentata in un lungo sonno”. Semplicemente poetica. Ho sorriso nel leggerla, quasi con affetto al pensiero di una persona cara.

Tutte le strade portano a Sant’Egidio

A Bussana Vecchia non circolano auto, che devono essere parcheggiate all’ingresso del paese. Da lì, si prosegue a piedi, tra viuzze e scalinate in pietra, fontane e angoli suggestivi.

Immediatamente dopo essere passati sotto l’arco d’ingresso, si giunge a un punto di intersecazione di due stradine che, da una parte o all’altra, portano a Sant’Egidio (e ritornano), in una sorta di circonvallazione mignon.

Sant’Egidio è la chiesa grande che rimane in cima al paese, davanti al museo in cui è raccolta e si narra la storia di Bussana Vecchia. Il campanile, di impianto romanico con successive modifiche barocche, è miracolosamente scampato alla furia distruttiva del terremoto, a differenza dell’edificio centrale che orgoglioso mostra ancora parte degli affreschi interni.

Durante il percorso a est, s’incontra il piccolo oratorio di Giovanni Battista, anch’esso semi distrutto.

Atelier di artisti con murales, sculture, dipinti e artefatti in genere, manifestazioni teatrali e piccoli concerti sono le attrattive del borgo: occorre un’ora per visitare interamente Bussana Vecchia, ciò fa rendere conto delle dimensioni del borgo.

www.bussanavecchia.com

SusannaSforza@ecoturismonline.it'

Author: Susanna Sforza

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