Grandi Giardini Italiani compie 20 anni

 

Grandi Giardini Italiani

Casa Cuseni

Grandi Giardini Italiani, il network dei più bei giardini visitabili in tutta Italia, compie 20 anni: il numero dei giardini aderenti è cresciuto nel tempo, da 12 a 124 con i nuovi ingressi di quest’anno.

Nel 1997, anno di fondazione – racconta Judith Wade, fondatrice di Grandi Giardini Italiani -, il primo scopo era quello di far conoscere al largo pubblico in Italia e all’estero l’immenso patrimonio artistico e botanico dei giardini Italiani. Non esisteva una vera promozione organizzata e permanente a livello nazionale per questo versante del turismo, così importante per l’Italia. All’epoca il turismo culturale che riguardava i grandi giardini era considerato erroneamente dai più come un ramo minore, nonostante il clima favorevole e la stupefacente offerta di giardini visitabili.

Il secondo scopo era quello di mettere a confronto i sistemi di gestione delle singole proprietà, per creare modelli utili, adatti a migliorare sia lo stato di manutenzione che la valorizzazione dei giardini. Negli anni ‘70 era considerato innovativo inserire modelli di gestione presenti in altri tipi di imprese, la vera sfida era, ed è, sviluppare modelli di marketing legati alla realtà di questo settore”.

“Il terzo scopo – prosegue Judith Wade – era quello di creare una rete efficiente, per far circolare più velocemente know how prezioso tra le singole proprietà. Sono stati utilissimi gli esempi (le famose case histories) che sono stati divulgati ed illustrati da chi li ha creati ed applicati con successo. Non è mancato anche un effetto positivo di imitazione: forti dell’esperienza dell’uno, anche altri aderenti al network hanno capito che investendo in personale ed in eventi si poteva creare un sistema virtuoso di autofinanziamento.

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Il Giardino della Rosa di Ronzone Archivio Grandi Giardini Italiani

Il quarto scopo era quello di rendere l’offerta meno élitaria ed esclusiva, per includere un pubblico decisamente più ampio. È indiscutibile che la crescita esponenziale in termini numerici dei visitatori nei Grandi Giardini Italiani in vent’anni non sia frutto di un fatto “naturale”, bensì del miglioramento dei servizi di accoglienza e della creazione di eventi e percorsi didattici.

Il quinto scopo era quello di far riscoprire, a chi gestisce i giardini, l’insostituibile ruolo “creativo”. Anticamente i giardini erano luoghi dove venivano organizzati concerti, teatro, feste e dove venivano curati spettacolari giochi d’acqua e fioriture. I giardini erano popolati da attori, danzatori, musicisti e da un esercito di creativi. Oggi nei Grandi Giardini Italiani si organizzano più di 700 eventi all’anno, ognuno dei quali nasce dalla vena creativa delle proprietà e delle loro équipes: c’è una regia, c’è un calendario di eventi. I giardini sono tornati nel baricentro della vita culturale del nostro Paese.

Il sesto scopo era quello di creare posti di lavoro qualificati in grado di sostenere la crescita delle proprietà, diventate a loro volta delle piccole imprese. Oggi vedo con gioia giovani preparatissimi ed appassionati che hanno scelto come lavoro stabile quello di operatori culturali”.

“Mi piace pensare a Grandi Giardini Italiani – conclude Judith Wade – come a una fabbrica della creatività diffusa su tutto il territorio Italiano, dove migliaia di persone sono impegnate tutto l’anno nel valorizzare i giardini italiani. E nel fornire un valore aggiunto a chi li visita.

In questi 20 anni mi sono dedicata “full time” all’iniziativa Grandi Giardini Italiani e sono felice di vedere che il network è diventato un punto di riferimento sia per chi ci lavora sia per chi visita questi splendidi luoghi sempre più vitali e creativi. Vent’anni fa non avrei mai sperato tanto, e oggi non posso che constatare che qualche volta i sogni si realizzano”.

Moltissime sono le iniziative che Grandi Giardini Italiani ha portato avanti in questi 20 anni: mostre e convegni e anche editoria, con la cura e la pubblicazione di alcuni importanti volumi come il libro fotografico Grandi Giardini Italiani di Judith Wade (editore Rizzoli, 2002), che, in oltre 200 pagine, raccoglie fotografie e testi con le caratteristiche di ciascuno dei più bei giardini visitabili dal nord al sud Italia. E la collana dei Garden Book.

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Villa Annoni Foto Regis

Grandi Giardini Italiani è stato inoltre protagonista attivo nel mondo del paesaggismo e del garden design, promuovendo per cinque edizioni, a partire dal 2001, il Premio Martini per gli architetti del paesaggio, e partecipando nel 2001 al Chelsea Flower Show.

Nel 2002 inoltre Grandi Giardini Italiani ha commissionato a Novello Giardini Italiani la realizzazione del Primo Giardino Galleggiante al mondo, varato a Cernobbio sul Lago di Como e traghettato fino al Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, sulla riva opposta, dove è rimasto ormeggiato per più di un mese; nel 2011, in occasione del Fuori Salone a Milano, è stato ideato da Grandi Giardini Italiani e progettato dall’architetto Marco Bay “Il Grande Giardino di Brera”.

Le prossime iniziative saranno la Caccia al tesoro botanico – evento per le famiglie che si terrà lunedì 17 aprile 2017 giornata di Pasquetta in 28 giardini della rete – e la Mostra Grandi Giardini d’Europa in programma alla Venaria Reale (TO) nel 2018.

Otto nuovi giardini sono entrati a far parte del network, ecco quali sono: 

Villa Parravicini Revel (Como

Parco Sola Cabiati (Gorgonzola, MI)

Parco di Villa Annoni (Cuggiono, MI)

Villa Grock (Imperia)

Parco di Villa Ormond (Sanremo, IM)

Parco delle Terme di Levico (Levico Terme, TN)

Giardino della Rosa (Ronzone, TN)

Casa Cuseni (Taormina, ME)

Grandi Giardini Italiani è anche una comunità attiva che dialoga sui social network: dopo Facebook e Twitter Grandi Giardini Italiani è ora anche su Instagram.

Sul canale Youtube sono disponibili video, interviste e immagini realizzati nei giardini del network.

grandigiardini.it

 

 

 

 

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Author: Redazione Ecoturismonline

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