La Vernaccia e il limone piccante di Davide Orro

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Famiglia Orro – le strade del vino Sardegna

L’azienda agricola di Davide Orro, a conduzione famigliare, sorge a Tramatza, a pochi Km dalle terme di Fondorgianus, tra le coste del Sinis e il Montiferru. Qui si producono vini e conserve alimentari, e si fanno percorsi didattici e laboratori del gusto su misura, in base alle esigenze del gruppo di visitatori. La tradizione di coltivare la terra si tramanda di padre in figlio, così come i saperi e anche i sapori di una volta, letteralmente in questo caso!

Incontriamo Davide e subito appare evidente come la passione per quello che fa, e anche il divertimento, lo animi nel suo lavoro quotidiano. “Noi amiamo quello che facciamo!”

La dedizione e gli sforzi per uno sviluppo sostenibile hanno fatto notare la Famiglia Orro da Slow Food, che li ha insigniti come Azienda che preserva l’identità del territorio che lo ospita e la sua cultura rurale. Davide ci presenta i suoi vini, tutti monovitigno, ottenuti nel pieno rispetto della biodiversità: la Vernaccia di Oristano DOC, lo Tninnigas IGT Valle del Tirso, la Crannatza Vernaccia IGT Valle del Tirso e il passito Passentzia IGT Isola dei Nuraghi, lo Zenti Arrubia Nieddera Rosato IGT Valle del Tirso e lo Spinarba Nieddera Rosso IGT Valle del Tirso.

E scopriamo la creazione della sorella di Davide, la bottiglia impilabile: fino a quattro bottiglie in una sola con l’obiettivo di valorizzare la Vernaccia di Oristano e far assaggiare quattro differenti sfumature del prodotto. Tutte le bottiglie sono incise manualmente e sono molto belle anche come manufatto.

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Le conserve, dicevamo: le assaggiamo in po’ tutte, accompagnandole col riso, le uova, il pane carasau, da quella di carciofo spinoso, all’asparago selvatico, dalla cipolla alle melanzane. E poi le Petiteras: la Salsa al Limone Piccante (squisita!) fatta con limone, aglio, peperoncino e olio, innovativa, buona su bruschetta, insalate, riso, fritti, carne, e la Salsa ai Peperoni.

Tutti i prodotti derivano da materie prime aziendali, non hanno conservanti e sono privi di glutine, e Davide ci fa notare che in azienda non si usa aceto, se proprio serve si aggiunge la vernaccia. Ma il momento più intrigante, tra una degustazione e l’altra, è quando Davide ci racconta la storia delle Oia Pistada, le olive pestate che prepara con una ricetta esclusiva.

Circa 20 anni fa, quando Davide era ancora studente di agraria, suo padre aveva piantato, dietro suo suggerimento, oltre 1000 alberi di olive tipiche del territorio. Allora l’olio in Sardegna non costava niente e quindi il lavoro per mantenere gli ulivi era sproporzionato rispetto al rientro economico, e il padre se ne lamentava. “Che cosa ne faccio?” si domandava e quando Davide rientrava a casa dall’Università il padre gli chiedeva “Che cosa mi hai fatto fare?”. Per Davide questo era un tormento, fino a quando gli venne l’idea: “Potresti fare una cosa: queste sono piante tipiche del territorio e possiamo pensare una produzione da tavola, non necessariamente olio, ma non le solite olive in salamoia. Tu che rappresenti la memoria storica, tira fuori un’oliva che faceva tua mamma, tua nonna, una cosa particolare”.

Il padre girò i tacchi e se ne andò via…

Quando l’anno dopo tornò a casa, Davide trovò i genitori che stavano pestando le olive, ma senza risultato. Il secondo anno di nuovo li trovò indaffarati e la madre gli disse: “Tuo padre si ricorda le olive che faceva sua mamma, però lui si occupava dei campi e quindi non sa com’era la ricetta”. Il terzo anno, finalmente, i genitori di Davide riuscirono nel loro intento: “Queste erano le olive che faceva mia mamma!”, fu l’urlo di gioia del padre.

In quei tempi la famiglia Orro era spesso in giro a fare degustazioni, soprattutto di vino Vernaccia, e portarono con loro anche le prime conserve di queste olive. E arrivò la prima conferma di una signora anziana di un paese vicino, alla quale, assaggiando un’oliva, scese una lacrima. E disse “Nonna, mia nonna… queste olive sono quelle che faceva mia nonna”. E allora Davide iniziò a spiegare “Noi facciamo queste olive senza conservanti e…” e lei disse: “No, no, no, non devi dire niente a me, si sente”.

Quando una persona nei gusti ricorda il suo passato, la sua storia, vuol dire che quello che stai facendo è quello che si faceva 100 anni fa, quindi è stata una conferma molto importante.

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono attualmente Vicepresidente della NEOS, associazione italiana di giornalisti di viaggio.

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