La buona pratica di Friend of the Sea

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Piatto Gesto

Nata nel 2008, Friend of the Sea (FOS) si cura della conservazione e tutela dell’habitat marino, con uno dei principali schemi internazionali per la certificazione di prodotti derivanti sia da attività da pesca sia da acquacoltura, unico a essere riconosciuto da enti di accreditamento nazionali come Accredia in Italia.

Infatti, le risorse ittiche sono sempre più sfruttate in tutto il mondo: secondo i dati FAO, il consumo mondiale di pesce alimentare aumenterà entro il 2026 del 19% (29 milioni di tonnellate) ma, a 22 anni dalla nascita del Codice di condotta della FAO per una pesca responsabile, ancora oggi sui mercati è presente un gran numero di pesci catturati con metodi di pesca distruttivi e non sostenibili. Il 96% degli stock ittici dell’UE nel Mediterraneo è troppo sfruttato, e la pressione supera fino a nove volte il rendimento massimo sostenibile (elaborazioni MedReAct su dati STEFC – Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries).

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Temakinho Magenta – Credit Matteo Imbriani

FOS dà regole chiare, trasparenti, verificabili per tutti gli operatori del settore ittico e si fa identificare dal consumatore attraverso l’esposizione del marchio sui prodotti a scaffale, applicando i criteri stabiliti dalla FAO nelle Linee Guida per i prodotti ittici: possono essere certificati solo pesci provenienti da stock che non sono sovra sfruttati (Art.30 FAO), visto anche l’aumento della richiesta di sostenibilità e tracciabilità da parte del consumatore. Requisiti e modalità della certificazione la rendono adeguata anche per piccoli pescatori e produttori, che oggi costituiscono circa il 50% delle aziende certificate a marchio Friend of the Sea.

Paolo Bray, il fondatore e direttore di Friend of the Sea, sottolinea: “I prodotti delle aziende certificate provengono da stock non sovra sfruttati, pescati con metodi selettivi che non catturano specie in pericolo, non hanno impatto sul fondale marino e da attività svolte nel rispetto delle condizioni di lavoro degli equipaggi”.

Sono oggi parte del sistema FOS oltre 700 aziende di pesca, acquacoltura, trasformazione e distribuzione in tutti i continenti, sottoposte annualmente ad audit e verifiche effettuate da enti di certificazione indipendenti e di accreditamento nazionale. Il marchio è registrato ed è un progetto di World Sustainability Organization, organizzazione basata in Italia e operativa a livello internazionale.

I consumatori in Italia sono sempre più consapevoli 

Le Nazioni Unite, con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, hanno definito le linee guida per difendere l’ecosistema marino, come indicato dall’Obiettivo 14 – “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. L’Italia è purtroppo in ritardo sulla tabella di marcia stabilita dalla Direttiva quadro 2008/56/Ce (recepita con D.Lgs. n.190 del 13 ottobre 2010) sulla strategia per l’ambiente marino che impone il raggiungimento nel 2020 del Buono stato ecologico (Bse).

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Zushi

Fortunatamente “oggi i consumatori sono sempre più consapevoli e attenti agli acquisti etici, al supermercato ma anche fuori casa. Per i ristoratori si apre una nuova fetta di mercato per soddisfare queste nuove esigenze” commenta Paolo Bray, “Il nostro progetto è una certificazione nata proprio con lo scopo di aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e i fornitori – aziende alimentari, della distribuzione e ristorazione – ad adottare comportamenti sostenibili”.

E, infatti, a Milano e in tante altre città italiane, sta prendendo piede la nuova tendenza dei ristoranti sostenibili con un’offerta di prodotti ittici che contribuisce alla salvaguardia del Pianeta e alle sue risorse. Friend of the Sea con il suo Sustainable Restaurant Program, ha recentemente certificato quattro player dinamici del panorama della ristorazione milanese. Eccoli:

Gesto – con una formula sostenibile ed eco-compatibile propone piatti a base di carne, pesce e verdure, preparati prestando sempre attenzione all’impatto sull’ambiente (gestofailtuo.it)

Toast to Coast – con particolari toast farciti con prodotti ittici di qualità e provenienti da pesca sostenibile (toastocoast.it)

Fusho – lo street food sano che coniuga perfettamente sushi giapponese e burrito tex-mex e Nima Sushi (toastocoast.it)

