Lungo la retta via: viaggio nella Sardegna dove la sostenibilità è donna (1)

Sardegna

Alghero

Sostenibilità, innovazione e tradizione sono le parole chiave di questo reportage di viaggio da Alghero a Castelsardo passando da Sennori. Tre località disposte in fila su una immaginaria linea retta tracciata nella Sardegna nord-occidentale, dove si scopre che si può lavorare (e bene) facendo rete per far crescere un turismo sano, aperto alle esperienze e alla conoscenza del territorio e delle persone. Ma soprattutto che qui le donne sono la vera forza motrice della rinascita culturale di questa isola antica.

Da palude a Eden

Sardegna

Fertilia, Sottoprua

Il nostro viaggio inizia da Fertilia, di fronte ad Alghero, un piccolo centro razionalista che sorge dove c’erano stagni bonificati dalle famiglie istriane per volontà di Mussolini. Qui troviamo Sottoprua (sottoprua.it ), ex laboratorio meccanico e falegnameria per le barche trasformato in cocktail e wine bar, caffè e ristorante, grazie all’idea della Cooperativa Solomare. All’esterno del locale siamo accolti dal profumo di sale e dalla esuberante natura del giardino che, come un piccolo Eden, si affaccia sul Ponte Romano dove la laguna del Calich incontra il mare. E dove ci viene offerta una prima colazione veramente speciale: Ovinfort di Osilo, il formaggio erborinato che fa tremare il Roquefort, pecorino di Thiesi, lonzino, pancetta coppata. Oltre alle varie dolcezze.

Alghero la catalana

Sardegna

Alghero

Proseguiamo verso Alghero, una delle più belle città dell’isola, porta della Sardegna sulla costa protetta dall’area marina di Capo Caccia – Isola Piana, con un litorale di 90 chilometri, detto Riviera del Corallo. Fondata dai Doria di Genova nel ‘200, nel 1353 fu occupata dai Catalani, che la trasformarono in una piccola Barcellona e vi rimasero fino a fine ‘700. Poi arrivarono gli Austriaci che la tennero per quattro anni, fino all’annessione al Regno Sabaudo. Ma la toponomastica, la lingua, l’architettura sono ancora oggi catalane e nelle scuole primarie c’è il bilinguismo (algherese e italiano). E ci accolgono tre bandiere – sarda, catalana e italiana – che svettano dalla Torre di Porta Terra. La città, il cui patrono è San Michele, al quale è dedicata la chiesa dalla cupola maiolicata, uno dei simboli della città, conta oggi 40.000 abitanti. Passiamo vicino al Teatro Civico, l’unico della Sardegna totalmente in legno, che fu inaugurato nel 1862 con I Masnadieri di Verdi.

Sardegna

Quanta strada nei miei sandali, mostra con foto di Daniele Zedda

Camminando per le strade siamo osservati da una serie di gigantografie all’aperto della mostra Quanta strada nei miei sandali con le foto di Daniele Zedda che rappresentano uomini e donne centenari della Regione.

Visitiamo il laboratorio di tessitura Littos, il piccolo meraviglioso regno di Tonello Mulas, un uomo (raro in Sardegna) che tesse e crea sciarpe, tappeti, borse e pochette in cotone, lino e lana con le geometrie tipiche dei tappeti, ma destrutturate. “E’ un lavoro che si ama o che si odia”. Lo osserviamo al telaio mentre intesse un tappeto: sembra una danza delle mani, ma decisamente non è facile eseguirla.

Sardegna

Littos di Tonello Mulas

Chi dice Alghero dice corallo, precisamente corallium rubrum, la cui immagine si ritrova anche nello stemma della città: un rametto in uno scudo cinto da fronde di palma. Vale il viaggio il Museo del Corallo (museodelcorallo) inaugurato nel 2010 in una bella villa del 1923 appartenuta a Nunzio Costantino, medico durante l’epoca fascista. Il corallo è carbonato di calcio che diventa rosso grazie alla salinità dell’acqua. Dal 1° giugno al 30 settembre è il periodo aperto alla sua pesca, la cui licenza costa 1.500 euro all’anno e ne vengono concesse solo 25. I sommozzatori, che scendono massimo 100 metri in profondità, possono resistere non oltre 20 minuti e prendere solo 2,5 kg di corallo, che cresce 3 mm all’anno e vale circa 500 euro per 1/2 kg. Il Marchio di Qualità collettivo istituito dal Comune (Corallium Rubrum Alghero) ne certifica la competenza e garantisce l’acquisto del vero corallo.

Museo del Corallo

Accompagnati dal vicesindaco Gabriella Esposito in una emozionante passeggiata sul lungomare e nei vicoli, scopriamo che Alghero è candidata a diventare Città creativa Unesco per l’artigianato e l’arte popolare per il 2019.

Sardegna

Gabriella Esposito, vicesindaco di Alghero

E il vicesindaco ci racconta il progetto del Comune Bike to School e Bike to WorkAmBiCi, “Ampra la Bicicleta en Ciutat”, è un’app che permette di calcolare il percorso fatto pedalando per recarsi sul posto di lavoro o di studio, e vengono corrisposti circa 25 centesimi di euro per ogni Km percorso, con un tetto massimo di percorrenza giornaliera (6 euro) e mensile (50 euro) rimborsabile.

Mentre PedaliAMO Alghero mette a disposizione di cittadini e turisti 40 biciclette per raggiungere cinque stazioni dislocate in città e nel territorio.

Un altro progetto del Comune, nato nel 2017 con sviluppo su tre anni, è Jazz Alguer: un weekend al mese, da dicembre a luglio, la città ospita un concerto jazz con ingresso libero. Paolo Fresu è il direttore artistico.

Mentre camminiamo nel centro storico, ammiriamo l’installazione di Porta Terra creata in occasione della partenza del giro d’Italia nel 2017: lanterne appese nei vicoli fatte con scampoli di stoffa di Antonio Marras e ruote di biciclette, realizzata dagli studenti dell’Artistico con la maestria di Tonino Serra e Giorgio Donin.

Sardegna

Installazione per il Giro d’Italia del 2017

Tra i prodotti locali ci sono i ricci di mare per i quali si tiene una rassegna gastronomica nei mesi di gennaio e febbraio. Noi non li possiamo assaggiare, perché non è stagione, ma al  Movida (piazzetta S. Erasmo 9, tel. +39 079 974589), dove la cucina è di mare con pescato del golfo di Alghero, assaporiamo l’agliata di gattuccio e gli spaghetti con vongole e bottarga, accompagnati dal Vermentino. E la dolce seada (pasta non lievitata fritta con ripieno di formaggio) ricoperta da miele di asfodelo.

Turismo rurale, zafferano e marmellate

Sardegna

Giuseppina Congiu – Agriturismo Arcobaleno

Asini, cavalli, pecore, cani, maialini ci aspettano all’Agriturismo Arcobaleno agriturismoarcobalenoalghero.it vicino a Fertilia, dove la titolare Giuseppina Congiu, detta Pina, ci propone squisiti tortelli di patate con carciofi e pecorino, oltre a formaggi, salsicce e carciofi sottolio prodotti dalla fattoria medesima. Le camere dell’agriturismo sono arredate in maniera semplice, hanno WiFi, aria condizionata e set di cortesia. Pina si occupa della cucina, del ristorante e delle camere; Mario della gestione delle colture dei cereali, dell’orto, del frutteto dell’oliveto, del vigneto e della gestione degli animali.

Sardegna

Mirella Di Gangi – Zaffera

All’Arcobaleno conosciamo Mirella Di Gangi, coltivatrice di zafferano, la sua azienda si chiama Zaffera (zafferanodialghero.it): “Se scelgo di fare una cosa, scelgo di farla con amore, ognuno deve trovare il suo canale, qualunque sia”. E, infatti, Mirella ha scelto di coltivare i bulbi in un terreno drenato senza chimica. Quando arriva il momento, gli stimmi si tolgono manualmente dai fiori (Crocus Sativus) uno a uno, e si mettono in un piatto: questo è una bella occasione di aggregazione, durante la quale amici e vicini l’aiutano, chiacchierano e poi mangiano insieme. Nella stessa giornata gli stimmi vanno essiccati. Questa fase dura una ventina di giorni, poi segue il diserbo fatto a mano. Mirella ci fa assaggiare i pirichitti (dolcetti), tisane e liquore tutti a base di zafferano, che è digestivo, fa bene alla vista perché contiene vitamina A (si ricava un farmaco per la maculopatia), antiossidante, antidepressivo, afrodisiaco.

Sardegna

Agriturismo Arcobaleno

Da Pina incontriamo anche Antonio Casu, presidente di Sardegna Country sardegnacountry.eu, che ci illustra l’organizzazione senza scopo di lucro nata grazie a cinque professionisti qualificati nel settore del turismo rurale e nella creazione degli itinerari di viaggio. Il loro scopo è far conoscere piccoli e medi operatori turistici che operano in territori con un potenziale sviluppo in questo campo e proporre vacanze attive ed esperienziali. Nel circuito c’è anche Wine app, l’applicazione che parla di enoturismo integrato e sostenibile.

Vicino a Palmadula, invece, visitiamo VeNatura (venatura.it): un’altra azienda femminile dove la proprietaria Giusi Ventura con una sola collaboratrice fa marmellate (da assaggiare quella di corbezzoli, vera squisitezza), creme e sughi con frutta e verdura del territorio, adottando una lavorazione artigianale senza conservanti, coloranti e addensanti, e tiene laboratori per le scuole.

Sardegna

Giusi Ventura – VeNatura

Tra uno spostamento e l’altro per raggiungere le nostre mete e conoscere le realtà locali, sembra di attraversare una foresta continua, dove fiori, alberi e cespugli esplodono nella loro bellezza e con i loro profumi, ma il viaggio continua e bisogna cogliere l’attimo per contemplare….

Continua…

Viaggio fatto tra il 23 e il 26 maggio 2018

 

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Mi piace andare lontano, prima di tutto con la mente, proiettando nel futuro idee e progetti, e poi con le mie gambe, che mi permettono di fare parecchia strada, in ogni condizione.

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto