L’ex zuccherificio di Ravenna è il nuovo Museo della città e del territorio

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“Quando voglio capire la storia d’Italia, prendo un treno e vado a Ravenna.”

Nessuna intenzione di appropriarmi della frase del grande Momigliano. Ma questa descrive in modo talmente perfetto ed esaustivo una delle caratteristiche più importanti della città tanto da non potersi esimere dalla citazione.

Tre personaggi su tutti: il grande Teodorico, barbaro “illuminato” dopo la caduta dell’Impero Romano, il grande Dante, sommo cantore della nascente lingua italiana, il grande Garibaldi, audace finalizzatore dell’unità del nostro Stato.

Sopra ogni cosa le testimonianze architettoniche e musive dell’apice dell’importanza storica mondiale di Ravenna, la Capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Storia, arte e natura infine: tutto quanto sopra descritto è inserito in un sito ambientale tra mare, fiume, pinete e boschi tra i più preziosi in Europa: il Parco del Delta del Po, contenitore straordinario per straordinarie testimonianze.

Fascino ed emozioni a Classe – Ravenna

L’Italia che Dante Alighieri, volendo omaggiare Ravenna, definì nel XXXIII canto della Divina Commedia “il bel paese dove lì si suona”, custodisce il 50% dell’intero patrimonio artistico universale. E proprio Dante Alighieri, cardine dell’identità culturale europea in qualità di poeta universale, ha reso la città depositaria di profondi valori che sempre più oggi permeano lo spirito dell’Europa.

Splendida Città d’Arte inserita nello splendido contesto naturale sopracitato, si identifica nel quadro nazionale come quarta città d’arte dopo Roma, Firenze e Venezia. Il suo ricco, unico patrimonio di mosaici paleocristiani e bizantini ha fatto sì che ben otto monumenti siano stati inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, con motivazioni che partono dall’insieme dei monumenti religiosi paleocristiani e bizantini  in ragione della suprema maestria artistica dell’arte del mosaico.

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L’Unesco considera anche che l’antica Capitale d’Occidente, luogo d’incontro tra popoli e paesi nei diversi anni ed il mare Adriatico con il porto di Classe, attraverso la storia e la geografia hanno fatto sì che la città divenisse uno dei simboli di quella parte d’Europa aperta all’incontro con le altre culture del Mediterraneo.

È proprio qui a Classe, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Apollinare (tra i tesori massimi di Ravenna) che si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo.

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Dal primo dicembre infatti l’attiguo ex Zuccherificio è stato sapientemente trasformato nel Museo della Città e del Territorio e denominato con l’antico nome di Classis Ravenna.

Rappresenta, a livello nazionale, il più importante intervento di recupero di archeologia industriale volto alla realizzazione di un contenitore culturale.

Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio, unitamente all’Antico Porto di Classe (inaugurato nel 2015) e alla Basilica di Sant’Apollinare costituisce il Parco Archeologico di Classe che sarà completato, in futuro, con la musealizzazione della Basilica di San Severo.

Qui, nei primi decenni del secolo scorso, 600 operai trasformavano tonnellate di barbabietole in montagne di zucchero che, per nave e ferrovia, raggiungevano l’Italia e l’Europa. Poi il declino, e nel 1982 la chiusura.

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Sotto le imponenti campate, l’area espositiva si estende su 2.600 metri quadrati. Come tutti i musei contemporanei svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative; il tutto con una forte vocazione al territorio.

Tutt’intorno un’oasi verde di 15.0000 mq; da qui si possono facilmente raggiungere gli altri gioielli ravennati.

Venerdì ho avuto il privilegio, insieme a giornalisti di tutta Italia, storici dell’arte e altri addetti ai lavori, di assistere alla conferenza stampa di presentazione e ad una visita sapientemente guidata prima dell’inaugurazione ufficiale del 1° dicembre.

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Di particolare interesse l’assistere direttamente a un mondo “work in progress”, con le maestranze impegnate nei lavori ultimativi degli allestimenti.

Va precisato che questa nuovissima realtà, nelle intenzioni dei suoi realizzatori, costituisce il punto di partenza e l’approccio iniziale per tutti i numerosi gioielli storici e artistici custoditi dalla splendida città di Ravenna.

CLASSIS Ravenna – Museo della Città e del Territorio

Via Classense 29 – 48124 Ravenna
Tel. +39 0544 473678

A Ravenna, inoltre, da non perdere queste visite:

Biblioteca Classense annoverata tra le biblioteche più importanti e monumentali d’Italia, che alla tradizionale attività affianca servizi innovativi di consultazione utilizzabili anche da studenti e ricercatori europei classense.ra.it

L’Archivio Arcivescovile universalmente noto per essere il più antico del mondo occidentale webdiocesi.chiesacattolica.it

Museo d’Arte della Città (MAR) con le sue proposte espositive di alto livello culturale mar.ra.it

 

Author: Manuela Fabbri

Ferrarese di origine. Ho maturato una particolare competenza negli ambiti dell’alimentazione e del benessere, di cultura, arte e ambiente, turismo sostenibile e comunicazione. Sono iscritta all’Associazione Stampa Agroalimentare Italiana (www.asa- press.com)

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