Trekking dei poeti viandanti in Val di Zoldo

Trekking val di zoldo

anello zoldano – tappa 1. credit: voglino-porporato

In Val di Zoldo, al cospetto delle Dolomiti Bellunesi, si snoda uno spettacolare trekking di sette giorni che tocca tutti i principali massicci tra ardite forcelle e placide valli verdi.

 “La via che sale e la via che scende

sono la medesima cosa”.

Eraclito

Il camminare accompagna il pensiero e ben lo sapevano gli antichi, dai filosofi greci ai poeti giapponesi, che composero le loro migliori opere proprio passeggiando.

Percorrere un trekking di più giorni sulle montagne italiane può diventare una scusa per permettere alla propria mente di vagare in libertà, assaporando i tempi lenti e costanti dell’andare a piedi.

La Val di Zoldo ben si presta a queste meditazioni. Aspra e selvaggia, si trova lontana dagli affollati sentieri più conosciuti delle Dolomiti e proprio per questo offre ampi spazi naturali, dove sentirsi tuttuno soprattutto con se stessi.

A venti chilometri a nord di Belluno, e altrettanti a sud di Pieve di Cadore, si trova Longarone, sovrastata dall’inquietante diga di triste memoria (la sera del 9 ottobre 1963, il monte Toc si riversò nel bacino artificiale provocando un’onda distruttrice che spazzò via interi paesi e provocando, si stima, 1910 vittime). Da Longarone si sale per la stretta valle che ad appena una decina di chilometri si apre nella prima affascinante borgata di Forno di Zoldo, per poi proseguire fino a Zoldo Alto.

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anello zoldano – tappa 2. credit: voglino – porporato

Percorrendo questa valle a torto meno conosciuta si ha il gruppo del Bosconero alle spalle, il gruppo dello Spiz di Mezzodì a sinistra, sempre a sinistra ma più frontale il gruppo che comprende Tamer e San Sebastiano, mentre di fronte si erge maestoso il magnifico gruppo della Moiazza e del Civetta.

Isolato, a destra, si eleva invece impassibile il maestoso “caregòn de ‘l Padreterno” (il trono di Dio): il Pelmo, magnifico torrione roccioso alto 3.168 metri, prima cima dolomitica a essere scalata (1857, dall’irlandese John Ball), e sulle cui pendici sorge il primo rifugio italiano delle Dolomiti (il rifugio Venezia-Alba Maria de Luca, eretto nel 1892).

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anello zoldano – tappa 3. credit: voglino – porporato

Pietre chiare che ben rappresentano lo spirito delle Dolomiti più pure: morbidi prati in basso, con boschi ombrosi e ripide forcelle assolate, e con una vista a 360° mozzafiato, come quella che si ha dal Monte Rite, a quota 2.183 metri.

Il Trekking dei Poeti Viandanti si snoda lungo le basi di tutti questi gruppi montuosi, effettuando un giro circolare della durata media di sette giorni seguendo spesso il tracciato dell’Anello Zoldano.

È consigliato a escursionisti esperti, poiché presenta alcuni passaggi molto tecnici, ripidi ed esposti, soprattutto nell’ottica di portare sulle spalle uno zaino plurigiornaliero.

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anello zoldano – tappa 4. cerdit: voglino – porporato

Prende il via da Forno di Zoldo per salire lungo le pendici del gruppo dello Spiz di Mezzodì fino a raggiungere il rifugio Sora’l Sass-Giovanni Angelini (1.588 m.).

Il trekking prosegue quindi scendendo per la bucolica Val Prampèr per risalire al Col de Michìel, aggirando così le pendici del gruppo del San Sebastiano, tocca il panoramico bivacco V. Angelini (1680 m.) per raggiungere il Passo Duran con i rifugi “San Sebastiano” e “C. Tomè” (1605 m.).

Una piccola digressione porta al superbo rifugio “Bruto Carestiato”, alla base degli impressionanti bastioni meridionali della cresta delle Masenade, nel gruppo della Moiazza.

Dal Passo Duràn si prosegue alla base del gruppo Moiazza-Civetta. Gli esperti potranno seguire il tracciato del “Sentiero Angelini”, ma più semplice e di grande pregio paesaggistico è l’itinerario basso che percorre la Val de la Grava per scendere comodamente a Forno Alto, il centro abitato più grande della vallata. Da qui si risale attraverso boschi, pianori e sassi al rifugio A. Sonino al Coldai (2.132 m.), ai piedi della Civetta.

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anello zoldano – tappa 6: credit: voglino – porporato

Comincia il tratto più bucolico e rilassante dell’intero trekking, scendendo attraverso pascoli e alpeggi al Passo Staulanza per poi percorrere la base meridionale del Monte Pelmo, passando davanti alle impronte dei dinosauri e arrivare al suo piede orientale, dove sorge il rifugio Venezia-De Luca (1.946 m.).

La tappa seguente porta inizialmente verso il rifugio Talamini (1.582 m.) per poi risalire verso lo spettacolare Monte Rite (2.183 m.) che ospita il Rifugio Dolomites e il Messner Mountain Museum Dolomites detto “il museo nelle nuvole” per la straordinaria vista a 360° che si ha dal tetto.

Tutta discesa porta al Passo Cibiana e al rifugio Remauro (1.530 m.) per poi risalire gradualmente agli Sforniòi. Dalla forcella della Calada una ripidissima e impegnativa discesa porta a scendere nel gruppo del Bosconero, per raggiungere con un’ultima salita il rifugio Casèra Bosconero, posto proprio alla base delle imponenti pareti rocciose.

L’ultima tappa, di tutto riposo, porta a scendere nuovamente in vallata, raggiungendo il punto di partenza a Forno di Zoldo.

È vero, volendo, è possibile scendere direttamente a Forno di Zoldo, risparmiando un giorno di trekking, ma volete mettere la magia del tramonto sul Civetta, mentre alle spalle del rifugio le pareti del Sasso di Bosconero si colorano di rosso? Una vera e propria poesia naturale.

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anello zoldano – tappa 6. credit: voglino – porporato

Memorie di natura fluttuante

Il trekking dei poeti viandanti è un progetto innovativo di tracciato a lunga percorrenza che prevede il coinvolgimento diretto del trekker (in quanto protagonista di un viaggio fisico ed interiore) con sue testimonianze sotto forma di pensieri, scritti personali, composizioni poetiche, diari, disegni, bozzetti, dipinti, immagini fotografiche o per sua decisione senza lasciare traccia alcuna di passaggio.

Il percorso viene reso vivo dai pensieri dei viaggiatori che lo percorrono, dando dignità a ogni esperienza e testimonianza dei molti trekkers che lo vivranno in prima persona e che potrà essere di stimolo per la creatività di altri che vogliano affrontarlo nel futuro.

Queste che seguono sono le nostre brevi sensazioni trascritte “a caldo” durante il percorso. Abbiamo scelto la forma poetica dell’haiku*, in quanto coglie con immediatezza l’attimo. Queste le nostre memorie di natura fluttuante:

echoes of light things -dolomites-anello zoldano. credit: voglino – porporato

 

 

Il vento spettina le cime/

soffiando forte/

profumo di resina.

All’imbrunire i tuoi passi/

posso sentire/

respirare il mondo.

 

Dalla cima delle montagne /

luci soffuse in valle/

nelle case lontane sogni di bimbi.

 

Nella nebbia /

nessun rumore/

solo pioggia.

Il capo chino/

sulla salita erta/

che bella piuma!

Parete liscia/

il larice si erge/

re della valle.

Dentro il bosco/

soffice muschio verde/

ci avvolge.

Smette la pioggia/

le nubi si alzano/

mondo sospeso

Passi pesanti/

nel mio ansimare/

un cervo/

silenzioso sguardo.

Prima delle nuvole/

parete di roccia/

che vertigine!

 

Dall’alto guardo/

lunga discesa erta/

Ancora vivo.

 

Passi liberi/

ombre fluttuanti/

respiro nella foresta immobile.

 

La montagna si incendia/

tramonto fabbricante di bellezza/

nessuno parla.

Nella pioggia/

la cima del monte/

è fredda solitudine.

 

Nel rifugio/

vento notturno soffia/

crepitio di legna bruciata.

 

Al di sopra dei larici/

luce istantanea/

turbini di nuvole viola/

spiriti astratti.

Tra le nuvole/

sul ripido sentiero/

solo vento.


Volo concentrico/

veloci nuvole/

fischio di marmotta/

Riso di bimbi.

 

E’ notte/

nel rifugio bisbigli/

e luce di stelle.

 

La pioggia cade/

sospesi in attesa/

raggio di sole!


Pioggia su roccia verticale/

scende con vertigine/

nuvole in valle/

silenzio.

Orme del tempo/

fissate su roccia/

gambe dolenti.

Elfo del bosco/

appare e scompare/

cerva corri veloce!

Nel rifugio/

dal piatto mi osserva /

pasta fumante

Pioggia continua/

Ma sollevo lo sguardo/

Guardo le cime

 

La strada è terminata/

nell’aria memoria e sogno/

domani può aspettare.

Nota: antica arte poetica giapponese, l’*haiku è un breve componimento in cui i temi privilegiati sono le stagioni, la natura, le scene di vita quotidiana. Incarnano la transitorietà del “mondo galleggiante”, “fluttuante”, “mutevole” del mondo terreno. Sono formati da tre versi di 5, 7, 5 “suoni” (paragonabili alle nostre sillabe).

Info su questo trekking:

anellozoldano.com

madotao.it

[email protected]

 

FrancoVoglino@ecoturismonline.it'

Author: Franco Voglino Annalisa Porporato

Fotografi della provincia di Torino, appassionati trekker e collaboratori con riviste del settore escursionismo e viaggi quali Plein Air, Natura, La Rivista del Trekking, Latitudes, e con riviste famiglia come Kids, Insieme, Giovani Genitori. Collaborano con ditte di materiale outdoor che utilizzano le loro immagini per pubblicità, cataloghi e siti internet. Hanno sempre amato viaggiare in modo autonomo e realizzare immagini vivendo i ritmi lenti del cammino, così da aver il tempo di crearsi un sogno: così, ciò che si vede è colorato dall'immaginazione. Con la nascita della piccola Nora si sono specializzati in itinerari famiglia, sviluppando e testando percorsi a misura di bimbo in collaborazione con varie aziende di promozione turistica delle regioni italiane, e pubblicando guide escursionistiche con itinerari adatti a bambini dagli zero ai cinque anni come la serie A piccoli passi in Piemonte, in Valle d’Aosta, in Trentino e Alto Adige e Passeggiate a fil d’acqua in Piemonte, della Graphot Editrice. Con Edizioni del Capricorno hanno pubblicato A spasso in città-25 passeggiate con i bambini in Piemonte e Tra aquile e balene-25 passeggiate con i bambini in Liguria. Con Terre di Mezzo hanno pubblicato “Il Trekking del Lupo-dalle Alpi Marittime al Mercanotur” e “Piccoli viaggiatori a piedi e in treno”. Per Edizioni Creative è in uscita la guida “Hotel a mille stelle: 20 rifugi baby-friendly del Piemonte”. Stanno sviluppando con Nikon Italia il progetto Occhi aperti con meraviglia che prevede la realizzazione di workshop di fotografia immersi nella natura per bambini dai quattro ai dieci anni d’età.

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