Ciaspole in Val Mastallone – Piemonte

Scrigno di tesori

val mastallone

L’immensità del patrimonio artistico del nostro paese talvolta fa scivolare nell’ombra alcune piccole realtà anche esse incantevoli e ricche di attrattive, che meriterebbero sicuramente una maggiore ribalta.

È il caso della Val Mastallone, una valle laterale della Valsesia in alta provincia di Vercelli, protetta e abbracciata dalle montagne, ancora oggi poco nota alla maggior parte di visitatori.

È un vero peccato, perché alzando il sipario su questa valle dalla natura aspra e incontaminata, si scopre un autentico scrigno di tesori che vanno dalle bellezze paesaggistiche, culturali e artistiche alle tradizioni popolari (alcune delle quali si perdono nella notte dei tempi) fino a qualche eccellenza gastronomica pluripremiata.

Cinque comuni certificati

La Val Mastallone, che prende il nome dall’omonimo e pescosissimo torrente, racchiude i cinque comuni di Cravagliana, Sabbia, Fobello, Cervatto e Rimella, che formano un grande anello, uniti dai molti sentieri e antiche vie di transito.

Nel 2003 la piccola valle ha conseguito la certificazione internazionale di qualità ambientale UNI EN ISO14001 per l’intera vallata attraverso i cinque comuni che la compongono.

La raccolta rifiuti nei suoi vari aspetti, il Servizio Idrico Integrato, la qualità delle Acque, i Servizi Comunali, gli immobili e i vari uffici sono stati analizzati, revisionati e monitorati al fine di connotare la Val Mastallone quale contesto ambientale di pregio, patrimonio da salvaguardare e valorizzare.

Senza dimenticare che una vasta porzione del territorio è inserita nel Parco Naturale dell’Alta Valsesia, rigidamente tutelato. L’area del Parco è caratterizzata da foreste di faggio, abete bianco, abete rosso e, salendo di quota, fitte macchie di rododendri. Tutto questo rappresenta l’ambiente ideale per caprioli, cervi, camosci, marmotte e i loro predatori, l’aquila reale e la volpe.

Itinerari per tutto l’anno

Con l’intento di far conoscere il proprio patrimonio culturale, artistico e religioso, le pro-loco e le amministrazioni locali hanno realizzato una raccolta di itinerari percorribili per la maggior parte dell’anno alla scoperta degli Antichi Sentieri di collegamento tra i paesi e le frazioni. Perché c’è molto da vedere, da visitare, da camminare, da curiosare.

Vale una passeggiata il Ponte della Gula, per esempio, un ardito ponte in pietra di epoca longobarda che scavalca l’omonimo orrido a 35 metri d’altezza. Da Cervatto, seguendo una Via Crucis con affreschi del ‘700 di artisti valsesiani, si raggiunge un’altura in cima alla quale, oltre a godere un magnifico panorama, si trovano il “castello” della famiglia Montaldo, della fine dell’Ottocento, e l’Oratorio di San Giovanni.

Rimella è il più antico insediamento walser valsesiano fondato intorno alla metà del Duecento da un gruppo di dodici famiglie emigrate dal Vallese. Il linguaggio delle origini, con alcune contaminazioni dall’italiano e dal dialetto piemontese, è tuttora utilizzato quotidianamente dagli abitanti più anziani.

L’abitato è composto di 15 frazioni (Kantung), disposte a gradinata sui ripidi pendii della montagna, quasi intatte nel loro originario aspetto.

Nelle vicinanze, si trova il Museo Gabinetto di curiosità e cose rare G. B. Filippa, vera e propria “camera delle meraviglie” che raccoglie oggetti insoliti della prima metà dell’Ottocento, riportati dal contadino Filippa, reduce dalla campagna militare con l’armata napoleonica.

A Fobello, tra le numerose ville e i palazzi che segnalano la frequentazione di un turismo d’élite, spicca la villa di Vincenzo Lancia, fondatore dell’omonima  casa automobilistica.

Ospitata in una casa d’epoca, è possibile visitare la Mostra del Puncetto, in cui sono esposti preziosi manufatti di questa tipica decorazione eseguita con ago e filo, il cui nome significa “piccolo punto”.

Consiste in un fitto intreccio di piccoli nodi scorsoi sovrapposti e alternati in modo da formare, attraverso un gioco di vuoti e pieni, una sorta di pizzo, utilizzato un tempo esclusivamente per decorare i costumi tradizionali, ma ora impiegato anche per impreziosire biancheria e arredi per la casa.

Natale sulle racchette da neve

Nel periodo natalizio questa valle si ammanta di un’atmosfera ancora più calda e avvolgente.

