Dove canta il gallo nero – Toscana

Un’escursione nel Chianti Fiorentino

chianti gallo nero

Ho lasciato Firenze con il suo caos, il suo traffico e il suo turismo “soffocante” dietro di me. Parto da Porta Romana sulla Cassia in direzione Siena.

Circa 3 km dopo Tavarnuzze lascio questa antica strada romana e salgo con la mia auto la strada che mi porta attraverso il bosco a Sant’Andrea in Percussina. Una grande insegna annuncia: “Siete nel Mondo del Gallo Nero”.

Il “gallo nero” non è solo simbolo per il vino, ma per l’intera zona del Chianti Classico. L’area del gallo nero si estende da qui in direzione sud a Monteriggioni e Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena e verso la zona boschiva del Val d’Arno a sud-est.

Ma prima, uno sguardo indietro, vediamo l’ultima volta la sagoma di Firenze con la magnifica cupola di S. Maria in Fiore. È maggio e sulle antiche mura lungo la strada fiorisce l’iris blu, il simbolo di Firenze e della Toscana. Bello, fiero e bellicoso come una spada, un’arma che divide. Il fiore, caro a Marte e Venere – forse simboleggia un po’ il carattere dei fiorentini.

A Sant’Andrea siamo in un ambiente illustre Qui scrisse lo statista dei Medici, Nicolò Machiavelli il suo “Principe”, quando i fiorentini lo mandarono in esilio. Noi invece ci siamo trasferiti in questa zona volontariamente. Come tutti gli stranieri o “toscani adottati” che vivono e lavorano qui da anni abbiamo assunto anche qualcosa di “campanilismo” e riteniamo il nostro territorio, il Chianti Fiorentino, sicuramente il più bello.

Entriamo nel capoluogo San Casciano in Val di Pesa. Nella piccola città o meglio nel paesone ci sono pochi turisti, anche se ha delle attrazioni come il Museo Sacro, la chiesa di Santa Maria al Prato e Santa Cecilia a Decimo. Ci sono ottimi ristoranti e trattorie.

Partendo da San Casciano, vi suggeriamo due escursioni. La prima ci porta, passando dalla bellissima villa “Le Corti”, a Mercatale. Se volete conoscere un pezzo “vero” Toscana, si consiglia sempre di abbandonare le strade  principali. Usciti dal paese si passa per la località “Quattro Strade”; successivamente incontriamo cantine famose, come il Castello II Palagio e Santa Cristina (Antinori).

Ci fermiamo alla Chiesa di Santo Stefano a Campoli per ammirare il panorama. Intorno a S. Cristina qualche anno fa c’erano tanti vigneti abbandonati, ora ci sono molti vigneti nuovi. Dopo S. Maria Macerata inizia una strada sterrata. Dopo un chilometro possiamo ammirare ancor oggi l’antica tecnica della “vite maritata”: la vite si sviluppa aggrappandosi al gelso: si “sposa” con esso, ci spiega un vecchio contadino.

Dopo circa tre chilometri inizia la zona boschiva verso Greve in Chianti. Ma ci fermiamo alla prima curva per una vista speciale. Un po’ più in basso, circondato da cipressi, vediamo il monastero di Badia a Passignano. Il castello è stato donato ai frati dei Benedettini di Vallombrosa da un nobile nel secolo scorso.

Ammiriamo nella chiesa (aperta normalmente solo ai giorni festivi) gli affreschi, il coro ligneo e il tabernacolo. Nel monastero troviamo un bel cortile con un antico pozzo e, per me, la più bella cucina antica della Toscana; infine, “L’Ultima Cena”, un capolavoro del Ghirlandaio. Oggi il monastero è aperto raramente. Visitatelo a Pentecoste quando si tengono serate di musica classica con musicisti italiani e tedeschi.

La strada si snoda in alto circondata da querce, cipressi e pini. Arrivati in cima scendiamo per Greve. La valle si apre con grandi uliveti e vitigni. Prima di arrivare a Greve ci fermiamo nell’idilliaco borgo di Montefioralle.

A Greve facciamo un giro nella vecchia piazza del mercato con i suoi portici, compriamo dal più famoso macellaio toscano salame di cinghiale e ammiriamo i cestini di vimini, il cotto della porta accanto. Lasciamo Greve in direzione Firenze, ma voltiamo verso Ferrone. Qui c’è il famoso Cotto di Impruneta e visitiamo una delle tante fornaci.

Passando poi il fiume Greve saliamo di nuovo per Mercatale e passiamo alla famosa azienda viticola “Peppoli”. Qui ci godiamo uno dei più bei panorami della zona del Chianti Fiorentino, questo tipico paesaggio come lo conosciamo dalle cartoline e magari anche noi diventiamo un po’ romantici.

Il nostro secondo tour inizia di nuovo a San Casciano e ci porta sulla vecchia strada provinciale in direzione di Certaldo. Superando San Pancrazio si attraversano piccoli borghi e cantine. Dopo una decina di chilometri il paesaggio cambia: appare la “creta Volterrana”, in origine roccia vulcanica, ora argilla grigia, di cui ha bisogno il noto vin bianco Vernaccia.

A Certaldo, città di Boccaccio, saliamo a piedi o in funicolare a Certaldo Alto. Qui si respira una quiete e un modo di vivere d’altri tempi. La vecchia città alta è da visitare non solo per il museo del poeta. Ammiriamo le facciate del vecchio municipio con lo stemma delle corporazioni, e più in giù una vista splendida: all’orizzonte vediamo le torri di San Gimignano a portata di mano.

Ma questa volta non andiamo a San Gimignano, quasi sempre affollata. Ci dirigiamo verso Barberino Val d’Elsa su una stradina stretta. Si snoda fino a San Vito e San Donnino. L’incontaminata natura vi invita a fermarvi. Potreste anche far merenda in un’osteria vicino alla Fattoria – Castello di Petrognano.

Attraversiamo un paesaggio incantevole verso Barberino e vediamo all’ultima curva all’orizzonte la sagoma di San Gimignano. Facciamo una passeggiata per la piccola città medievale di Barberino prima di tornare nella zona del Gallo Nero e raggiungiamo di nuovo San Casciano.

Qui al tramonto crediamo di sentire il canto del gallo. No, non è il gallo nero, ma l’upupa, che è tornata anche quest’anno. Qualche ora più tardi le lucciole trasformano il campo davanti a casa nostra in un mare di luci. Oltre alla presenza dell’upupa è questo un segno che qui la natura è ancora in ordine.

*Leonhard Schaefer è il proprietario di Chianti House Il Poderino

LeonhardSchaefer@ecoturismonline.it'

Author: Leonhard Schaefer

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto