Il Parco di Porto Selvaggio e i Musei di Santa Maria al Bagno

porto selvaggio

Uno spazio tra il bosco e il mare, dove andare per correre, camminare, passeggiare con il proprio amico quattro zampe, respirare aria salubre, riposare lo sguardo fermandolo sulla linea d’orizzonte tra acqua e cielo, riordinare le idee, rinfrescarsi all’ombra dei pini d’Aleppo…

Stiamo parlando del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano, a metà strada lungo la costa tra Porto Cesareo e Gallipoli, nel Salento, incantevole dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.

Il Parco ha più di 1100 ettari tra pineta, palude, macchia mediterranea, gariga e costa, caratterizzata da anfratti rocciosi e grotte, ed è ricco di orchidee, alcune delle quali endemiche della Puglia.

L’area comprende tre SIC (Siti di importanza comunitaria) – Torre Uluzzu, Torre Inserraglio e Palude del Capitano -, tre torri costiere (si aggiunge anche la Torre dall’Alto), e numerose aree di interesse archeologico e paleontologico.

È il primo parco naturale della Puglia: nel 1980 fu salvato da una lottizzazione – i 388 ettari iniziali di Porto Selvaggio erano proprietà privata; gli ambientalisti e la popolazione si opposero e la Regione espropriò queste aree, trasformandole in parco naturale attrezzato. Con la Legge Regionale del 15 marzo 2006, Porto Selvaggio diventò a tutti gli effetti Parco.

Mirto, lentisco, cappero, campanule, olivastro, rosmarino, caprifoglio…. circa 300 sono le specie vegetali censite all’interno del parco, e oltre a queste piante troviamo il Sarcopoterium spinosum, chiamato comunemente spinaporci: si dice sia stato importato come ammortizzatore delle anfore trasportate via mare sulle navi, poi i semi si sono riprodotti qui e da allora è rimasta come specie autoctona del sito.

L’ambiente è ricco anche di specie animali: cardellini, fringuelli, verdoni, biacchi, ramarri, lucertole, volpi, donnole, ricci…

Nella Palude del Capitano si ammirano le Spundurate, depressioni nel terreno con acque salmastre che creano piccoli bacini che presentano una vegetazione caratteristica.

E la marina di Porto Selvaggio, una verdeggiante insenatura dal mare cristallino, ha ripetutamente ottenuto 5 vele da Lega Ambiente e si è classificata prima tra le marine del Salento. Nel periodo estivo la baia è presa d’assalto dai turisti.

Varie associazioni, guide ambientali e guide naturalistiche del territorio organizzano visite guidate, a piedi e in bicicletta, escursioni notturne quando c’è la luna piena, molto suggestive.

Ma passare un’intera giornata nel parco naturale di Porto Selvaggio, anche da soli, consente di vivere una bellissima esperienza a contatto con la natura e di uscirne ritemprati.

Aperto tutto l’anno, l’ingresso è libero; se si vogliono informazioni per la visita guidata, bisogna contattare il

Comune di Nardò,
Piazza Cesare Battisti 3, tel. +39 0833 572230

porto selvaggio

Museo della Memoria e dell’Accoglienza

Dal Parco, proseguendo in direzione Gallipoli, si arriva a Santa Maria al Bagno, una delle marine del comune di Nardò. Qui si conservano resti archeologici di un porto e di alcune terme, oltre una torre di avvistamento.

Ma un’altra peculiarità, oltre alle spiagge, è che tra il 1943 e il 1947 Santa Maria al Bagno divenne un centro di raccolta per i profughi della Seconda Guerra Mondiale e la popolazione locale fornì assistenza agli ebrei liberati dai campi di sterminio, in viaggio verso lo stato nascente di Israele.

E per ricordare e ringraziare la popolazione, nel 2009 fu inaugurato il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, dove sono ospitati i murales realizzati dal profugo ebreo-rumeno Tzivi Miller, che qui visse, una mostra fotografica e numerosi documenti dell’epoca.

Museo della Memoria e dell’Accoglienza

Lungomare Alfonso Lamarmora, Santa Maria al Bagno, Nardò LE

Tel. +39 0833 838308/339

[email protected]

Museo-Acquario del Salento

A pochi metri dal museo, si trova un’altra piccola chicca, il recentissimo Museo-Acquario del Salento, inaugurato il 5 giugno 2015, nato nell’ambito del progetto Apreh (Interdisciplinary aquaria for the promotion of environment and history), finanziato con i fondi europei del Programma di cooperazione territoriale Grecia – Italia 2007/2013.

I partner del progetto sono Università del Salento (capofila), Provincia di Lecce, Comune di Nardò, Università di Patrasso e Comune di Cefalonia.

Il piccolo acquario, con una superficie di 250 metri quadrati coperti e 800 metri quadrati scoperti, ospita 23 vasche di acqua marina, nelle quali sono esposte le riproduzioni di alcuni relitti e le specie di pesci e molluschi che si trovano nell’ecosistema locale.

Il tutto è corredato da una sala multifunzionale che ospita attività didattiche, proiezione di film, convegni e mostre temporanee.

Chi non può fare immersioni in mare, grazie a questo piccolo acquario, aperto nei mesi estivi, è in grado di conoscere comunque il patrimonio del mondo sommerso locale.

Acquario del Salento

Via Cesare Augusto 7, Santa Maria al Bagno, Nardò LE

 

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono attualmente Vicepresidente della NEOS, associazione italiana di giornalisti di viaggio.

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