Savona – Liguria

Sul Mar Ligure tra passato e futuro

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Savona, città natale di Papa Giulio II e Sisto IV, di detenzione per Pio VII e Mazzini, punto nevralgico per il commercio marittimo, luogo d’arte e Medaglia d’Oro alla Resistenza durante la seconda guerra mondiale.

Una città tutta da scoprire, attraverso la preistoria, il medioevo e il cinquecento, con la caduta sotto il dominio della Superba, fino ad arrivare alla rinascita ottocentesca, il periodo industriale post bellico e la nuova vocazione turistica con le grandi navi da crociera.

Che si arrivi a Savona in macchina o in treno, giunti in prossimità del porto, cuore della città, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dalla maestosa fortezza del Priamar che sovrasta la Darsena e il centro cittadino. Il nome significa letteralmente pietra sul mare, ad indicare l’altopiano roccioso su cui sorge la costruzione militare.

Il Priamar

Al suo interno i secoli e la storia scorrono davanti agli occhi dei visitatori. Il museo archeologico conserva i resti di insediamenti paleolitici e dei primi secoli dopo Cristo. Nel cortile è possibile osservare i ruderi dell’antica cattedrale medievale, demolita dai genovesi nella metà del 1500, dopo la conquista della città, per erigere appunto il Priamar che, con i suoi cannoni rivolti verso l’abitato, serviva da monito contro possibili insurrezioni ma anche da rifugio sicuro, durante la seconda guerra mondiale, contro i pesanti bombardamenti che ferirono profondamente la città.

L’architettura militare è quella tipica dell’epoca, con doppi passaggi e fossati, tunnel nascosti, usati un tempo dai ragazzi per giocare alla guerra e grandi stanze per ospitare i soldati.

Oggi ospita convegni, manifestazioni, teatro e cinema all’aperto. Il panorama, lungo la terrazza più alta, consente una visuale a 360°. Ci si può immergere nell’azzurro del mar Ligure, intravedendo la Corsica lungo la linea dell’orizzonte. A levante, attraverso lo skyline tipico della costa e dei paesi limitrofi, si arriva alla montagna del Beigua, parco naturalistico, passando poi sopra i tetti della città, distinguendo facilmente la zona antica e quella più moderna nella scenografia delle rigogliose montagne, punto di suddivisione geografica tra le Alpi e gli Appennini, verso Cadibona, volgendo infine lo sguardo a ponente, con la Francia, coperta solo dal promontorio di PortoVado, dove il verde e il blu si fondono di nuovo in un tutt’uno.

Non basterebbe una giornata per esplorare ogni angolo del complesso e, per ristorarsi un po’ dopo la lunga visita, la Darsena offre diverse soluzioni. Lì passato e futuro si mescolato tra gli antichi lavatoi e il grattacielo in vetro. Bar, locali famosi a livello internazionale e ristorantini tipici si alternano tra i moli, dove pescatori e diportisti sono intenti a raccoglier reti e sistemare le proprie barche per la prossima uscita.

Di fronte al porto svettano tre torri. La più grande dà il nome alla piazza. Il Brandale, sede della Consulta e dell’antico consiglio cittadino. Una volta Savona aveva moltissime torri. Molte vennero tagliate, come le due più piccole della piazza, o demolite durante la conquista genovese. Altre caddero durante i bombardamenti. Alcune si intravedono ancora, mentre si fanno spazio tra i tetti e le caratteristiche balconate.

Una più piccola, all’imboccatura del porto, è anche la più amata dai savonesi, nonché simbolo stesso della città. La Torretta Leon Pancaldo. Dedicata al celebre navigatore, in origine si chiamava torre della Quarda, uno dei punti di avvistamento della cinta muraria medievale.

