Roma in tre giorni

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colosseo

In occasione del Giubileo, per chi non conoscesse la capitale, proponiamo una visita a Roma, scegliendo tra tantissimi classici luoghi di interesse da non perdere.

Ricordate: girare a piedi è meglio per assaporare la città ed essere rispettosi dell’ambiente, oggi più che mai necessario, poiché l’inquinamento ha passato il livello di guardia anche qui, e le auto circolano in città a targhe alterne dallo scorso 4 dicembre.

Importante: la metropolitana chiude alle 22.30.

Primo giorno

Se siete in centro, non ce n’è bisogno, ma se arrivate da lontano prendete la linea A della metropolitana e scendete a M Colosseo.

Arrivati in superficie, andate in Via dei Fori Imperiali 1, dove trovate la Basilica SS Cosma e Damiano nel Foro della Pace: è una delle più antiche dell’Urbe, con il suo splendido mosaico absidale che risale al 530 e rappresenta l’accoglienza nei Cieli dei due santi. L’edificio fu costruito dall’imperatore Massenzio all’inizio del IV secolo come Tempio di Romolo, accanto alla preesistente Biblioteca Pacis. Nel 526 Papa Felice lo trasformò nel primo luogo del culto cristiano nell’area del Foro Romano, con una delle più grandi cupole di Roma, e una porta di bronzo che tuttora ha conservato la sua funzione.

Per la visita al Colosseo e al Foro Romano e Palatino il biglietto d’ingresso è unico; per evitare la fila si può prenotare tramite coopculture.it.

L’ingresso alla zona archeologica del Foro Romano in via della Salara Vecchia 5/6, nonostante le ispezioni di borse e zaini (ammessi solo quelli a spalla di medie e piccole dimensioni) con controllo visivo da parte dell’Istituto Vigilanza Urbe, e il passaggio al metal-detector, dovuto sia per il Giubileo sia per le minacce di attentati degli ultimi tempi, è relativamente veloce.

Noi abbiamo prenotato il tour al Foro Romano e al Colosseo tramite Rome4u&Roma e Lazio x te, che organizza visite guidate anche in bicicletta e corsi itineranti di storia dell’arte. Le guide sono molto preparate, e abbiamo riscontrato la stessa opinione da più parti.

Consigliamo di prenotare la visita prima di recarvi a Roma: vale la pena farsi guidare, perché ci vuole molta immaginazione per capire com’era il Foro, il cuore della vita pubblica dove si svolgeva la maggior parte delle attività politiche, amministrative ed economiche.

Quest’area archeologica, infatti, prosegue sul Palatino e sul Campidoglio ed è unita anche all’area del Colosseo e dell’Arco di Costantino, costituendo quindi il complesso archeologico più grande e più importante al mondo.

Il Foro è la parte più antica di Roma, la prima piazza, in epoca arcaica, romana e imperiale.

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foro romano

La valle del Colosseo era al centro dei sette colli ed era paludosa. Tarquinio Prisco la bonificò e costruì la Cloaca Maxima, un sistema complesso di drenaggio delle acque, protetta da Venere Cloacina, della quale vediamo il Sacello.

La Via Sacra nel Foro era la più importante; la Basilica era il luogo dove, oltre a riunioni, si tenevano le cause e altre attività, come la redazione di atti giudiziari. La Curia, ricostruita da Diocleziano dopo un incendio, era invece il luogo dove si riunivano i magistrati che governavano la città.

L’arco di Settimio Severo fu costruito per celebrare i trionfi di un esercito invincibile; il Tempio di Saturno, dio collegato all’età dell’oro, era la sede del tesoro dello Stato; la Colonna dedicata all’imperatore bizantino Foca, ultimo monumento onorario nel Foro, ci ricorda che fu lui a concedere al Papa Bonifacio IV il Pantheon, segno che la Chiesa stava prendendo sempre più potere.

Troviamo poi l’Arco di Cesare, ucciso nella Curia nel 44 a.C.: sembra che quando il suo corpo fu bruciato, in cielo apparve una stella, e quindi egli venne divinizzato, fornendo così un modello per i futuri imperatori che da quel momento vennero tutti glorificati.

Il tempio di Vesta compone un unicum con la Casa delle Vestali, dove ardeva un fuoco che non doveva mai spegnersi, pena la morte.

Il tempio di Antonino e Faustina fu eretto dopo la morte dell’imperatrice nel 141, e al suo interno si insediò, nel VII-VII secolo, la chiesa di San Lorenzo in Miranda.

Proseguendo, spalle al Campidoglio, si trovano i resti della Basilica di Massenzio (IV secolo d.C.), e l’Arco di Tito, costruito al tempo di Domiziano per commemorare le vittorie di Vespasiano e Tito sui Giudei, chiude l’area del Foro sul lato verso il Colosseo.

La visita continua al più grande anfiteatro del mondo.

Nel 1990, il Colosseo, insieme a tutto il centro storico di Roma, le zone extra territoriali del Vaticano in Italia e la Basilica di San Paolo fuori le mura, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.

Nel 2007 l’anfiteatro è anche fra le Nuove sette meraviglie del mondo.

Di forma ellittica, ha una circonferenza di 527 metri, l’asse maggiore lungo 188 metri e l’asse minore 156, la sua altezza è di 57 metri. 
Poteva contenere fino a 70.000 posti.

La sua costruzione fu iniziata da Vespasiano nel 72 d.C. e fu inaugurato da Tito nell’80 d. C.: era usato per gli spettacoli e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose e drammi basati sulla mitologia).

Panem et circenses (pane e giochi del circo) assicuravano, infatti, a chi governava il consenso popolare, con regolari distribuzioni di grano (panem), e con l’organizzare diversi grandiosi spettacoli pubblici (circenses): lotte tra gladiatori, tra uomini, con o senza armi, contro animali, e corse dei carri…

I restauri, finanziati dal Gruppo Tod’s stanno portando alla luce lo splendore di questo monumento, da visitare almeno una volta nella vita.

Proseguiamo poi verso Piazza Venezia, che si trova ai piedi del Campidoglio, quasi al centro geometrico di Roma: realizzata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è il punto di confluenza dei principali assi stradali cittadini.

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altare della patria

Il Vittoriano, o Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, conosciuto anche come Altare della Patria, ebbe la prima pietra posta da Umberto I a fine Ottocento: qui si trovano le spoglie del Milite Ignoto, qui si celebrano importanti momenti, questo è il simbolo dell’identità nazionale.

In piazza si trova anche Palazzo Venezia, sede del governo nel periodo fascista, dal cui balcone Mussolini pronunciava i suoi discorsi alla folla.

Si prosegue poi per la Via del Corso, M Flaminio e Spagna, che collega Piazza Venezia a Piazza del Popolo; lungo la via, affiancata da molti palazzi gentilizi e chiese, è facile essere invogliati allo shopping.

Prendiamo poi via del Tritone, quando incrociamo sulla sinistra via San Basilio, la percorriamo per qualche minuto, e ci appare maestosa, tra giochi d’acqua e marmi, la Fontana di Trevi, M Barberini, incastonata in un dedalo di stradine percorribili solo a piedi, e addossata su un lato di Palazzo Poli.

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fontana di trevi

La più monumentale e nota fontana di Roma, progettata da Nicolò Salvi e costruita nel 1735, ha come tema il mare: la statua di Oceano, rappresentato su un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli alati, è circondata da figure di tritoni e di animali marini, mitologici o reali. Ritornata allo splendore lo scorso 3 novembre dopo il restauro, finanziato dalla Maison Fendi e costato quasi 2,2 milioni di euro, è ora più che mai mozzafiato.

Un consiglio: andateci nelle ore meno affollate, magari la sera mentre la gente è a cena, perché è affollatissima di selfiesti (come il Colosseo, peraltro) che non vedono nulla se non se stessi, e dovete prestare attenzione voi a loro.

Dalla Fontana proseguiamo per via Condotti, M Spagna, la strada dello shopping di lusso, che collega via del Corso a Piazza di Spagna. Qui si trovano i negozi delle grandi firme:  Dior, Gucci, Valentino, Jimmy Choo, La Perla, Prada, Burberry, Dolce e Gabbana, Max Mara, Alberta Ferretti,  Buccellati, Bulgari, Tod’s, Cartier, Montblanc, Louis Vuitton e lo storico Caffè Greco.

Ed ecco apparire in fondo alla via la magnifica scalinata di Trinità dei Monti in Piazza di Spagna: alla sua destra è il museo dedicato alla memoria di Keats, che qui visse e morì nel 1821, e a quella dell’amico Shelley. All’angolo sinistro della scalinata c’è, invece, la storica Sala da tè Babington’s fondata nel 1893, punto di riferimento di politici, personaggi dello spettacolo e intellettuali.

È un’esperienza entrarci alle 5 p.m. per sorseggiare uno degli oltre trenta tè con pasticceria di stampo inglese. Al centro della piazza troneggia la Fontana della Barcaccia, del primo periodo barocco, scolpita da Pietro e Gian Lorenzo Bernini.

Dove mangiare: un po’ ovunque nelle viuzze del centro storico, nelle trattorie con piatti tradizionali e tipici, stando attenti a non finire sul classico “menù turistico” che spesso porta a mangiare cibo poco gustoso e molto anonimo.

Dove dormire: in una delle strutture ricettive amiche dell’ambiente, come EcoHotel Roma, convenzionato con Ecoturismonline, oppure al Midori Oriental Suite.

Le altre due giornate a Roma, che vi racconteremo prossimamente, saranno dedicate all’Arte e alla Natura…. non perdetele!

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Mi piace andare lontano, prima di tutto con la mente, proiettando nel futuro idee e progetti, e poi con le mie gambe, che mi permettono di fare parecchia strada, in ogni condizione.

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1 Comment

  1. sandragallimbeni@alice.it'

    Bellissimo percorso, mi viene voglia di tornare a Roma. Leggerò con interesse anche il seguito.
    Sandra

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