Egitto:
 la straordinaria scoperta di Victor Loret

egitto

MUDEC

“Ho visto un re

“Sa l’ha vist cus’è?

“Ha visto un re!

“Ah, beh; sì, beh” ….  che poi era un faraone.

Così cantavano Dario Fo ed Enzo Jannacci, due geni della Milano che fu e che ancora c’è e che omaggia quell’Egitto “un po’ milanese” che si può ammirare dal 13 settembre al 7 gennaio 2018 nella mostra Egitto: la straordinaria scoperta del faraone Amenofi II, al MUDEC, e in altri luoghi significativi di Milano. La città ha un legame davvero importante con l’Egitto, al quale siamo legati da sempre: dai tempi dell’Impero romano a quello delle Repubbliche marinare, fino ad arrivare all’epoca in cui città come Alessandria e il Cairo divennero la nuova patria di grandi comunità di migranti italiani. Un’opera fondamentale per quelle terre – il Canale di Suez – venne progettata proprio da un italiano, l’ingegnere Luigi Negrelli.

Ricerca sulle comunità milanesi 

Oggi, con 40mila membri, gli egiziani rappresentano la maggior comunità araba nel contesto cittadino. “Milano Città Mondo”, che è un progetto di ricerca pluriennale ideato dal Museo delle Culture in collaborazione con l’Ufficio Reti e Cooperazione culturale del Comune, ogni anno effettua approfondimenti su una delle numerose comunità che vivono nella metropoli. Queste ricerche si trasformano in eventi espositivi, conferenze e manifestazioni e tra la fine di quest’anno e i primi mesi del 2018 il tema di indagine è, appunto, l’Egitto e gli Egiziani.

Il Comune di Milano-Cultura e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, ha quindi curato la prima mostra monografica dedicata ad Amenofi II. Il percorso espositivo racconta la scoperta della tomba, avvenuta nel 1898, del faraone, figlio del grande Thutmosi III, che visse tra il 1427 e il 1401 a.C. L’archeologo francese Victor Loret, impegnato in una missione che lo vide in Egitto nella Valle dei Re dal 1881, portò alla luce la mummia di Amenofi e quelle di alcuni celebri sovrani del Nuovo Regno, che erano state nascoste all’interno di una delle quattro stanze annesse alla camera funeraria, con lo scopo di sottrarle alle offese dei profanatori di tombe.

egitto

Insieme alla tomba, l’egittologo francese portò alla luce anche i corpi della madre e della nonna di Tutankhamon e, per nostra grande fortuna, tenne un diario giornaliero delle sue scoperte.

Questa straordinaria documentazione, che si riteneva perduta, è stata acquistata dall’Università Statale di Milano, conservata negli Archivi di Egittologia, studiata e portata all’attenzione del mondo scientifico e presentata al pubblico al MUDEC. Inoltre, al Castello Sforzesco ci sono diversi reperti che nel prossimo autunno-inverno saranno prestati nella mostra, in occasione della chiusura temporanea delle proprie sale per ristrutturazione.

La visita

Una Egypt Room al piano terra del MUDEC racconta attraverso fotografie, filmati e suoni il legame di Milano con l’Egitto. Al primo piano è lo spazio dedicato alla mostra Egitto: la straordinaria scoperta del faraone Amenofi II. Con un percorso che coniuga approfondimento scientifico ed emozione creato dai due curatori Patrizia Piacentini, titolare della cattedra di Egittologia, e Christian Orsenigo, con il coordinamento dell’egittologa Massimiliana Pozzi Battaglia (SCA-Società Cooperativa Archeologica).

L’intento è quello di raccontare una doppia ‘riscoperta’: quella della figura storica del faraone Amenofi II, spesso ingiustamente oscurata dalla fama del padre Thutmosi III, e quella archeologica del grande ritrovamento nella Valle dei Re della tomba di Amenofi II.

Diverse sono le fotografie che raccontano le fasi della scoperta della mummia e il suo trasporto dalla stanza della Valle dei Re al Cairo, materiale prezioso e unico al mondo. Nelle teche della mostra si possono vedere gli schizzi di Loret che, con precisione, annotava ciò che scopriva estraendo dalla terra mummie, sarcofagi e suppellettili.

