Salento: eco-itinerario natalizio – Puglia

Un territorio da preservare

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Fra grandi distese di ulivi, vitigni di Negroamaro, pini marittimi e cactus, inizia il nostro viaggio d’inverno nel Salento.

Una terra battuta venti di scirocco e talvolta tramontana, con le più belle spiagge d’Italia e tante località bandiera Blu, fra cui Otranto, Salve, Melendugno e Castro.

Un turismo sostenibile, dunque, quello di questa zona della Puglia, proprio all’incontro fra l’Adriatico e lo Ionio, con bellezze tutte da scoprire lentamente, magari a piedi o in bici, sulle tracce dei Faraglioni delle due sorelle, nell’insenatura di Torre dell’Orso, oppure all’ombra della statua della Madonna accanto alla grotta della poesia, a Rocca Vecchia, una delle piscine naturali più suggestive al mondo, dove fare il bagno può essere un’esperienza indimenticabile.

Un vero e proprio paradiso, oggi purtroppo minacciato dal progetto TAP, il gasdotto frutto di un progetto che coinvolge Italia, Grecia e Albania, che distruggerebbe la pineta di Melendugno, andando a insinuarsi in una delle zone più belle ed eco sostenibili d’Italia.

Contro queste intenzioni si stanno battendo le amministrazione del territorio e il Comitato NO TAP, impegnate a preservare la riserva naturale e le spiagge del Salento.

Dai Messapi agli ulivi secolari

Dal mare il nostro viaggio si sposta all’entroterra, toccando i borghi di alcune città messapiche, come la bella Oria, costruita su tre colli, con il suo quartiere ebraico, la splendida Basilica e il castello di Federico II, oggetto di visite turistiche guidate da parte degli studenti dell’Ites, Istituto tecnico economico statale sul turismo.

Il nostro tour nell’entroterra del Salento prosegue fra il verde intenso degli ulivi, dove la raccolta viene svolta anche a mano, con un attrezzo a pettine, da metà ottobre a metà novembre.

E fra questi ulivi secolari, dalle forme suggestive, i turisti e le scuole del territorio possono assistere a tutte le fasi della lavorazione fino alla spremitura a freddo, da cui si ottiene quel buon olio biologico confezionato e venduto nei numerosi spacci che incontriamo per la campagna.

Le nostre prossime tappe sono due borghi piccoli dove visitare i presepi più suggestivi della terra salentina.

Presepi e Focara

A Vignacastrisi, frazione del Comune di Ortelle, 150 figuranti in abiti medievali accendono il paese di magia, interpretando gli antichi mestieri del territorio: dal mugnaio che macina il grano a pietra, allo spettacolo dei fabbri, passando per la locanda e per le suggestive location dove le donne del paese preparano la pasta fatta in casa, dandole la forma con bastoncini di ferro.

Qui a Vignacastrisi si trovano, inoltre, una grande quantità di B&B in cui soggiornare, per la precisione 14 strutture, in alcune delle quali l’acqua viene scaldata con pannelli solari e gli operatori, ospitali e propositivi, organizzano escursioni in bici e a piedi nei dintorni del paese.

Il presepe di San Donato è un’altra meraviglia da non perdere in questo periodo dell’anno.

Realizzato all’interno del Museo della civiltà contadina Terra di Vigliano, si snoda in un percorso botanico dal fascino esotico, condito di piante mediterranee, cactus e musiche natalizie come sottofondo.

I presepi del Salento sono eventi molto sentiti che coinvolgono tutto il paese.

Infatti, volontari, parrocchie e associazioni si impegnano soprattutto per valorizzare al massimo la bellezza dei centri storici.

Passeggiando tra personaggi e ambientazioni varie è possibile degustare i tipici prodotti salentini, fra cui ricotte morbide e fumanti preparate al momento, pasta fatta in casa dalle massaie, pittule (impasto di farina, lievito di birra, acqua e sale, fritto in olio) calde e buon vino.

Da non perdere, la Focara di Novoli, una pira alta 50 metri che viene fatta ardere il 16 gennaio con una festa popolare in occasione della festa del patrono Sant’Antonio Abate.

In collaborazione con buonviaggioitalia.it

Mappa

DeboraBergaglio@ecoturismonline.it'

Author: Debora Bergaglio

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