Sapori di Toscana

Toscana

Fiorentina Ristorante Mangiafuoco – Firenze

Come dice lo chef Bruno Barbieri, tra un piatto e chi l’ha cucinato ci deve essere un rapporto intimo. Non c’è dubbio che questa affermazione trova un inequivocabile riscontro in Toscana, dove la gente e la cucina hanno somiglianze caratteriali tali da rendere unica la gastronomia della regione.

Un po’ spigolosi, diretti e genuini, i toscani mettono nei piatti il loro modo di essere, una cucina a tinte (e sapori) forti, legata indissolubilmente ai prodotti del territorio, trattati sempre con rispetto, sapienza e attenzione alle tradizioni. La Toscana è un po’ un microcosmo eclettico sospeso tra terra e mare, culla del Rinascimento, con Firenze che più di ogni altro luogo ne incarna l’essenza. E proprio partendo da qui, vagando tra le vie di questo museo a cielo aperto, si percepiscono nell’aria profumi che sono già una promessa di cibi speciali.

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Bottega del Chianti Classico – Greve in Chianti

Primo fra tutti l’inconfondibile odore di carne alla griglia, quello che sprigiona la fiorentina, la tipica bistecca con l’osso. Ecco, su questa proprio non si scherza, anche perché l’origine della pietanza risale addirittura al tempo dei Medici quando, per la festa di San Lorenzo, Firenze si illuminava di tanti falò per le strade sui quali venivano cotti grandi pezzi di carne. Il taglio perfetto, perché si possa definire “fiorentina”, è la lombata di manzo vitellone di pura razza Chianina, circa un kilo con l’osso che separa il filetto dal controfiletto. La cottura perfetta è al sangue ma, anche se con riluttanza da parte dei ristoratori, si può chiedere un po’ più cotta. Un punto di riferimento per gustare quella perfetta a Firenze è il ristorante Mangiafuoco, in via Guelfa. Una braceria condotta da una famiglia che con la qualità della carne impiegata non scende a compromessi.

Firenze non disdegna neanche quello che, in linguaggio moderno, definiamo street food. E’ qui che entra in scena il lampredotto, un panino preparato con parti dello stomaco del bovino. Una tipicità per molti ma non per tutti ovviamente. Salumi e insaccati non possono mancare sulle tavole toscane e allora vai di prosciutto di cinghiale, salame di cinta senese, guanciale e il ben noto lardo di Colonnata.

E’ questo un territorio per carnivori? Eh si, ma se la vostra filosofia vegetariana non ammette “strappi”, c’è sempre la ribollita, una zuppa di pane e verdure dove cavolo nero e fagioli borlotti non possono mancare. Preparata e poi riscaldata il giorno successivo – da qui il nome “ribollita” – è un piatto povero della tradizione completamente priva di proteine.

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Casa Ceccatelli – Greve in Chianti

Trovandosi a Firenze però, soprattutto per i viaggiatori gourmet, è imperdibile un giretto fuori porta sulle colline del Chianti. Pochi kilometri, basta una giornata, per un assaggio del verde che circonda il capoluogo e che affascina i turisti di tutto il mondo. Su e giù per strade zero trafficate, dolci pendii che liberano lo sguardo su uliveti a perdita d’occhio, da un poggio all’altro alla scoperta di borghi antichi che sembrano prendersi gioco del passare del tempo. Qui sono le famiglie a fare la differenza, la loro tradizione e unione al servizio del gusto e del sapore. Tappa obbligatoria a Greve in Chianti dove Casa Ceccatelli vi aspetta con i suoi prodotti artigianali. Cinque generazioni si sono passate il testimone per offrire a chi visita il loro negozio, uno di quelli di una volta, salumi, carni, olio, insaccati e formaggi di qualità ineccepibile. Poco distante, sotto gli stessi portici nella piazza principale del paese, la Bottega del Chianti Classico. Qui un’altra famiglia, vocata soprattutto ai vini della regione e al tartufo nero da comprare in vasetti di vetro che si conservano abbastanza a lungo in frigo.

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Ristorante Bottega di Lornano – Monteriggioni

L’ora di pranzo arriva all’improvviso ed è meglio non farsi cogliere impreparati. A Monteriggioni, neanche a dirlo, un altro nucleo familiare aspetta. Nel lontano 1939 Alfiero Nastasi rileva insieme alla madre la bottega del paesino che nel 1991 si trasforma in ristorante. Il rustico dell’esterno muta in eleganti sale da pranzo all’interno e la cucina – tipica e tradizionale – è curata in ogni dettaglio e servita come nei locali stellati Michelin. Pasta fatta in casa, carni di bovino, piccione, coniglio e gli immancabili cantucci col Vinsanto.

Che altro dire? Buon viaggio e buon appetito.

 

 

Author: Paola Drera

Mi chiamo Paola Drera, milanese di nascita e per residenza ma “nomade” per vocazione. Sono una giornalista freelance che gira l’Italia e il mondo per soddisfare la sete di conoscenza ma soprattutto per la curiosità di scoprire le diverse cucine della Terra. La gastronomia è la mia vera passione; ne scrivo, la sperimento, la rivisito e poi la propongo ai miei ospiti e ai miei lettori. Prediligo le tipicità e i prodotti autentici del territorio - qualunque esso sia - perché come si dice: siamo quel che mangiamo.

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