Stele inedita, multimedialità e Geronimo

Apre il percorso espositivo una stele, proveniente da una collezione privata ed esposta per la prima volta al pubblico, che offre molti spunti interessanti sulla genealogia di Amenofi II. Un susseguirsi di statue raffiguranti il faraone ne descrivono i caratteri fisionomici, e diversi contributi multimediali, fiore all’occhiello di MUDEC, illustrano la gioventù del sovrano e permettono esperienze “immersive”, come la visita del Tempio di Amenofi II sulla piana di Giza all’ombra delle Piramidi e della Sfinge, più antiche di oltre un millennio, o la partecipazione agli esercizi agonistici del sovrano e alle sue fortunate campagne militari che consentiranno di allargare l’orizzonte oltre l’Egitto.

Un’esperienza particolare per il pubblico che, attraverso un gioco continuo di suoni e immagini, viene catapultato nel II millenio a. C. Di notevole effetto è la ricostruzione in scala 1:1 della sala a pilastri della tomba di Amenofi II, dotata di vetrine e proiezioni che fanno rivivere le tappe di questa grande avventura dell’archeologia.

egitto

Il beniamino dei più piccoli, Geronimo Stilton, accompagna i bambini dai 5 ai 10 anni alla scoperta della terra dei Faraoni con un apposito percorso a pannelli nelle sale dell’esposizioni. Sabato 28 ottobre alle 16 presso l’Auditorium del museo si svolgerà l’inedito spettacolo Geronimo Stilton, Viaggio in Egitto che si aprirà con il ritrovamento in soffitta di un vecchio baule dentro il quale il Direttore dell’Eco del Roditore scoverà niente poco di meno che il rotolo di un Antico Papiro. Di fronte a tanti misteri il famoso topo giornalista partirà per un viaggio nel tempo alla scoperta dei faraoni.

Non solo mostra

Il mondo di Amenofi II non si conclude nelle sale della mostra. Si continua a viaggiare indietro nel tempo per scoprire l’età dell’oro dell’Antico Egitto anche attraverso le numerose iniziative che si susseguiranno per tutto il periodo della mostra: incontri sui temi più affascinanti della vita oltre la morte, l’aldilà al tempo dei Faraoni del Nuovo Regno, le scoperte archeologiche. E poi ancora i laboratori di antica scrittura geroglifica, visite teatralizzate serali sulla vita dei Faraoni, incontri a tema sul senso della cura e della bellezza nell’antico Egitto. E per i più piccoli tour animati, laboratori di archeologia sperimentale, campus natalizi a tema, giochi di squadra interattivi e tante altre attività ludiche e didattiche, per esplorare la mostra e scoprire i segreti dell’antico Egitto. Tutto questo nell’innovativo Museo delle Culture (MUDEC).

MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)

Lun 14.30‐19.30 – Mar, Mer, Ven, Dom 9.30‐19.30 – Gio, Sab 9.30‐22.30

Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

Prezzo d’ingresso: intero € 12, ridotto € 10

Biglietti, 
informazioni e prenotazioni:

www.ticket24ore.it

Tel. +39 02 54917

Come arrivare al MUDEC

Per raggiungere il quartiere Tortona dove si trova il museo è possibile utilizzare la fermata M2 S. Agostino; la fermata Piazza del Rosario del tram 14; la fermata Bergognone del bus 68; la fermata delle milizie della linea 90/91. Dalla stazione M2 di Porta Genova, è aperta la passerella ciclo-pedonale di Porta Genova che collega via Ventimiglia con via Tortona.

Mostra visitata il 12 settembre 2017

Author: Laura Barbara Esani

Laura Barbara Esani laureata in Filosofia presso l’Università Statale di Milano. Giornalista pubblicista ho lavorato per diverse case editrici tra cui Giorgio Mondadori, Rizzoli e Hachette Rusconi. Ho frequentato il corso di scrittura creativa tenuto da Giuseppe Pontiggia. Redattrice e scrittrice, nasco a Milano nel 1966 dove vivo. Scrivere è la mia grande passione, leggere è ciò che riempie la mia anima e raccontare è il mio modo per descrivere il mondo attraverso le mie storie. Sono uno spirito libero come Matisse, il mio adorato husky che mi accompagna nei viaggi alla scoperta di città, paesi, montagne e mari.

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *