No alla zuppa di pinne di squalo

squalo
© David Clode

Continua La campagna online Friend of the Sea per convincere le aziende di consegna di cibo a eliminare la zuppa di pinne di squalo dal menu.

Friend of the Sea ha lanciato una petizione internazionale che ha raccolto quasi 4.000 firme e ha portato Just Eat a togliere le zuppe di pinne di pescecane dal suo menu.

Anche Deliveroo ha preso provvedimenti e rimosso 600 piatti di pinne di squalo dalla sua piattaforma in tutto il mondo, da 180 ristoranti diversi, e si è impegnato a non avere tali piatti sulla piattaforma in futuro.

La zuppa di pinne di squalo è un’antica tradizione, difficile da morire, diffusa in molti paesi asiatici, che si è espansa a livello globale, principalmente come curiosità gastronomica.

Al di là di ogni considerazione sul “gusto”, la pratica dello spinnamento (shark finning) dello squalo è dispendiosa e crudele: la rimozione delle pinne dagli squali avviene spesso mentre sono in vita. E dopo essere stati spinnati, a volte vengono rigettati in mare ancora vivi. Sono circa 100 milioni gli squali che muoiono così ogni anno, arrivando vicino all’estinzione e influenzando negativamente l’ecosistema marino.

“Le aziende alimentari – spiega Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea – possono svolgere un ruolo molto importante nell’educare ristoranti e consumatori a rispettare l’ambiente e la responsabilità sociale. Le recenti decisioni di Just Eat e Deliveroo hanno un impatto incoraggiante sull’eccedenza 400 specie di squali in pericolo a causa del sovrasfruttamento”.

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Author: Redazione Ecoturismonline

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