Ecoturismo in Marmilla (parte due) – Sardegna

Cavallini selvatici, castelli e boschi

marmilla parte due

Foto di Susanna Sforza

Al confine settentrionale della Marmilla si trova Nureci, un piccolo borgo di circa 400 anime alle pendici del Monte Maiore. Lungo le strade ciottolose del borgo, fra numerose fontane, bellissimi murales di Angelo Pilloni, opere scultoree del famoso Pinuccio Sciola e case in pietra ancora perfettamente conservate.

Sempre a Nureci, il Museo CIPP (Centro di Interpretazione Paleontologica e del Paesaggio), situato nel centro storico del comune, accoglie fossili provenienti dal suo territorio, prevalentemente dalla località Muru’e Cubeddu. Tra i fossili esposti si segnalano gli echinidi, i gasteropodi, le aturie e i bivalvi in diverse forme, conglomerati con i gasteropodi.

Nella struttura museale sono esposte alcune terrecotte rappresentanti la vita quotidiana degli agricoltori rurali, opera di Pinuccio Sciola; una scelta coraggiosa quella dell’artista di creare il suo spazio vitale in questo paesino un po’ fuori mano dal turismo di massa (le sue opere si trovano anche ad Assisi accanto alla tomba di San Francesco e all’aeroporto di Fiumicino a Roma). La mostra, intitolata Is Prinzipales, rappresenta un omaggio alla sua gente, alle persone che lo hanno visto crescere, formato, consigliato, aiutato e che sono state fonte di ispirazione per le sue numerose opere d’arte.

Percorrendo un parco rigoglioso che si trova proprio sopra l’abitato, si arriva al recinto megalitico di Corona e Crobu.

Casa-museo di Baressa: casa tipica contadina

Quanto siano importanti la terra e i prodotti che essa offre, è ampiamente visibile in tutto ciò che riguarda la tradizione in Sardegna. Oggi, dopo un’estrema industrializzazione amalgamata a materiali innovativi dalle caratteristiche mirabolanti, si ritorna alla semplicità dei tempi che furono, dove l’uomo diventa parte integrante di ciò che lo circonda e non un semplice pupazzo inserito in un asettico, seppur bellissimo all’apparenza, plastico.

La Casa-Museo di Baressa è un’abitazione tipica contadina in pietra, ascrivibile al 1700, e rappresenta un interessante esempio di antico modello edilizio insediativo. La casa, con corte e lolla (termine tipicamente sardo che indica la loggia) interna, costruita in pietra con intonaco in fango e paglia, gli stessi materiali che oggi si utilizzano per costruzioni ecosostenibili, si trova inserita in un contesto urbano di vicoli che caratterizzano il centro cittadino.

Verdi emozioni in un teatro naturale

Il bosco rigoglioso di Mitza Margiani (Villa Verde) è una di quelle escursioni in mezzo al verde assolutamente da non perdere: sotto la cresta dell’altopiano basaltico, varcata la soglia, rappresentata dalla sorgente delle volpi, sembra di entrare in un bosco incantato, provando la sensazione di Alice nel paese delle meraviglie.

Lecci e sugheri sono solo alcuni componenti di questo palcoscenico naturale. Al passaggio, in ogni dove nel bosco, si vibrano in volo miriadi di farfalle, formando vortici variopinti, come leggiadre ballerine sotto sottili fasci di luce la cui sorgente è un unico riflettore: il sole.

Percorrendo il sentiero selciato, sempre all’interno del bosco, ci si ritrova nel villaggio nuragico di Brunk’e s’Omu; poco più avanti, un sentiero a gradoni, permette di raggiungere la torre nuragica del villaggio, dal quale si può ammirare un bellissimo panorama con le colline di Villa Verde, la grande Giara, quella più piccola di Siddi e il Castello di Monreale.

Riprendendo il percorso principale si attraversano le aree con is accorrus (recinti) per gli animali, il cui bosco rappresentava per loro un luogo di pascolo. Prima di giungere sul pianoro si ritrova un pezzo di strada romana ancora abbastanza integra.

Il nuraghe per eccellenza

Ai piedi del Parco della Giara, poco distante da Barumini, si trova il sito archeologico Su Nuraxi (il nuraghe), dichiarato nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità; rappresenta sicuramente il monumento più importante della civiltà nuragica in Sardegna.

Caratteristica del nuraghe è l’enorme fortezza, costituita da diverse torri e la struttura complessa, vicino al vasto e labirintico villaggio con viottoli strettissimi e piccole case, pozzi, cisterne e capanne per le riunioni, in un ottimo stato di conservazione.

Pittoresco e affascinante il rudere del Castello Giudicale di Las Plassas, a sud di Barumini, ubicato sull’unico rilievo della zona, una collina marnosa conformata a cono (270 m s.l.m.), che domina l’ampia pianura circostante.

Il regno dei cavallini selvatici

Tra le vaste pianure e le colline che caratterizzano l’area della Marmilla, di rilevante importanza è l’altopiano della Giara (Sa Jara), un’oasi di 45 km2 di roccia vulcanica basica, ricca di piccoli specchi d’acqua, chiamati paulis (laghetti), e ricoperta da molte specie tipiche della macchia mediterranea (lecci, corbezzoli, mirti, roverelle, sugherette, lentischio, cisti, peri e orchidee selvatiche).

È l’habitat dei famosi cavallini selvatici posti sotto tutela, essendo razza a rischio di estinzione; attualmente qui vivono 500-700 esemplari. Si contendono il pascolo disponibile con numerosi greggi di caprini e gruppi di bovini. Il parco naturale è reso ancor più interessante per la presenza di numerose specie selvatiche, tra le quali cinghiali e volpi sarde, lepri, gatti selvatici, picchi, poiane, anatre e colombacci.

È incontenibile la gioia che si prova nello scorgere (rigorosamente nascosti tra i cespugli), alcuni cavallini al galoppo, in corsa, a giocare o semplicemente fermi a bere nei paulis, a brucare l’erba, sospesi in un sospiro per annusare l’aria che porta alle loro sensibili narici l’odore dell’uomo. È un’emozione incrociare lo sguardo anche solo di uno di essi. Si rimane a bocca aperta davanti a questo spettacolo, increduli della realtà. Che sensazione di libertà! Che bella la natura!

Una curiosità: in Marmilla, il famosissimo e tradizionale pane Carasau praticamente non esiste, ma si usano delle pagnotte rustiche. Sì, la Marmilla è proprio differente!

MovetheBox e Consorzio di Comuni Due Giare

Una nota di merito al Centro di Produzione culturale della Marmilla MovetheBox, nato da qualche anno e con sede a Villa Verde, presso l’omonima struttura, in un bell’esempio di recupero edilizio: da un ex orfanotrofio, come la Fenice che sorge dalle ceneri, ha preso vita questo polo culturale per ospitare architetti, pubblicitari, designer, stilisti, operatori di cinema, tv e teatro, artisti, esperti d’arte, musicisti, ma anche informatici, ricercatori e formatori in genere, per lo sviluppo delle professioni creative.

Un centro, dunque, che si pone come punto d’incontro di numerose forme artistiche per valorizzare le proprie risorse e il territorio insieme al Consorzio di Comuni Due Giare, di cui è una costola.

Attualmente stanno mettendo in atto un progetto che prevede la realizzazione e l’allestimento di oltre 100 km di piste ciclabili con un sistema governato da wi-fi e dal satellitare, in grado di fungere, durante tutto il percorso, da guida virtuale con info dinamiche aggiornate costantemente dal centro di coordinamento.

SusannaSforza@ecoturismonline.it'

Author: Susanna Sforza

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