Pokéria – rispettivamente uramakeria dal gusto mediterraneo e takeaway che porta in città il poké, piatto tipico della tradizione hawaiana (toastocoast.it)

Temakinho, specializzato nella cucina nippo-brasiliana, è stata la prima catena di ristoranti a ottenere nel maggio 2016 la certificazione Friend of the Sea (temakinho.com). Un’altra è La catena di ristorazione veronese Zushi (zushi.eu) che non si limita alla fornitura di materia prima certificata, ma ha eliminato l’utilizzo dei sacchetti di plastica e sta sostituendo gradualmente la flotta aziendale con automobili e motorini elettrici per le consegne a domicilio. Infatti, davanti ad alcuni ristoranti della catena, sono state posizionate le prime colonnine elettriche di cui possono beneficiare anche i clienti.

Barmare®  ristorante di pesce in corso Lodi ha aderito proprio qualche giorno fa al Programma Sustainable Restaurant dell’organizzazione internazionale Friend of the Sea che certifica la sostenibilità dei prodotti da pesca e acquacoltura. Paolo Del Giudice, giovanissimo Executive Chef sorrentino, descrive così il suo incontro con Friend of the Sea: “Vengo da una terra, la Campania, in cui è molto raro sentire parlare di pesce in termini di sostenibilità. Non è nella nostra cultura. Neppure durante gli anni di preparazione alla professione ricordo di aver mai partecipato a momenti formativi che ponessero l’accento sulla gestione delle risorse del mare. Qualche mese fa sono entrato in contatto con Open Blue Cobia, un’azienda che alleva il pesce cobia a Panama rispettando i rigidi criteri di sostenibilità ambientale e rispetto dei lavoratori imposti dalla certificazione Friend of the Sea, e me ne sono innamorato”.

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Marchio

Ma sono oltre 100 nel mondo e più di 40 in Italia i ristoranti e le catene che hanno preso parte all’iniziativa, per rintracciarli c’è un’APP Find Friend of the Sea Sustainable Seafood. Tutti gli esercizi offrono ai propri commensali prodotti ittici certificati Friend of the Sea che garantiscono risorse ittiche non sovra sfruttate, pesca selettiva, tutela di specie in pericolo (come delfini e balene) e dell’habitat marino, conformità alla normativa, gestione e controllo dei rifiuti, rispetto dei lavoratori e degli equipaggi.

Scegliere l’etichetta giusta

Con referenze in continuo aumento, l’offerta di prodotti Private Label a marchio Friend of the Sea è vasta e disponibile nei supermercati e nei ristoranti d’Italia. I prodotti certificati FOS provengono da ogni parte del mondo e includono le specie ittiche più commercializzate, mangimi e prodotti Omega 3 a base di olio di pesce. Sono controllati sul posto da enti di certificazione indipendenti, secondo i criteri di sostenibilità di Friend of the Sea. World Sustainability Organization non è direttamente impegnata nei processi di certificazione al fine di garantirsi indipendenza commerciale e finanziaria nei processi di controllo e decisione.

La certificazione Friend of the Sea, sviluppatasi, nel tempo in più standard, riguarda diverse specie ittiche e categorie di prodotti e servizi: dai prodotti ittici normalmente consumati ai mangimi per l’allevamento; dai supplementi Omega 3 a base di pesce e krill alle alghe; dal pet food ai pesci ornamentali, fino ad arrivare agli operatori del trasporto marittimo. Di seguito le caratteristiche:

  • Provenienti da una risorsa non sovra sfruttata
  • Massimo 8% di scarti rigettati in mare
  • Nessuna specie in pericolo tra le prese accidentali
  • Nessun impatto sul fondale marino
  • Conformità alla normativa (quote, taglia minima, fermo pesca, ecc.)
  • Riduzione graduale del consumo energetico
  • Rispetto degli habitat critici (mangrovie, zone umide, ecc.)
  • Riduzione delle fughe di pesce
  • Rispetto dei parametri delle acque
  • Utilizzo di mangimi sostenibili
  • Responsabilità sociale
  • Riduzione graduale del consumo energetico

La sostenibilità delle risorse ittiche è l’unica strada per assicurare un futuro, non solo ai mari.

 

 

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Author: Redazione Ecoturismonline

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