Golfo Aranci, la baia dei delfini

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12 mesi di gravidanza, 18 di allattamento, 4-6 anni di affiancamento al cucciolo, 50/70 anni di vita: i delfini, tra i più simpatici mammiferi che conosciamo, hanno caratteristiche che ci fanno assomigliare ancora un po’ di più a loro.

Ed è una forte emozione osservarli da vicino nel loro ambiente: succede in Sardegna a Golfo Aranci, nella splendida baia sulla quale si affacciano Figarolo e Capo Figari, dove si possono avvistare facilmente con un metodo certificato ecosostenibile.

Il progetto si chiama Il golfo dei Delfini, è l’osservazione certificata di tursiopi, iniziativa nata dalla collaborazione di Friend of the sea e Worldrise con alcuni operatori del luogo, il Comune e la Capitaneria di porto.

Friend of the sea è un’organizzazione non profit nata nel 2008 grazie all’intuito del fondatore Paolo Bray – direttore europeo di Earth Island Institute, una delle più importanti associazioni ambientaliste americane con sede a San Francisco.

Friend of the sea si occupa di salvaguardare l’equilibrio ecologico in mare e di certificare a livello internazionale sia la pesca sia l’acquacoltura, come pure le attività di dolphin e whale watching sostenibili.

Worldrise è un’organizzazione onlus ideata da Mariasole Bianco – laureata in biologia marina e componente della Commissione mondiale delle aree protette – gestita da giovani professionisti, che realizza progetti per valorizzare l’ambiente marino in modo da creare un volano economico e sociale sostenibile, un’attività di ecoturismo che si basa sulle risorse naturali sempre presenti nel territorio.

Gli operatori turistici certificati a Golfo Aranci – Centro Immersioni Figarolo (tel. +39 0789 615144), CdS diving & marine services (cdsmarine.it/cdsmarine.it), Dst Sardegna-Diving and snorkeling team (dstsardegna.it), Viking II (facebook.com/Viking-II) – durante la navigazione devono osservare le regole della sostenibilità ambientale, suggellata dalla certificazione di Friend of the sea: rispettare le distanze di sicurezza (non avvicinarsi più di 60 metri ai tursiopi), navigare al massimo 5 nodi, non dare cibo ai delfini e non fare il bagno con loro.

Noi di Ecoturismonline siamo stati sulla Viking II e, tra un avvistamento e l’altro, abbiamo assistito anche alla lezione degli operatori sull’ambiente marino e costiero.

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Ci hanno spiegato che i delfini vedono anche attraverso i suoni, emettendo il caratteristico “click” e ascoltando i vari echi che rimbalzano dall’oggetto al “melone”, organo situato al centro della fronte del tursiope, fornendo così distanza, velocità e dimensione di ciò che incontrano in acqua. Per questo motivo l’inquinamento acustico provoca interferenze dannose per loro.

Hanno i denti, ma li usano solo per afferrare i pesci, che poi ingoiano direttamente. Respirano dallo sfiatatoio, una specie di narice posta sul dorso, e possono stare in apnea per 8 minuti (fino a 15 i delfini pelagici, quelli che vivono in alto mare).

Ognuno di loro ha il cosiddetto “fischio-firma”, che lo contraddistingue, così come le loro impronte digitali sono i graffi sulle pinne, alcuni dei quali purtroppo provocati da scontri con le imbarcazioni. La loro velocità può raggiungere i 30 Km orari, ed è per questo che si chiede di non tuffarsi con loro, poiché potrebbero ferire i natanti.

I loro nemici sono la pesca intensiva e quella fatta con le grandi reti, nelle quali si intrappolano e muoiono, e l’inquinamento chimico, perché i veleni si accumulano nel loro organismo e ne minacciano la capacità di riproduzione.

L’esperienza è stata entusiasmante e interessante dal punto di vista scientifico, la consigliamo a grandi e piccoli.

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È importante anche il ruolo della compagnia di volo Meridiana, che vola su Olbia, a pochi Km da Golfo Aranci, da diverse città italiane ed europee, affiancando così questo progetto di valorizzazione del territorio sardo e delle sue risorse anche nei periodi di bassa stagione, poiché l’avvistamento dei tursiopi è possibile tutto l’anno!

E va dato rilievo anche all’aspetto della ricchezza in termini di guadagno. Cristina Fiori, responsabile scientifica del progetto, ha presentato un report sui benefici economici indiretti derivati dall’esperienza turistica dell’avvistamento dei delfini, prendendo in considerazione il periodo che va da giugno a ottobre 2016: i 3.682 turisti che hanno partecipato al dolphin watching hanno speso su Golfo Aranci oltre 4 milioni 300mila euro.

Un esempio di come tutela e benessere possano andare benissimo a braccetto.

friendofthesea.org

worldrise.org

facebook.com/ilgolfodeidelfini

meridiana.com

 

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Mi piace andare lontano, prima di tutto con la mente, proiettando nel futuro idee e progetti, e poi con le mie gambe, che mi permettono di fare parecchia strada, in ogni condizione.

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