Due vie della zona antica conservano ancora questa denominazione. Sono via Quarda Superiore e inferiore. In esse si trovano i palazzi più antichi della città. Se si è fortunati passeggiando per questi vicoli si possono vedere i pesanti portoni in legno e ferro semi aperti, quasi come un invito ad entrare, sovrastati da stemmi antichi, ricordo di vestigia passate. Gli ingressi sono quelli tipici delle famiglie nobiliari liguri, in ardesia nera e marmo bianco, con decori in pietra, provenienti da altri luoghi e aggiunti nei secoli.

Proseguendo verso il centro, lasciandosi il porto alle spalle, si arriva in via Pia, dedicata al Papa che qui trovò un ritiro forzato, sotto il dominio napoleonico, Pio VII. Tra negozi e botteghe storiche è impossibile non far tappa in un piccolo vicolo laterale, dove due signore in grembiule vi accoglieranno nella loro cucina per offrirvi l’alimento tipico e più amato dai savonesi, la Panissa. Mezze lune di farina di ceci fritte nell’olio, da mangiare sciolte a fette in un sacchetto o dentro un pane bianco morbido. Crude vengono servite come aperitivo in molti bar della zona, condite con un filo d’olio e un pizzico di pepe.

Nella stessa via si trova uno dei gioielli della città, Palazzo della Rovere. L’opera, dell’architetto Giuliano da Sangallo, ospitò la famiglia di Papa Giulio II e Sisto IV, divenuta poi nel tempo convento di Santa Chiara e Tribunale cittadino. Oggi importanti lavori di ristrutturazione permettono l’accesso solo al cortile interno che fa da congiunzione naturale tra il medioevo, via Pia e il Duomo della città, la Cattedrale dell’Assunta, verso l’espansione ottocentesca.

Opera di Battista Sormano, fu edificata alla fine del ‘500, al posto della Chiesa di San Francesco, il cui chiostro adorna ancora l’area laterale e da cui si accede tramite un piccolo cancello e all’unica, oltre a quella più famosa e conosciuta nel mondo, Cappella Sistina, voluta da Papa Sisto IV, come mausoleo per i propri genitori, ed edificata tra il 1481 e il 1483.

A destra del Duomo, osservando la facciata, si ritorna nel centro più antico della città, con Palazzo Gavotti, residenza settecentesca, Municipio, e infine sede della Pinacoteca Civica di Savona, al cui interno sono ospitate le opere rinascimentali della città dei papi e i capolavori contemporanei di Fontana, Picasso e De Chirico, Magritte e Mirò. Collegato ad esso, restaurato e riaperto al pubblico da pochi mesi c’è il Palazzo del Monte di Pietà e il Museo della Ceramica.

Savona e la Ceramica

Una delle esposizioni tra le più importanti, a livello internazionale. Il palazzo, nato nel medioevo come casa privata, venne trasformato nel 1479 da Papa Sisto IV come sede del Monte di Pietà fino ad alcuni anni fa quando, dopo un sapiente restauro, con l’inaugurazione nel 2014, il palazzo è tornato ad offrire al pubblico i suoi splendidi affreschi rinascimentali e le testimonianze dei soldati di ventura che qui soggiornarono quasi mille anni fa. Ma ci sono ancora tanti vicoli, angoli e luoghi, che raccontano molte altre storie.

Non resta che passeggiare e scoprire quel che Savona ha da offrire, verso la zona ottocentesca, naturale prosecuzione della città verso il proprio torrente e le valli dell’entroterra.

Mangiare a Savona

Vino e Farinata in via Pia. Non si può prenotare, si va lì e si aspetta un tavolo. Farinata cotta nel forno a legna e piatti tipici della tradizione ligure.

Fuori dalle Righe, via Pia 118r, tel. +39 019 4501094 piatti tipici e cucina vegana.

Apericena? Maama Bar, via Vacciuoli, sempre centro storico, bruschette fatte al momento e vini ricercati di tutta Italia.

Dormire a Savona

Hotel NH Savona Darsena

Via Agostino Chiodo 9, tel. +39 019 803211

oppure potete scegliere un BedandBreakfast a Savona

AriannaCodato@ecoturismonline.it'

Author: Arianna Codato

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