Ecoturismo nel Gran Paradiso – Valle d’Aosta

A spasso tra stambecchi e marmotte

gran paradiso

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia, si estende per 71000 ettari a cavallo tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, ed è meta di splendide escursioni in mezzo alla natura rigogliosa. I sentieri, le passeggiate e gli eventi organizzati in questa perfezione sono abbondanti e ideali per una eco-vacanza.

Il sopraggiungere della primavera è un periodo ideale per visitare il Parco, in cui si assiste a un vero e proprio trionfo della natura. Questa stagione di mezzo, quando persiste la neve su alcuni pendii e spunta la prima tenera erbetta su altri, è la migliore per chi desidera osservare gli animali liberi nel loro ambiente naturale.

Il risveglio della natura

Dopo il lungo inverno, infatti, camosci e stambecchi scendono a quote più basse verso le assolate praterie per brucare l’erba appena spuntata. Le volpi affamate sono facilmente avvistabili dagli escursionisti e le marmotte fanno capolino dalle loro tane invernali e curiosano tra le vecchie gallerie dell’anno trascorso.

Larici, abeti rossi, pini cembro e abeti bianchi a mano a mano che si sale lungo i versanti lasciano posto a estesi pascoli alpini e, nella tarda primavera, a specie rare di fiori di montagna.

Il Nivolet, a 2500 m di altezza, è uno splendido pianoro di torbiere e ambienti umidi, habitat di camosci, stambecchi, marmotte, ermellini e uccelli migratori. E’ facilmente raggiungibile su comodi sentieri dalla Valsavarenche o seguendo la strada da Ceresole Reale.

In tarda primavera potete fare le molteplici escursioni nelle valli del Parco (Valle Orco, Soana, Cogne, Valsavarenche, Rhemes) con diversi gradi di difficoltà e tempi di percorrenza.

Giglio di montagna

Il versante piemontese è molto meno conosciuto, ma altrettanto interessante sia dal punto di vista paesaggistico sia faunistico. Spettacolare e consigliato l’itinerario con partenza da Ceresole Reale (Borgata Villa 1586 m) e arrivo al Rifugio Jervis (2250 m): il percorso, che non presenta particolari difficoltà, attraversa il bosco e un’ampia zona di rocce montonate dove è possibile incontrare interessanti specie di avifauna come la pernice bianca.

La parte finale della passeggiata offre emozionanti visioni panoramiche, che testimoniano il passaggio degli antichi ghiacciai. L’utilizzo di energie rinnovabili per il riscaldamento del rifugio rende la struttura ecocompatibile con un basso impatto ambientale.

Oltre alle escursioni che il Parco del Gran Paradiso offre, non bisogna perdere l’opportunità di visitare il Giardino Botanico Alpino Paradisia (aperto da giugno a settembre) situato sul lato valdostano, a Valnontey.

La presenza di una superficie di 10000 mq ricca di avvallamenti e conche naturali, consente di avere le condizioni ottimali per la coltura di molte specie alpine e montane. Questo giardino, il cui nome deriva dal giglio di monte (Paradisea liliastrum), ha un’importante valenza didattica-divulgativa: il periodo di maggior fioritura è da metà giugno a metà luglio.

Un’altra interessante visita è quella all’Ecomuseo del rame in località Ronco Canavese, in cui è possibile ripercorrere le antiche fasi della lavorazione del rame secondo le tecniche siderurgiche dell’età pre-industriale, quando l’energia per il movimento dei macchinari era ad acqua.

I luoghi dove soggiornare sono molteplici e per tutte le esigenze: campeggi, rifugi, hotel e agriturismo.

Nel cuore del versante piemontese è consigliato il rifugio Guido Muzio, ex casermetta con muratura in pietra e tetto in legno ricoperto di lastre di pietra (lose): in attesa dell’Ecolabel, il marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale,è un’ottima base d’appoggio per diverse escursioni.

Pro Il Parco organizza innumerevoli iniziative di educazione ambientale e sensibilizzazione per grandi e piccini.

Contro Per regolamento del parco ovviamente l’introduzione di cani è vietata.

Plus Spegni il motore e ascolta la montagna: per ridurre l’inquinamento dell’aria e da rumore, tutte le domeniche estive gli ultimi sei Km di strada che portano al pianoro del Nivolet sono chiusi al traffico automobilistico. Si possono percorrere a piedi, in bici o in navetta.

www.pngp.it

www.rifugiomuzio.com

www.rifugiojervis.it

BeatriceNervo@ecoturismonline.it'

Author: Beatrice Nervo

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