Pianosa: splendido isolamento

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La primavera è il periodo ideale per visitare l’isola d’Elba e dintorni, evitando la folla e apprezzando la natura. Dall’Hotel Hermitage, per esempio, in poco si arriva a Marina di Campo da dove si raggiunge con meno di un’ora di navigazione l’isola di Pianosa, parco assoluto: lungo i 26 km del suo sviluppo costiero, ci sono divieto di pesca, immersione, ancoraggio, sosta, accesso e navigazione.

L’isola, il cui nome ricorda che è quasi totalmente pianeggiante, è al centro del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, dove nacque sette milioni di anni fa dal fondo del mare, e conserva tuttora intatti la bellezza della sua macchia mediterranea e dei suoi fondali ricchi di vegetazione e pesci.

Pianosa fu dapprima abitata dagli uomini del Neolitico, poi dai romani (come testimoniano i resti della villa di Agrippa), dai primi cristiani in fuga intorno al III-IV secolo d. C. dalle persecuzioni (sull’isola ci sono catacombe su due livelli, con 700 sepolture già scavate), poi dai pirati del feroce Dragut (1553) e, dopo Napoleone, arrivarono i condannati destinati al lavoro dei campi.

Infatti, nel 1856 Pianosa divenne colonia penale agricola con detenuti, tra i quali fu “ospite” della diramazione del Sembolello, nel 1932, anche Sandro Pertini – in seguito presidente della Repubblica – incarcerato per motivi politici. Fino al 1997 Pianosa fu carcere di massima sicurezza, con prigionieri appartenenti a organizzazioni terroristiche e, dopo l’assassinio di Falcone e Borsellino, alla mafia.

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Nel 2011 venne chiusa definitivamente la colonia penale e ora è un ”carcere diffuso”, i pochi detenuti attuali sono in regime di articolo 21, una sorta di semilibertà: lavorano per 7 ore la terra, fanno un po’ di manutenzione della case che erano abitate un tempo dalle famiglie dei dipendenti del carcere, e tengono l’unico punto di ristoro dell’isola, il bar-ristorante San Giacomo gestito dall’omonima cooperativa, rientrando la sera al Sembolello.

Ma l’accesso dei turisti a Pianosa è ancora limitato: da aprile a ottobre ne possono arrivare non più di 250 al giorno con partenza alle 10 da Marina di Campo (Isola d’Elba), e devono lasciare l’isola alle 17 (il martedì si può raggiungere Pianosa con la linea Toremar in partenza da Rio Marina).

In paese si gira liberamente, ma non si può oltrepassare il muro di cemento che divide l’isola se non accompagnati: a piedi, in autobus, in carrozza e in mountain bike sono permesse solo visite guidate a numero chiuso e il bagno in mare è autorizzato solo a Cala Giovanna, duecento metri di spiaggia bianca e acqua trasparente vicino al “porticciolo più bello del mondo”.

I nuovi itinerari guidati direttamente a cura del Parco Nazionale, in gruppi con 25 persone al massimo, iniziano con la visita alla Casa del Parco, per un’introduzione naturalistica sull’attività dell’Ente.

Il Percorso Archeologico punta dal paese verso nord-ovest e raggiunge le aree di scavo che hanno portato alla luce reperti archeologici; poi prosegue per il Belvedere, il punto più alto dell’isola, 29 metri sul livello del mare. Infine si visitano i resti della Villa di Agrippa sul litorale di Cala Giovanna.

Il Percorso Geopaleontologico parte dal paese in direzione sud. Si raggiunge la cala davanti l’isolotto della Scola e si prosegue verso la litoranea alle spalle della cavità Grotta di Biagio, dove sono stati recuperati utensili preistorici e ossa di cervidi e bovidi che fanno intendere un pregresso collegamento di Pianosa alla terraferma.

Il Percorso tra storia e natura permette, invece, di esplorare la natura geologica di Pianosa con un sopralluogo a Cala dei Turchi, dove si osservano gli strati fossili che costituiscono il basamento insulare.

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Sull’isola non si lasciano i rifiuti e ogni visitatore deve riportare i propri all’Elba, compresi i mozziconi di sigarette, che non possono essere buttati in spiaggia; vige il divieto di raccogliere o portare via reperti e materiali naturalistici (è attivo un presidio di video-sorveglianza).

Il paese ha case e strutture semi-abbandonate che fanno gola a molti, ma è difficile fare una scelta che metta d’accordo tutti: sull’isola hanno giurisdizione il ministero della Giustizia, il ministero dell’Ambiente, l’agenzia del Demanio (proprietaria degli edifici dell’isola), la regione Toscana, la provincia di Livorno, il comune di Campo dell’Elba (di cui Pianosa è una frazione) e il Vaticano per via della presenza sull’isola di una chiesa e delle catacombe.

E a parte il lavoro di manutenzione necessario per non lasciar rovinare tutto, forse potrebbe andare bene così. Qui regnano i suoni della natura, interrotti da qualche voce umana; pesci e uccelli si riproducono e crescono in sicurezza rispetto all’uomo, la terra è inondata dal profumo del mare e della macchia mediterranea, l’atmosfera dell’isola è quasi surreale data la sua quiete e il suo incanto, sebbene i più sensibili possano percepire quello che qui si è vissuto… ma chi vorrebbe vedere tutto questo distrutto da un complesso turistico o da ville lussuose?

Comunque ad accogliere chi volesse fermarsi per qualche giorno, sempre con il dovuto preavviso, c’è l’Hotel Milena, con 11 semplici camere doppie e una singola, pulite ed essenziali, senza tv o wifi. Per uno splendido isolamento.

Per visitare l’Isola d’Elba: Visitelba

visitelba.info

islepark.it/visitare-il-parco/pianosa

hotelpianosa.it

hotelhermitage.it

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Mi piace andare lontano, prima di tutto con la mente, proiettando nel futuro idee e progetti, e poi con le mie gambe, che mi permettono di fare parecchia strada, in ogni condizione.

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