Sbiadite le sfumature del verde brillante dell’estate, la Val Mastallone accoglie con le sue cime rocciose ricoperte di neve, nell’intimità delle brume e delle foschie invernali, dove sfavillano le luci intermittenti dei numerosi presepi disseminati nella valle.

Una delle attività invernali più praticate in questa zona è camminare sulla neve tra boschi e prati con le racchette da neve, le “ciaspole”: una bella opportunità di un tonificante movimento all’aria aperta alla portata di tutti, grandi e piccini. Allacciati gli attacchi, l’avventura può avere inizio per andare alla scoperta di un modo straordinario, e anche economico, di vivere la montagna d’inverno.

Se ci si limita a percorsi semplici, le racchette da neve non richiedono una conoscenza tecnica particolare. Si dice che “se sai camminare, sai andare con le racchette”. Anche in questo caso si può contare sulla disponibilità delle pro-loco che offrono itinerari, indicazioni sulle soste per il pranzo, consigli sulla sicurezza, valanghe e condizioni meteo.

Itinerari e proposte divertenti di passeggiate con le ciaspole sono segnalate dall’agenzia turistica Mountain Planet.

Ecco alcuni suggerimenti di itinerari facili con possibilità di sosta nei rifugi per il pranzo:

Cervarolo, frazione Villa Superiore – Alpe Piane (rifugio Camosci aperto la domenica)- Sella Schillottàa.

Cravagliana, frazione Nosuggio – Frazione Meula.

Cervatto, Campo Cervo – Sella di Camplasco – Villa Banfi-Campo Cervo – Oro Negro – Prati Rossi – Taponaccio – Rifugio delle Balme (apertura su richiesta) – Cervatto – Torno – Roy di Fobello.

Fobello, frazione Belvedere – Alpe Res di Fobello-Fobello – Villa Lancia – Frazione Campelli.

Prodotti tipici

Nella valle è ancora possibile trovare prodotti genuini, lavorati con metodi tradizionali, frutto di recupero, ricerca, reinterpretazione degli antichi alimenti tipici di montagna.

A Fobello troviamo il Vulaiga (in dialetto locale il termine che indica la neve quando scende leggera come farina) di Eugenio Pol (via Rizzetti 22, Fobello, tel. 0163 55901) che continua l’arte di panificare secondo natura con l’antica tecnica della fermentazione naturale, metodo che salvaguarda le biodiversità dei lieviti e dei batteri endemici.

Questa tecnica di panificazione, ormai quasi scomparsa, con l’utilizzo di materie prime di provenienza esclusivamente biologica, permette di avere un prodotto digeribile, salutare e di lunga conservazione con il vero sapore del pane.

Il piccolo caseificio La Giuncà di Bruno Giovannacci (loc. Roj, Fobello, tel.  0163 55043) produce formaggi artigianali che gli hanno valso riconoscimenti autorevolissimi, come il Blue di Roj, il Laciarin d’la Paja, la Beola e il Cappello del Mago, primo premio come “Miglior caprino al mondo” al Cheese of the Year 2008.

A Rimella l’Azienda Agricola Calzino Elena ha tra le specialità tome, burro e caprini (loc. Villa Superiore e Alpe Pianello, cell. 336 5861465).

A Cervatto anche l’Azienda Agricola Dago Ida produce tome, burro e caprini (loc. Campo Cervo, cell. 345 4604573).

Le strutture alberghiere sono semplici e accoglienti, in armonia con i costumi della montagna più autentica e vera, che guarda molto alla sostanza, come il rispetto dell’ambiente e la conservazione della natura.

Per gli indirizzi:

Consorzio Valmastallone www.consorziovalmastallone.it

ATL Turismo Valsesia Vercelli www.atlvalsesiavercelli.it

Comune di Fobello www.fobello.it

Comune di Cervatto www.cervatto.net

Comune di Rimella www.rimellawalser.it

Author: Silvana Benedetti

Sono una giornalista di lungo corso. Curiosa e amante delle novità, ho trattato gli argomenti più disparati. Ma il viaggio e il viaggiare sono sempre stati una costante nella mia vita. Ho cominciato a girovagare da piccola ( la meta più esotica era Cesenatico) e già tenevo dei quaderni diario. Ho continuato da ragazza utilizzando l’autostop e scrivendo di stravaganti avventure. E ancora oggi, con mete sempre più lontane, la storia continua. Sono mutati nel tempo i modi di viaggiare e oggi mi concedo molti lussi in più. Ma lo spirito è lo stesso : scoprire un luogo prima che diventi turistico e se lo è già, scovarne quell’anima nascosta sfuggita agli obbiettivi distratti. Il più grande stress ? Fare le valigie. Vorrei viaggiare leggera come una farfalla, e cioè con l’essenziale, che stia tutto in uno zainetto da portare in spalla.

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