Savona e la rinascita ottocentesca

Neoclassico, liberty o moderno: c’è solo l’imbarazzo della scelta

savona

via paleocapa

Dopo esserci immersi nel passato, attraverso i vicoli, i portoni medievali e la grande fortezza della città (qui il percorso nel vecchio centro storico) è il momento di intraprendere il cammino verso il presente, lasciandosi cullare dall’arte neoclassica, lo stile liberty fino ad arrivare all’epoca moderna.

Musicisti, artisti e scrittori che ebbero i natali a Savona, sono ricordati e celebrati all’interno del “quadrilatero ottocentesco”, naturale estensione della città vecchia.

Infatti, abbattute le antiche mura, ormai prive della loro funzione difensiva, nei primi dell’Ottocento a Savona inizia un nuovo periodo di splendore, che risveglia la città dall’apatia in cui era sprofondata, dopo la conquista da parte della Superba Genova, alcuni secoli prima.

Via Paleocapa

Il punto di partenza è la Darsena, cuore pulsante della città. La Torretta LeonPancaldo che spicca al suo ingresso indica la strada, via Paleocapa.

Portici e palazzi riccamente decorati conducono il visitatore verso il centro, fino al torrente Letimbro e alla sede della vecchia stazione ferroviaria, edificata in concomitanza con l’area ottocentesca e ora demolita. Ai viaggiatori più accorti non potrà sfuggire l’incredibile somiglianza con la più nota via XX settembre di Genova e il centro storico di Torino. L’architettura che influenzò questi grandi sviluppi urbanistici fu la stessa in molte parti del nord Italia, soprattutto nell’area sabauda.

Uno dei primi palazzi che si possono ammirare è quello detto “dei pavoni”.

Poco dopo il primo passaggio sotto i portici, volgendo lo sguardo all’insù, si possono osservare colori vivaci, motivi esotici e bizzarri legati all’arte della Secessione viennese, corrente artistica dalla quale Martinengo, autore di diversi progetti in tutta la città, trasse nel 1911 l’ispirazione per questo palazzo. I pavoni, inserti in ceramica a cui si deve il nome dell’edificio, sono visibili sulla facciata attraversando la strada dall’altro lato della via.

Proseguendo verso il centro appare sempre più chiaro lo stile eclettico in voga in quel periodo e la reinterpretazione decorativa delle epoche passate.

Tra gli esempi più belli palazzo Sassi, tra Piazza Mameli e Corso Italia, sul lato sud, oppure le facciate con il richiamo al Rinascimento tra Piazza del Popolo e Piazza Mameli, lato nord, o al periodo romanico, con Palazzo Becco, sul lato sud.

Il centro pedonale

Quasi a ridosso della grande piazza si svolta nella zona pedonale, in Corso Italia.

savona

corso italia

A passeggio per la via si possono osservare i palazzi ottocenteschi e alcuni dei negozi che fanno di Savona meta ideale per lo shopping. Vi si trovano infatti sia le grandi catene sia molte botteghe storiche, sparse in tutta la zona centrale e periferica.

Sulla grande piazza, dedicata a uno dei personaggi che diede lustro alla città, papa Sisto IV, nelle ore pomeridiane è facile osservare i bambini che giocano all’ombra del porticato del Palazzo Comunale.

Al suo interno è degna di nota la sala del Consiglio con gli affreschi che illustrano la storia della città, dal periodo romanico alla resistenza, opera del Maestro Eso Peluzzi, cittadino onorario di Savona, e la grande scalinata con i vasi in ceramica del Confuoco, la tradizionale e antica cerimonia durante la quale un ceppo viene bruciato nella piazza cittadina, poco prima delle festività invernali, e la cui fiamma indica come sarà l’anno venturo, nefasto o favorevole alla città. Le autorità e il rappresentante della popolazione si scambiano gli auguri e il dono, il vaso in ceramica, realizzato da grandi artisti per l’occasione.

Il Liberty e il parco cittadino

Proseguendo verso il mare si esce dall’area pedonale dove dalla grande piazza, dedicata a papa Giulio II Della Rovere, altro savonese d’eccellenza, noto ai più per la realizzazione della Cappella Sistina, è possibile osservare l’antico Ospedale di Savona.

L’edificio, ora in via di conversione a spazi commerciarli e abitazioni, fu realizzato interamente con un sistema di palafitte, per il terreno paludoso presente prima dell’allargamento della città nell’ottocento e presenta al suo interno arcate, statue e scalinate in perfetto stile neoclassico.

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dellepiane

Sempre lungo la via si arriva infine a Palazzo Dellepiane, edificato tra il 1910 e il 1911, noto anche come “Palazzo Delle Palle” per via delle sei grandi sfere di rame poste sul tetto e sostenute da una struttura a forma di braciere, è un esempio d’eccellenza dello stile liberty della città. Lo sguardo si perde tra maioliche raffiguranti anemoni in campo azzurro, api e altri particolari d’eccezione.

Prima di giungere in riva al mare si deve attraversare il parco di Savona, il Prolungamento, un’area verde con aiuole, statue di personaggi illustri e il tempietto realizzato, nel 1785, dal ceramista savonese Giacomo Boselli. Particolarmente interessanti sono i decori, “grottesche” bianche che spiccano su un fondo blu cobalto.

Tornando verso il centro non si può non dedicare un istante a Palazzo dei Gatti, o Viglienzoni, del 1910, altro esempio di stile liberty, in via Guidobono.

In questo percorso a Savona, c’è un imperdibile appuntamento, un evento che si svolge tutti i giorni alle 18 in Piazza Mameli.

Di fronte alla prestigiosa ex sede della Banca d’Italia si trova il Monumento ai Caduti, imponente gruppo bronzeo, opera dello scultore ligure Luigi Venzano, inaugurato nel 1927 alla presenza di re Vittorio Emanuele III di Savoia, per onorare i caduti durante la Grande Guerra, e di lì a pochi decenni anche coloro che presero parte alla seconda guerra mondiale.

Ogni giorno alle sei precise la campana batte esattamente 21 rintocchi, quanto le lettere dell’alfabeto per ogni caduto nei campi di battaglia, e chiunque in quel lasso di tempo si trovi a transitare a piedi, in auto, in motorino o in bici nella piazza, è obbligato a fermarsi fino al termine dei rintocchi. Un momento molto coinvolgente, emozionante e, soprattutto, unico, come si può vedere sotto nel video di Velisti per caso.

 

Il Teatro Chiabrera

Svoltando verso via Cesare Battisti si arriva in Piazza Diaz.

Le grandi colonne simili a un tempio romano adornano il teatro comunale Chiabrera. In perfetto stile neoclassico è intitolato appunto a Gabriello Chiabrera, massimo poeta savonese. Una statua a lui dedicata è posta al centro del bassorilievo della facciata. La stagione teatrale richiama ogni anno spettacoli di alto livello che proseguono durante l’estate nella suggestiva fortezza del Priamar.

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teatro chiabrera

Nella stessa piazza troviamo il Palazzo delle Poste Centrali, esempio di architettura del ventennio fascista. Degno di nota il Pegaso alato presente sulla facciata, opera di Arturo Martini.

Uno scatto va inoltre dedicato alla scultura della fontana di piazza Marconi, poco distante dal teatro.

Lotta tra L’uomo e lo squalo, da cui il nome familiare di “fontana del pesce”, è opera dell’artista di Savona Renata Cuneo, nota soprattutto per essere stata, nel 1942, la prima donna in Europa invitata a partecipare con una mostra personale di sculture alla Biennale di Venezia.

Molto altro resta da vedere in tutta la città. In particolare negli oratori cittadini dove sono conservate e visibili al pubblico le casse lignee di notevole pregio artistico e culturale, utilizzate ogni due anni, durante la tradizionale e seguitissima processione del Venerdì Santo.

Nel Quartiere delle Fornaci, sul lungo mare, nella storica via Saredo, sono esposti i piatti in ceramica realizzati da artisti locali posizionati sulle facciate delle case, che danno vita a un percorso mariano, mentre, sempre sulla promenade, a ridosso della spiaggia più lunga della Liguria, è presente un esempio di archeologia industriale, la ex centrale Enel, ora ristrutturata e adibita ad abitazioni private, ma che conserva la struttura originale.

Infine le innumerevoli ville antiche dell’alta borghesia ligure presenti nelle zone periferiche o poco distanti dalla città.

Come spesso accade case, angoli e scorci nascosti, non sempre raccontati, sono i migliori da scoprire e immortalare, anche qui a Savona.

Info: savonaguide.it

AriannaCodato@ecoturismonline.it'

Author: Arianna Codato

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