Modello Santa Maria a Monte

santa maria a monte

Di borghi che si spopolano di negozi e servizi che si concentrano in grandi poli commerciali alle periferie, ne è piena l’Italia. Quindi, non è una novità la storia che stiamo per raccontarvi, ma c’è, questa volta, un risvolto interessante e da prendere, forse, come modello.

In Toscana, a pochi chilometri da San Miniato, Santa Maria a Monte fu costruita nel Medioevo, con un impianto a spirale dettato da tre cerchi di mura, come feudo dei Vescovi di Lucca: a vederla dall’alto ricorda una chiocciola.

Qui visse il padre di Galileo Galilei, Vincenzo, compositore e liutaio; e la famiglia di Giosuè Carducci, il cui padre era il medico del paese, abitò in quella che ora è diventata la Casa Museo del poeta, ospitante la mostra permanente Tenero Gigante con dipinti dell’artista Antonio Possenti.

Sotto le strade di Santa Maria a Monte si trova una vera e propria città sotterranea, e nel borgo ci sono i resti di un’antica Pieve, il parco archeologico La Rocca, sul punto più alto, con tracce etrusche, le testimonianze del fortilizio fiorentino e un osservatorio astronomico, punti di interesse di un centro abitato e vissuto nei secoli, come ce ne sono in questo nostro Paese.

santa maria

Paniere

La tradizione del lunedì di Pasqua con la Processione delle Paniere, ceste colme di fiori che sono portate in corteo sulla testa dalle ragazze del luogo, in onore di Beata Diana (Diana Giuntini è la patrona di Santa Maria a Monte ndr) è di sicuro effetto. Le paniere, ognuna delle quali è preparata in concorrenza in quartieri diversi, ricordano il recipiente dell’olio per la lampada che arde di continuo davanti all’urna di Diana, portato dalle donne in capo anticamente.

Ma Santa Maria a Monte è nella Zona del Cuoio ed è vicino a Pontedera, sede della Piaggio, attività industriali che davano lavoro a moltissime persone qui e che ora hanno drasticamente diminuito la loro capacità occupazionale.

Quindi il Comune ha pensato bene di attuare una serie di iniziative volte a valorizzare l’abitato, soprattutto nella suo centro storico, al fine di attirare visite di viaggiatore e turisti, convertendo la sua storia operaia in realtà turistica.

Ha cominciato dal commercio, riportandolo nel centro storico con un bando incentivante l’apertura di negozi e botteghe con un contributo economico fino a 6mila euro e fino a 500 euro per la riduzione dal pagamento delle imposte Imu e Tasi. Se poi le attività, in via prioritaria, sono legate alle tipicità del territorio come quelle della calzatura e della moda o si occupano della promozione dei prodotti locali, ci sarà un ulteriore contributo fino a 1700 euro una tantum.

Anche per la valorizzazione turistica della città sotterranea, ricca di cunicoli, cantine e cisterne, per chi mette a disposizione i propri locali sotterranei in occasione di eventi organizzati dall’Amministrazione comunale, è previsto un contributo fino a un massimo di 500 euro l’anno.

Non solo: con i proprietari di abitazioni ben ristrutturate e arredate nei centri storici di Santa Maria a Monte e Montecalvoli, che vogliano metterle a disposizione ai fini dell’ospitalità turistica, il Comune stipulerà un patto di collaborazione, nel quale sono previste anche agevolazioni fiscali, come la riduzione dei tributi locali fino all’esenzione (Imu, Tasi,Tari).

Arte e gastronomia 

santa maria

Feba

Proprio in uno di questi negozi del centro storico che hanno aderito all’iniziativa del Comune, si vendono oggetti di design in ceramica preparata con argilla speciale: piatti, vasi, bicchieri, tazze, vassoi, alzatine, belli da vedere e resistenti in lavastoviglie, forno e microonde. Sono fatti a mano e sono unici, artisticamente creati da Francesca Fei, laureata in scultura all’Accademia di Belle Arti a Firenze e fondatrice della Feba, l’azienda che qui li produce, li vende e li esporta negli Stati Uniti.

Un’altra eccellenza di Santa Maria a Monte è la patata La Tosca, di varietà Monalisa, coltivata nelle zone collinare perlopiù, con una buona resistenza alla cottura: e, infatti, ogni anno si tiene la Sagra della Patata Fritta nella settimana centrale di agosto. Per non sprecare nulla, e per rendere ancora più onore all’umile tubero, due giovani, Maurizio Parrini e Francesco Masini, mastro birraio di Buti, hanno inventato la birra alla patata. La giovane e bionda bevanda, non filtrata, ha poco alcol e si accompagna bene con carni bianche, formaggi di lieve stagionatura, caprini freschi e primi piatti, è 100% locale ed è da provare.

Come i piatti preparati da Elena Catering, che con alimenti di prima qualità, seguendo la tradizione, cucina buone ricette toscane abbinando il gusto alla presentazione, perfette per ricevimenti, compleanni, feste e presentazioni..

Storia, arte, gastronomia: tutto concorre a farci vivere esperienze di qualità, come ben sa l’amministrazione illuminata di Santa Maria a Monte che si sforza di fare qual passo in più per andare oltre, e arrivare al suo cambiamento, dal “vecchio” al “nuovo”, dall’emigrazione dei negozi al ripopolamento di botteghe uniche, dalla fabbrica al turismo.

Santa Maria a Monte

comune.santamariaamonte.pi.it

Museo Casa Carducci

Via Carducci 29, Santa Maria a Monte PI

Tel. +39 0587 704254

[email protected]

Feba

Via Francesca 416/a, Santa Maria a Monte PI

febaitalia.com

[email protected]

Biroccio – Birra alla Patata

birrificiodibuti.it

Elena Catering

Via Provinciale Francesca sud 298, Santa Maria a Monte PI

Tel. +39 0587 706295

[email protected]

elenacatering.it

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Mi piace andare lontano, prima di tutto con la mente, proiettando nel futuro idee e progetti, e poi con le mie gambe, che mi permettono di fare parecchia strada, in ogni condizione.

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