Io, Balto e lo sleddog

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Ho sempre saputo che il mio papà è un campione di sleddog ma non sapevo che è della mia razza, husky, un vero eroe. Conoscete la storia di Balto? È l’avventura di un eroe che ha salvato una cittadina dalla difterite.

Era il lontano 1925, il 19 gennaio, quando a Nome, in Alaska, scoppiò una violenta malattia, la difterite. Molti bambini si ammalarono e tanti non riuscirono a essere salvati. Bisognava fermare l’epidemia nel più breve tempo possibile ma la situazione metereologica avversa impediva alla gente del posto di raggiungere Anchorage, che distava più di millesettecento chilometri da Nome, dove si trovava la scorta di antitossina. Gli aerei non potevano alzarsi in volo e le navi non riuscivano ad attraccare per via degli iceberg che chiudevano i passaggi: il gelo rendeva impossibile avvicinarsi alle coste. La bufera di neve aveva isolato Nome. Nessun mezzo era in grado di raggiungere Anchorage.

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Giorno dopo giorno la situazione peggiorava sempre più; la popolazione venne messa in quarantena e l’intero paese rischiava la vita. La fortuna, per quegli abitanti, furono i cani da slitta, gli husky, che lavoravano a stretto contatto con gli uomini e li aiutavano, soprattutto per trasportare la posta.

La missione per il recupero dell’anticorpo, l’antitossina, era molto rischiosa per via della distanza da percorrere e del gelo, ma i cittadini di Nome, ormai disperati per la diffusione della malattia, decisero di organizzare una staffetta di venti mute di cani da slitta che si assunsero il compito di trasportare l’antitossina da Nenana (dove arrivava la ferrovia) al loro paese. Più di 600 miglia.

Partì per primo Edgar Bill Shannon che fece 52 miglia fino a Toloyana, dove una squadra fresca comandata da Edgar Kalland prese l’antitossina e la portò fino a Manley, che percorse 31 miglia. Toccò poi a Green con 28 miglia fino al lago Fish, dove trovò Johnny Folger che fece 26 miglia fino a raggiungere Sam Joseph che incontrò Titus Nikotai dopo 34 miglia. Nikotai fece 24 miglia, poi Dave Corning con 30 miglia, poi Hewnry Pitka sempre con 30, McCarty 28, Edgar Noller 24, George Noller (il fratello) 30, Tommy Patsy 36, l’indiano Koyokuk 40, Victor Anagick 34, Myles Gonagnan 40. Fu poi il turno del norvegese Leonhard Seppala che con il suo cane Togo, il più veloce della zona, fece 91 miglia da solo. Continuò Charlie Olson con 25 miglia e qui fu la volta di Gunnar Kaasen, che trasportò l’antitossina per le restanti 53 miglia con l’altro cane di Leonhard Seppala, Balto, che il proprietario considerava buono solo per portare la posta per brevi tratti.

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Cleveland Museum of Natural History An undated photo of Balto taken sometime after the serum race to Nome, Alaska, in 1925. Balto. This is to run in Suzanne’s column. Scanned from e-mail March 2,2005 for Suzanne Hively. 52 picas wide @ 300dpi.

Fu invece proprio Balto che riuscì nell’impresa e arrivò in città il 2 febbraio 1925.

L’antitossina aveva percorso 674 miglia in circa 127 ore e mezzo (poco più di cinque giorni) con una temperatura media di 40 gradi sotto zero (arrivò infatti congelata). Da quel giorno Balto divenne “eroe” e noi husky siamo entrati nella storia come cani da slitta per eccellenza.

Pensate che a New York in onore di Balto a Central Park hanno dedicato una statua in bronzo e nel 1996 è stato realizzato un film d’animazione, il mio preferito che se non avete ancora visto vi consiglio calorosamente. Ovviamente si intitola Balto, diretto da Simon Wells e prodotto da Steven Spielberg.

Ancora oggi nelle terre fredde dei luoghi polari noi husky collaboriamo con gli uomini nel trasporto sia di cibo sia di utensili per il lavoro quando i percorsi non sono accessibili con altri mezzi, ma è ormai comune associarci al traino della slitta nello sport: lo sleddog, sempre più praticato sia da adulti sia dai bambini.

Noi ci divertiamo molto a trainare la slitta e partecipare alle competizioni.

Ci sono gare importanti, come la famosissima Iditarod, la Yukon Quest e la francese La Grande Odyssee. Le più difficili si svolgono nei paesi del nord Europa, ma è ormai diffuso anche in Italia non solo sulle Alpi ma anche sull’Appennino. Il mio papà, e di questo ne sono fiero, ha vinto la gara francese nel 2015 ed è considerato un campione.

Molte persone pensano che veniamo sfruttati ma vi garantisco che non è così. Trainare la slitta è per noi un gioco, lo abbiamo nel nostro DNA. Provate ad osservarci, se ancora avete dubbi, quando attendiamo la partenza: siamo irrequieti, ululiamo e scalpitiamo per partire. Appena iniziamo a correre ci divertiamo come pazzi e per noi il traino è un gioco.

Ognuno di noi ha un ruolo ben preciso a seconda delle caratteristiche fisiche. Vicino alla slitta ci sono i wheel-dog, i cani fisicamente più forti, che non si fermano mai, i capo-branco stanno nelle retrovie per spronare chi hanno davanti. Davanti a tutti viene posizionato il leader — termine da non confondere con “capo-branco” — il cane che ha maggior feeling con il padrone e ne segue alla lettera le istruzioni, orientando la direzione del gruppo. In posizione intermedia vengono imbrigliati i team-dog, tipicamente i cani più veloci, che si alternano nell’aiutare il leader e i wheel-dog.

Nello sleddog cani e conducente fanno parte di una sola entità. Il musher è il capo-branco che guida i suoi compagni verso l’obiettivo ed è pronto ad aiutarli in caso di difficoltà. Nell’affrontare percorsi in salita, ad esempio, il musher scende dalla slitta e si mette a spingerla con tutte le sue forze, così da aiutarci nel traino.

Il rapporto tra noi e gli amici umani si basa sulla fiducia estrema sia dell’uomo verso il cane sia del cane verso l’uomo.

Oltre ad essere uno sport, lo sleddog è anche divertimento. Sono diversi i luoghi turistici, anche in Italia, che offrono la possibilità di divertirsi facendo un giro con le slitte trainate da noi husky.

È un’esperienza bellissima e a noi piace tanto correre sulla neve.

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Centro sleddog Sestriere fondato da Luca Chiarelli

Nelle scuole di sleddog si impara anche a diventare musher oltre a trainare la slitta.

Tra i centri più rinomati a Ponte di Legno, in Val Camonica, c’è la celebre Scuola Italiana Sleddog Progres fondata da Armen Khatchikian che propone emozionanti corse sulla neve anche con i bambini (scuolaitalianasleddog.it).

A Madonna di Campiglio la scuola di sleddog Athabaska effettua escursioni invernali giornaliere presso la bellissima Piana di Nambino. Lo scenario incantato delle Dolomiti fa da cornice al paesaggio (athabaska.info).

In Valtellina, ad Arnoga, si trova il Centro Italiano Sleddog Husky Village che organizza corsi individuali e collettivi su cinque livelli. Inoltre la località di Arnoga è lo scenario di una delle tappe più belle ed avvincenti dell’Alpirod, la gara di slitte trainate da cani più celebre in Italia (huskyvillage.it).

A Sestrière, in Piemonte, si trova il Centro sleddog Sestriere fondato da Luca Chiarelli che opera nel settore da 22 anni e tiene i suoi 25 cani a Pragelato, in una struttura all’imbocco della Val Troncea, dove d’estate li porta ad allenarsi (lucachiarelli.net).

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Matisse: eccomi mentre corro felice nella neve!

Qui insieme a Massimo Aimo, allevatore di Siberian Husky e istruttore, a far divertire i turisti ci sono i miei fratellini. Anch’io corro sulla neve ma non ho mai fatto tutti i chilometri che ha fatto Balto e nemmeno mi è capitato di trainare una slitta. Sulla neve vado spesso ma per giocare e divertirmi con la mia padroncina e i miei amici. Ma attenzione: la neve e il sale, che viene sparso per non scivolare, possono essere nemici per la nostra salute se non si adottano semplici ma importati precauzioni.

Di questo ve ne parlerò nel mio prossimo articolo. Bau bau a tutti, ci vediamo per la prossima storia.

 

 

Author: Laura Barbara Esani

Laura Barbara Esani laureata in Filosofia presso l’Università Statale di Milano. Giornalista pubblicista ho lavorato per diverse case editrici tra cui Giorgio Mondadori, Rizzoli e Hachette Rusconi. Ho frequentato il corso di scrittura creativa tenuto da Giuseppe Pontiggia. Redattrice e scrittrice, nasco a Milano nel 1966 dove vivo. Scrivere è la mia grande passione, leggere è ciò che riempie la mia anima e raccontare è il mio modo per descrivere il mondo attraverso le mie storie. Sono uno spirito libero come Matisse, il mio adorato husky che mi accompagna nei viaggi alla scoperta di città, paesi, montagne e mari.

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