In cucina ci vuole fiuto

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Saper cucinare bene è un’arte si sa, ma non è solo una questione di tecnica o di gusto, di equilibrio di sapori ed eleganza dell’impiattamento. Cucinare è anche una questione di olfatto, di memoria degli aromi dei vari ingredienti che si fondono tra loro in un anfratto del cervello dando vita a quello che gli chef chiamano “palato mentale”. Una sorta di anteprima immaginaria che arriva in anticipo rispetto alla realizzazione del piatto.

Sembra facile ma è tutt’altro che così! Escludendo il senso della vista anche elementi comuni, di uso quotidiano, diventano davvero complicati da individuare solo “a fiuto”. È una questione di pratica però, una dote che si può affinare soprattutto se si ha rispetto per la natura e i suoi prodotti originali. Aiuta molto una buona pratica che è quella di perdersi in orti, giardini botanici, boschi e, chiudendo gli occhi, riconoscere gli aromi che salgono dalla terra e arrivano alle narici. Un esercizio che esalta il senso dell’olfatto e riporta al contatto con l’ambiente più puro dal quale traiamo poi gli elementi essenziali per creare cibo e vini.

Mettere alla prova questa capacità è la nuova sfida aperta a tutti di uno dei programmi di cucina più famosi in Italia, un format diffuso nel mondo intero: MasterChef.

In questi giorni e fino al 4 marzo, in un percorso itinerante nei punti più strategici di Milano, è possibile mettere alla prova il proprio fiuto e testare le proprie capacità di riconoscere degli ingredienti senza poterli vedere ma solo annusando alla cieca.

Basterà raggiungere la grande Mystery Box e partecipare al gioco, provando a indovinare l’ingrediente nascosto all’interno di una delle cinque piccole scatole, usando solo l’olfatto. Tutti i partecipanti riceveranno un mestolo di legno targato MasterChef e concorreranno all’estrazione finale di una cena per due persone con soggiorno a Villa Crespi, il ristorante stellato di Antonino Cannavacciuolo.

Dal giovedì alla domenica è possibile cimentarsi. Uscendo dal lavoro o passeggiando nel weekend, sognando di essere magari nella rosa dei talenti capaci di misurarsi nella cucina più famosa d’Italia, tra uno sguardo truce di Cracco o una micidiale pacca di Cannavacciuolo; un commento “emilianizzato” di Barbieri o americanizzato da Bastianich.

Insomma tentare non costa nulla e potrebbe essere un buon modo per avere conferme delle proprie capacità o, nella peggiore delle ipotesi, ridimensionare i propri sogni di gloria. D’altra parte, come recitava una famosa pubblicità: non lo saprai mai finché non provi!

Tutte le tappe sono disponibili sul sito milano.sky.it/eventi/lamysteryamilano.

 

 

 

 

 

 

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

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