Foresta Sette Fratelli – Sardegna

Tra natura e archeologia

foresta sette fratelli

Foto di Maria Stefania Contini

La Foresta dei Sette Fratelli, ricca di leggende legate a toponimi e tradizioni locali, è situata a breve distanza da Cagliari; si raggiunge percorrendo la S.S. 125 fino al Km 30, località Arcu ‘e tidu (Passo del Colombaccio), dove si devia sulla destra in direzione Parco 7 Fradis.

Una sterrata forestale e una serie di sentieri consentono di inoltrarsi nella Foresta, tra corsi d’acqua e rocce granitiche datate circa 300 milioni di anni, scolpite dagli agenti atmosferici che hanno dato origine a forme spettacolari di erosione.

In passato (fino alla fine dell’800) la Foresta è stata “aggredita” dall’uomo, che ha tagliato il legname (come in molte altre aree boscate dell’Isola) per costruire le traversine per la rete ferroviaria della Penisola e per produrre carbone.

Ancora oggi, percorrendo i numerosi sentieri, troviamo le testimonianze delle attività umane: ceppaie, dispense, aree carbonili ma anche le rovine di Su Cunventu, un eremitaggio costruito nel XVIII secolo su iniziativa di un frate, per dare rifugio a pellegrini e viandanti insidiati dai banditi che abitavano e imperversavano in queste montagne.

Incontri emozionanti

Oggi la lecceta ricopre rigogliosa questi versanti e ospita una ricca fauna, costituita da mammiferi (cervo sardo, muflone, cinghiale, volpe, donnola, martora, riccio, coniglio selvatico, lepre sarda), uccelli (aquila reale, astore, sparviero, poiana, gheppio, ghiandaia, picchio rosso maggiore oltre a numerose specie di piccoli passeriformi), rettili, anfibi e pesci. È dunque possibile fare incontri emozionanti!

La cosiddetta Attraversata dei Sette Fratelli permette di ripercorrere ancora oggi le orme dei viandanti che, partendo da Cagliari e dintorni, raggiungevano la costa sud-orientale; itinerario impegnativo (circa 24 Km e 8 ore) ma consigliabile a chi, con una buona preparazione fisica, vuol conoscere i due versanti del Massiccio, diversi per esposizione e morfologie.

Il tratto che attraversa le creste è particolarmente bello nel periodo primaverile, quando fioriscono ciclamini, ranuncoli, narcisi e numerose specie di orchidee.

E come tralasciare una visita alla valle del Rio Maidopis, attraversata da una comoda sterrata parzialmente carrabile, da percorrere anche in MTB (ma per bikers esperti, dato il dislivello!), nella quale è facile riconoscere i segni di presenza del cervo e del cinghiale; e dalla quale ci si può portare alle pendici del Monte Eccas, rilievo periferico rispetto alla Foresta, sulle cui cime rocciose si osserva il volo di corvo imperiale, aquila reale e altri rapaci.

Testimonianze di popoli antichi

Il massiccio dei Sette Fratelli racchiude anche testimonianze archeologiche delle popolazioni che anticamente abitavano l’Isola.

Molto suggestivo l’itinerario di 12 Km e circa 6 ore che, partendo dalla vecchia S.S. 125, risale verso le Cime fino al Nuraghe su Gattu, caratterizzato da una struttura insolita che si riscontra anche in altri nuraghi presenti sul Monte Eccas.

Più in basso dello stesso Monte si può visitare la ben conservata Tomba di Giganti di Is Concias, monumento di sepoltura e sede di antichi culti.

Da visitare anche il borgo di San Gregorio, sito legato prima alle attività minerarie, e poi sede di villeggiatura della borghesia cagliaritana, da cui si può raggiungere il paese di Burcei con un sentiero molto bello immerso nel verde.

Anche il versante di Castiadas (sud-est) offre numerose possibilità agli appassionati del camminare, con una sviluppata rete di sentieri percorsi anche da varie specie di selvatici, abbondanti nell’area.

Qui termina l’Attraversata dei Sette Fratelli, qui è possibile visitare la Foresta di s‘Acqua callenti, regno del cervo sardo e dell’aquila reale e le Antiche carceri dell’ex Colonia Penale di Castiadas, attualmente sede di un interessante Museo.

La fruizione del Massiccio dei Sette Fratelli è possibile tutto l’anno, con qualche eccezione per le ore più calde del periodo estivo, durante le quali è tuttavia possibile camminare nelle zone più alte e ombrose, dal momento che il bosco mitiga efficacemente il clima. Occorre però fare abbondante provvista d’acqua perché le fonti possono essere in secca.

In estate è possibile e piacevole fare escursioni e passeggiate accompagnati dalla luce della luna piena, quando il bosco ci offre emozioni e sensazioni nuove: i suoni e i profumi ci invitano al silenzio per godere in pieno l’esperienza.

C’è anche chi vuole immergersi nel bosco al buio, senza la luce della luna: situazione molto coinvolgente dedicata ai veri amanti del contatto stretto con l’ambiente naturale, da realizzarsi con le opportune precauzioni (percorsi ben conosciuti, presenza di guida esperta). Abbiamo sperimentato che i selvatici si avvicinano a noi, forse per situazione di luce a loro più congeniale.

Luogo d’amorosi incontri

Dalla metà di agosto al mese di ottobre la Foresta diventa teatro dell’attività riproduttiva dei cervi: il maschio emette il suo richiamo per attirare le femmine e marcare il territorio allontanando i rivali che tentano di insidiare il suo harem.

Ascoltare il bramito è un’esperienza molto emozionante, specie nello ore notturne, perché i cervi, inebriati dalla fregola riproduttiva, perdono l’elusività che li caratterizza nel resto dell’anno e sono più facilmente visibili.

Questo genere di escursioni è alla portata di tutti ed è un bellissimo modo per visitare il bosco e vivere un’esperienza a stretto contatto con l’ambiente naturale.

*Maria Stefania Contini è guida escursionistica iscritta al Registro Regionale e titolare della ditta individuale “Alla scoperta di..”, Escursioni naturalistiche

www.allascopertadi.it

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MariaStefaniaContini@ecoturismonline.it'

Author: Maria Stefania Contini

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