Cala di Forno – Toscana

Location d’eccellenza

cala di forno

Ambiente incontaminato: forse questa è la definizione più corretta per parlare di Cala di Forno.

È un angolo di natura nascosto tra due promontori, all’interno del Parco Naturale della Maremma, comunemente conosciuto come Parco dell’Uccellina, tra il borgo di Talamone e Principina a Mare, nel comprensorio di Magliano – in Toscana, a sud di Grosseto.

La cala è esattamente qui: le colline dell’Uccellina la circondano tutt’intorno, a perdita d’occhio, con sfumature decrescenti di verde. La sabbia sotto il sole d’estate è bianca e il mare cristallino. Per dare un’idea dell’atmosfera che si respira, in agosto c’erano cerbiatti che non troppo timidamente si avvicinavano alla riva del mare.

La baia è meta perfetta per chi ama muoversi in barca a vela: la si vede dopo aver superato la foce dell’Ombrone. Non è riparata dai venti di nord-ovest ed è vicinissima al porto di Talamone (www.talamone.it) che, proseguendo verso sud, dista circa quattro miglia.

È una delle spiagge più belle d’Italia, premiata con le 4 vele di Legambiente.

Arrivare qui a piedi, invece, non è così semplice e soprattutto esistono regole precise che variano a seconda delle stagioni (www.parco-maremma.it).

La zona ha un elevato valore bionaturalistico e durante l’estate i sentieri che portano alla spiaggia possono essere chiusi o accessibili con alcune limitazioni. Il motivo è la tutela dell’ecosistema e la conservazione dell’ambiente che si aggiunge alla volontà di ridurre, nel periodo più caldo dell’anno, il rischio d’incendi.

Per chi decide di farsi una passeggiata attraversando d’un fiato le colline grossetane tra ginepri e querce, accompagnato dal profumo di mirto, rosmarino e tamerici, il sentiero inizia da Pratini, collegato con un bus-navetta al Centro Visite di Alberese che si trova in via del Bersagliere 7/9.

Il percorso richiede almeno quattro ore di cammino, è lungo 12,8 km ed è impegnativo, ma arrivati alla meta si scopre un’oasi che vale la fatica fatta.

Intorno non c’è nulla che possa disturbare questo spettacolo di natura. Di case ce n’è soltanto una che s’inserisce nel paesaggio: un casale rosa in stile maremmano.

E guardandolo bene, proprio quel casale fa tornare in mente anche qualcos’altro… scene da un film, per essere precisi.

Come quella in cui Francesca Neri racconta la sua imprevedibile storia a un incredulo Carlo Verdone, in quest’occasione attore e regista. Il film è Al lupo al lupo, storia di fratelli che si ritrovano e tra risate, imbarazzi e malinconia si raccontano pezzi di vita. Molte delle riprese sono state fatte esattamente qui, tra le luci e i colori di Cala di Forno.

Non solo: è del 1984 Non ci resta che piangere, con l’accoppiata Benigni e Troisi. Sono passati anni, ma diverse battute del film sono rimaste nella memoria, così com’è facile ricordarsi della parte finale, quando Cristoforo Colombo sta per partire ma l’attore toscano non vuole lasciarlo andar via (perché sa bene poi cosa succederà!). E per quel che ci riguarda, la nave con cui deve salpare Colombo è qui, sempre in questa baia ancora una volta scelta come location per un film.

Non è finita: Amore ritrovato con Stefano Accorsi e Viola bacia tutti di Veronesi, con Asia Argento, sono stati entrambi in parte ambientati a Cala di Forno, che si merita il titolo di “spettacolare” e che soprattutto vale la visita. Ancora meglio se dopo l’estate, perché il microclima ottimo permette di godersela in ogni stagione.

Author: Barbara Scarioni

Giornalista. Innamorata dei viaggi e dell'ecologia da tempi non sospetti, quando il green non andava ancora di moda. Sempre alla ricerca di posti interessanti da scoprire, perché è bello godersi quel che c'è di buono. Ancora convinta che la natura è la migliore maestra. E che c'è sempre da imparare...

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