Villa Necchi Campiglio – Lombardia

Una villa di design nel cuore di Milano

villa necchi campiglio

Milano ci stupisce sempre. Inaspettatamente, in pieno centro, dietro Corso Venezia e confinante con l’Istituto dei Ciechi, in una zona silenziosa e tranquilla, ecco un delizioso vialetto che conduce a una portineria di una villa di inizio Novecento.

Da qui alla casa padronale si arriva attraversando un giardino molto ben curato, profumato di piante e fiori, adornato con statue e una bella piscina appena ristrutturata, la prima privata, all’epoca, della città, come ci racconta la guida.

Villa Necchi Campiglio

Firmata dall’architetto Piero Portaluppi, uno dei più grandi all’epoca, fu realizzata in puro stile razionalista per le sorelle Gigina e Nedda Necchi e Angelo Campiglio, marito di Gigina, negli anni che vanno dal 1932 al 1935.

I proprietari erano esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda colta, imprenditori fra gli anni Venti e la fine degli anni Sessanta nel campo della produzione di ghise smaltate e macchine da cucire.

Originari di Pavia, desideravano vivere a Milano e frequentarne l’alta società: furono quindi attirati da quell’angolo, tra i palazzi ottocenteschi, ancora abbellito da giardini, piante e orti.

Dal 1938, per circa un ventennio, i Necchi Campiglio si avvalsero dell’architetto Tommaso Buzzi per sistemare l’esterno e per arredare nuovamente alcuni locali in uno stile ispirato all’arte settecentesca.

La villa è stata donata al FAI dalle sorelle Necchi, che non avevano eredi, nel 2001, e dal 2008 è aperta al pubblico, dopo un accurato restauro durato tre anni. All’interno si trovano dipinti, sculture, arredi e altri oggetti di pregio, in parte acquistati dai Necchi Campiglio quando vi abitavano, e in parte donati successivamente al FAI, che li ha collocati nella casa.

necchi campiglio

Tra le donazioni ci sono la raccolta del primo Novecento della gallerista Claudia Gian Ferrari e quella di dipinti e arti decorative del XVIII secolo di Alighiero ed Emilietta de’ Micheli.

Nel piano seminterrato della villa si trovano la cucina con un montavivande (novità per quel periodo), la dispensa, la sala da pranzo per la servitù, che non doveva entrare in contatto diretto con i proprietari, e aveva le proprie stanze nel sottotetto, dove ora si trovano locali adibiti a conferenze ed esposizioni, al quale accedevano tramite una scala esterna della casa.

Il piano rialzato, con l’ingresso principale dal giardino, conserva tutto il fascino e l’atmosfera vivace della mondanità di allora: biblioteca, fumoir, sala da pranzo con vista sulla bella piscina, salone e veranda, con porte a scorrimento e ampie vetrate che permettevano l’ingresso della luce ma non di malintenzionati. Nell’atrio, sulla destra, si nota l’ascensore, elemento innovativo per l’epoca.

Salendo lo scalone in radica, ci appare un grande disimpegno che dà sui due grandi appartamenti padronali, ciascuno con il proprio spogliatoio, la sala da bagno e la camera da letto.

necchi campiglio

A sinistra del disimpegno si accede alle due stanze degli ospiti, dotate anch’esse di bagno privato: una destinata al principe Enrico d’Assia, che vi alloggiava quando veniva a Milano, e l’altra è detta “della Principessa” perché utilizzata da Maria Gabriella di Savoia, amica delle sorelle Necchi.

Accanto, si trovano stireria, guardaroba e stanza della guardarobiera, unica persona della servitù che poteva alloggiare al piano dove si trovavano i proprietari di Villa Necchi Campiglio.

Il FAI e la sua attività

La scoperta di questo luogo nel centro della città ci porta a rivivere quei tempi, con un misto di ammirazione per la bellezza della villa e degli arredi e di senso di pace per il silenzio del giardino, oltre alla gratitudine nei confronti del FAI, fondazione senza scopo di lucro che permette a tutti noi di visitare questa meraviglia tra le tante in Italia.

Da 40 anni il Fondo Ambiente Italiano cura, tutela e salvaguardia il nostro patrimonio artistico e naturale. A oggi ha recuperato una cinquantina di beni tra ville, parchi, borghi, castelli, giardini e aree naturali, ispirandosi, fin dalla sua fondazione, nel 1975, al National Trusts Organization.

Ci si può iscrivere versando una quota e in cambio, oltre a partecipare alla cura e alla salvezza di molte ricchezze che altrimenti andrebbero in rovina o perse, si hanno sconti sui biglietti di musei e giardini, ingressi gratuiti ai Beni FAI, incontri e conferenze, visite guidate, concerti, viaggi inediti, corsi di storia dell’arte e altro ancora.

Qui sotto un video della Villa che mostra il prima e il dopo dei restauri

Villa Necchi Campiglio

Via Mozart 14, Milano

Tel. +39 02 7634011

[email protected]

villanecchi/dimora

Apertura: da mercoledì a domenica dalle 10 alle 18 tutto l’anno; da maggio 2015 sarà aperta la Caffetteria Villa Necchi Campiglio per il ristoro!

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono attualmente Vicepresidente della NEOS, associazione italiana di giornalisti di viaggio.

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