Ecoturismo in Marmilla (parte uno) – Sardegna

Tra colline, nuraghi e giare

marmilla

 

Foto di Susanna Sforza

 

Quando si nomina la Sardegna, subito il pensiero e l’immagine conducono alle zone più turistiche e rinomate della Costa Smeralda. Ma esiste una Sardegna speciale, pressoché sconosciuta ai più, la Marmilla, dove il turismo di massa non è arrivato e, proprio per questo, quando la si scopre è come aver trovato un vero tesoro.

È situata nella parte centro-sudoccidentale dell’isola. Il territorio è molto interessante sotto tutti i punti di vista, rispecchia la gente dell’isola, un po’ dura e schiva all’impatto, all’apparenza impenetrabile, però man mano che la si conosce, mostra un calore e una bellezza quasi familiare, oltre a un patrimonio di cultura, tradizione, storia e architettura impagabili.

A connotare il territorio, inoltre, un consistente patrimonio archeologico e alcune specificità, tra cui l’ossidiana, un prezioso vetro vulcanico, la cui formazione è dovuta al rapido raffreddamento delle lave, una sorta di vetro naturale, utilizzata nei gioielli e oggetti taglienti.

Per scoprire da vicino questo materiale, si può fare una passeggiata nel Parco Naturale del Monte Arci oppure al GeoMuseo Monte Arci di Masullas, una vera e propria “miniera” di minerali fluorescenti, rocce di rara bellezza, fossili, e diorami che riproducono con rigore scientifico l’attività del vulcano Arci. Il museo è allestito nei locali di un ex Convento di Cappuccini, una suggestiva struttura monastica del 1600. Il GeoMuseo organizza anche escursioni al più grande giacimento di ossidiana di Monte Arci.

Il paese di Gramsci

Ad Ales merita una visita il centro storico con la sua Cattedrale del XVII secolo (e interventi successivi), dove fu battezzato uno dei più famosi protagonisti della politica e della storia italiana, Antonio Gramsci, e il museo annesso.

Significativa è la piazza Gramsci, di forma triangolare. Fu ideata e realizzata dallo scultore Giò Pomodoro, quale monumento intitolato Piano d’uso collettivo. Il monumento è composto da un piano in pietra con inserite varie figure che richiamano episodi della vita travagliata di Gramsci e fu inaugurato il primo maggio del 1977, per celebrarne il quarantennale della morte. Sulle pietre sono riportate alcune parole in sardo: sa terra (la terra), s’agua (l’acqua), su fogu (il fuoco), sa pedra (la pietra), su soli (il sole), sa luna (la luna), sa roda (la ruota), gli elementi della Sardegna.

Mastro Geppetto del terzo millennio

Si ritorna bambini nel laboratorio artigiano Maestro D’Ascia di Federico Coni, un ragazzo/artista simpaticissimo e ricco di pazienza nel mostrare le sue creazioni geniali (sì, perché non sono solo giocattoli, sono vere e proprie opere d’arte) apprezzate da grandi e piccini. Come dice di se stesso, Federico è influenzato in tutto il proprio lavoro da Collodi, Jacovitti, Jeronimus Bosh, Fortunato Depero ed Eugenio Tavolara, non realizza sculture, ma una sorta di ibrido tra pupazzo, animale, giocattolo e oggetto d’uso).

Sembrerà sciocco, ma che bella sensazione vedere un gruppo di donne imprenditrici di Baradili mettere a frutto gli insegnamenti delle più anziane di famiglia, aprendo un piccolo laboratorio di pasta fresca le cui specialità, vere e proprie opere d’arte del gusto e della vista (come i culurgiones), sono famose in Marmilla (Pastificio Santa Margherita).

Il vecchio borgo di Baradili ha, apparentemente, poco da offrire, nulla di monumentale, ma è raccolto e suggestivo, grazie anche alle costruzioni in pietra locale che ricordano l’epoca medievale con la presenza di alcune case antiche, tra cui spiccano l’ex Monte Granatico, Casa Usai e Casa Lavra. Il tutto in una cornice di morbide colline, uliveti, vigneti e mandorleti, che regalano prodotti preziosi quanto l’oro. Intorno al centro abitato si trovano diverse testimonianze archeologiche, tra cui alcuni nuraghi come una piccola fontana scavata nella roccia, e reperti di origine romana.

I macchinari, l’industria, la manodopera a basso costo, stanno mettendo a dura prova la lavorazione tradizionale di tappeti, e non solo. C’è, però, chi resiste, come Casu Giuseppina del piccolo Laboratorio Tessile di Pompu. Un vero salto nel passato, dove il telaio di legno non è solo un pezzo da museo, ma una colonna portante di tutta l’attività. Tappeti, arazzi, biancheria per la casa si palesano in tutta la loro bellezza davanti agli occhi meravigliati di chi arriva da fuori ([email protected]).

E chi volesse approfondire le nozioni su questa mirabile arte, si può recare al Museo vivente dell’Arte Tessile a Morgongiori, località dove non si resiste alla signora Gilda, titolare dell’azienda agrituristica Sa Lorighitta (tel. 0783 932117). Qui si possono assaggiare, tra le tante specialità sarde, le Lorighittas, pasta casereccia caratteristica di Mongiori, più un’opera d’arte per la sua forma che un alimento.

Un campo d’oro saporito e profumato

La seconda domenica di novembre, da oltre dieci anni, a Turri si organizza la Sagra dello Zafferano: oltre al mercatino dei prodotti agroalimentari e artigianali, si possono visitare i campi in fiore, assistere alla lavorazione della pianta e degustare piatti tipici della cucina sarda a base di zafferano.

Si svolgono anche un convegno e un concorso di cucina, cui partecipano cuochi e massaie provenienti da varie parti dell’isola, con piatti in cui lo zafferano ha il posto d’onore: una bella esperienza.

Dopo tanto girovagare…

Un agriturismo che rimanda alle antiche haciendas messicane, è il Su Massaiu a Turri. In cima a una collina siete accolti da un cestino di doni fatto di albe e tramonti impagabili e il profumo della natura è l’aromaterapia più piacevole di qualsiasi altra Spa o artifizio umano.

E che dire delle colazioni con melone invernale e frutta di stagione appena raccolta, torte e marmellate e pane fatti in casa? Pranzo e cena non sono altro che il risultato di sapienti manipolazioni della tradizione con ingredienti prodotti in loco. Le stanze si allineano attorno a una corte caratterizzata da una bella piscina. L’agriturismo è anche fattoria didattica.

SusannaSforza@ecoturismonline.it'

Author: Susanna Sforza

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