Riserva di Torre Guaceto

Le buone pratiche del Salentotorre guaceto

Chi giunge alla Riserva di Torre Guaceto, rimane impressionato da Giganti pensierosi: gli ulivi monumentali, ben curati e in salute (qui la temibile xilella fastidiosa non è arrivata) si innalzano dalla tipica terra rossa, ricca di ferro e altri minerali.

E si lasciano ammirare nella loro maestosità, accolgono nelle loro cavità, oppure generano, nella fantasia di chi li osserva, mostri, profili di donna, animali, teste barbute…

Come, del resto, richiama la mostra Uliando Uliando di Carlo Toma, tuttora in corso al Castello di Acaya, a pochi Km di distanza: l’autore ha fotografato con uno smartphone gli ulivi del Salento, cogliendone alcuni aspetti, e ha affiancato le sue immagini a tavole illustrate di cinque giovani fumettisti che “traducono” le figure intuite dal fotografo. Un gioco, al quale Toma invita tutti noi.

Ma torniamo tra gli uliveti, e seguiamo le tappe: nel 1981 nasce l’area Umida Ramsar di Torre Guaceto (zona d’importanza internazionale per la sosta dell’avifauna migratoria); nel 1991 con decreto ministeriale nasce l’area marina protetta di Torre Guaceto e nel 2000 viene istituita la riserva terrestre (riserva naturale dello Stato) di Torre Guaceto.

La Riserva fa parte del progetto C.A.P. SALENTO – Comunità degli agricoltori e pescatori del Salento: una sinergia tra la Condotta Slow Food Alto Salento, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità e le aree marine protette di Torre Guaceto e Porto Cesareo, e i Parchi Naturali regionali del Litorale di Ugento e del Litorale Tarantino Orientale.

Il progetto mette in rete aree naturali protette dall’alta biodiversità naturale e culturale, per proteggerne l’ambiente e riscoprirne, valorizzandole, pratiche agricole e di pesca sostenibili, tutelando i piccoli produttori e aiutandoli a salvare i prodotti a rischio di estinzione, utilizzando tecniche sostenibili. E pensare che in questo sito si voleva costruire una centrale nucleare negli anni ’80 e, più tardi, un centro turistico residenziale!

La Riserva di Torre Guaceto è gestita da un consorzio di cui fa parte il comune di Carovigno, il comune di Brindisi e WWF Italia. È il fiore all’occhiello della provincia e una delle più note in Italia, la comunità di agricoltori e pescatori della Riserva sa che questa è un valore aggiunto per i loro prodotti.

La riserva di mare è composta da 2200 ettari, la parte di terra sono 1200 ettari tra macchia mediterranea e sistema agricolo, di cui 260 ettari sono di ulivi monumentali (circa 13.000 piante), che hanno più di 500 anni e sono tutelati: una sorta di museo a cielo aperto con sculture fatte dalla natura.

Mario Di Latte, referente della comunità dei produttori agricoli di torre Guaceto, ci racconta che nel 2004 è nato il marchio L’oro del Parco. Un “ombrello” sotto il quale sono centinaia di proprietari, che devono osservare il disciplinare della Riserva per la produzione di olio extravergine di oliva biologico da queste strepitose piante.

Ben 500 ettari di questa terra sono coltivabili con cereali e ortaggi, tra cui il pomodoro fiaschetto.

Il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto prende il nome dalla sua forma: dal 2008 è presidio Slow Food e anch’esso è coltivato solo in bio.

L’acqua salmastra conferisce al fiaschetto un sapore molto dolce, equilibrandolo con la parte acidula.

Il progetto di recupero di questa coltivazione è il risultato di anni del lavoro di tecnici della Riserva, di Slow Food e degli agricoltori dell’area protetta.

Sono quattro le aziende che lo producono: il pomodoro fresco si trova da giugno a fine agosto, mentre viene trasformato tutto l’anno.

Nella rotazione del pomodoro si deve inserire il grano, e a Torre Guaceto si semina grano Senatore Cappelli – ha un apparato radicale che si estende molto e distrugge le infestanti – e il farro.

torre guaceto

Ci avviciniamo alla costa. Guaceto vuol dire “luogo di acqua dolce”: e, infatti, nella Riserva ci sono varie sorgenti di acqua dolce, come ben sapevano i turchi, per difendersi dai quali è stata costruita la Torre, tuttora ben conservata.

Le Riserve Naturali hanno l’obiettivo di essere pietre miliari, e si auspica che il loro modelle abbia un seguito.

Per esempio, le attività dei pescatori a Torre Gauceto – EMMA è il nome della cooperativa di pescatori biologici della riserva (Eco Mar Mediterraneo Amico) – sono coinvolte nel progetto di cogestione sostenibile.

I pescatori devono andare in mare in determinati giorni, rispettando la stagionalità secondo la specie, e le guardie del parco misurano il pesce pescato: quello piccolo che è rimasto nelle reti è ributtato a mare, così come i riproduttori.

Il piano è quindi pescare giusto: lasciando spigole, orate, cernie crescere per arrivare al peso utile, con reti a maglie più larghe, si permette con una pescata di arrivare al 450% del valore economico del pescato, il prodotto è migliore e non distrugge la popolazione ittica.

Si prendono quindi pesci molto grossi e questo progetto è studiato in tutto il mondo: si dice che qui le cernie muoiano di vecchiaia!

Ora i pescatori hanno uno stipendio mensile garantito facendo meno pesche ma più fruttuose, vantaggio non da poco!

L’area marina protetta si divide in tre zone: nella zona A c’è divieto assoluto di tutto, compresa la balneazione, per la presenza di acqua dolce che, mescolandosi all’acqua salata, permette la riproduzione della fauna ittica, e per l’esistenza di un sito archeologico.

Nella fascia B è consentita la balneazione, mentre nella zona C è consentita la pesca solo per gli autorizzati: sette pescatori, con 1000 metri di rete a testa e una maglia da 14 (3 cm) in modo che il pesce piccolo riesce a passare.

Dai dati raccolti dall’Università del Salento si è visto che con questo metodo la quantità del pesce in acqua aumenta: e, infatti, Torre Guaceto è la Riserva più pescosa d’Italia (qui si pesca quattro volte di più delle altre riserve).

Ma sono arrivati anche i pesci serra, di origine tropicale, grossi, infestanti, cannibali, ammazzano la propria specie e l’altra fauna ittica, molte volte senza mangiarla… un regalo del cambiamento di clima?

Consorzio di Gestione di Torre Guaceto

Via Sant’Anna 6, Carovigno BR

Info: tel. +39 0831 989885

riservaditorreguaceto.it

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono attualmente Vicepresidente della NEOS, associazione italiana di giornalisti di viaggio.

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