Una notte a Matera

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Due giorni, una notte: tanto ci concediamo per annusare che aria tira a Matera, a meno di un anno da un importante appuntamento europeo. Con l’aereo sbarchiamo a Bari, da lì noleggiamo un’auto tramite Rentalcars (rentalcars.com) e arriviamo a destinazione in poco meno di un’ora; volendo si raggiunge anche con il treno (ferrovie Appulo-Lucane) o con il comodo Flixbus (tre collegamenti al giorno). Matera, adagiata sui due anfiteatri naturali del Sasso Barisano e del Sasso Caveoso con al centro la Civita, il nucleo più antico, si prepara a essere la Capitale della Cultura nel 2019. I lavori, in questo periodo definito di “bassa stagione” (purtroppo ancora si ragiona con queste definizioni, ma la stagione per viaggiare quale è?) i muratori ristrutturano case e casette nei Sassi, pronte a divenire bed and breakfast, hotel e locali per ristoro in vista della discesa dei turisti.

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Matera si è meritata la nomina a Patrimonio mondiale Unesco nel 1993, perché è una delle più antiche al mondo a essere abitata e per il sistema di raccolta delle acque piovane con cisterne comunicanti: la Città dei Sassi si è riscattata da essere “vergogna nazionale” (nome che le venne dato per via del fatto che uomini e bestie vivevano nelle grotte in una situazione igienica precaria) a meta turistica famosa nel mondo, grazie a un percorso che culminò nel 1952 con una stabilente lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali che svilupparono la città nuova, nella quale confluirono i 15.000 abitanti dei Sassi. E ai molti set cinematografici che ospitò, sebbene Matera non rappresentasse mai se stessa ma altri luoghi.

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Le sue chiese rupestri recuperate dall’abbandono e dall’uso non appropriato ancora incantano, le gravine e il torrente che scorre in fondo alla valle donano un panorama che rimane impresso, gli ingressi delle grotte sono orbite che richiamano come sirene i viaggiatori. Matera è misteriosa, non si può dire diversamente, i suoi abitanti sono un intreccio di cordialità pugliese (apparteneva alla Terra d’Otranto fino al 1663) e di timidezza da entroterra contadino, di esuberanza e di attività frenetica per riscattarsi dal passato e diventare davvero capitale. La Murgia, isola di roccia sedimentaria tra Puglia e Basilicata fatta di calcarenite, è ricchissima di fossili, testimonianza che qui c’era il mare.

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Suite Hotel San Giorgio

Abbiamo scelto per dormire l’Hotel San Giorgio (via Fiorentini 259, sangiorgio.matera.it, un tre stelle la cui reception è ricavata nella ex rivendita n° 1 di sali e tabacchi del capoluogo lucano. In realtà è un albergo diffuso nel Sasso Baresano.

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Ipogeo dell’Hotel San Giorgio

La visita al Duomo, capolavoro di architettura romanica, è secondo noi, d’obbligo: a Matera c’è tanto da vedere, sebbene sia piccola, ma il tour con audio-guida (costo € 2,00) dà tanti spunti di storia con le relative testimonianze artistiche, dalla meraviglia dell’affresco del Giudizio Universale (medievale) al coro ligneo del 1453, dal presepe del 1534 alle spoglie di San Giovanni da Matera… Per una pausa, fate un salto al Caffè di Porta Iuso (via Duomo), piccolo ma molto carino.

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Agriristories

Se invece volete provare il nuovo, Agriristories (via Sette Dolori 62, agriristories.com) è una cooperativa di coltivatori aperta dal dicembre 2017 che propone degustazioni guidate di prodotti (venduti in loco e on line) a prezzo contenuto. L’apparecchiatura in questo location suggestiva scavata nelle grotte è basica, con tovagliette e posate in materiale biodegradabile. Provate i vini (suggeriamo il Primatem), il pane di Matera, la crema di cardoncelli, quella tartufata bianca, il pomodoro secco, il caciocavallo, i salumi, le orecchiette fatte con grano Senatore Cappelli (privo di glutine) e con fagioli di Sarconi biologici, le lenticchie con peperone crusco (croccante) e, per finire, marmellate e un bicchierino di mirto (spontaneo).

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Casa Cava: Roberto Latini in Il cantico dei Cantici

Un salto ad assaggiare le mozzarelle e il primosale con rucola, davvero indimenticabile (Caseificio Lucano in via Cererie 22) e il pane IGP di Matera, famoso per la sua preparato con semola rimacinata con grano duro lucano (Pane Pace via Cererie 49), poi andiamo ad assistere al pezzo teatrale in Casa Cava (via San Pietro Barisano 47, casacava.itIl Cantico dei Cantici con il bravissimo Roberto Latini (che ha ricevuto il premio UBU 2017, riconoscimento teatrale più importante d’Italia, proprio con questa opera). Casa Cava è l’unico centro culturale ipogeo al mondo, nato dal tufo e ristrutturato architettonicamente in maniera ineccepibile.

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Dedalo

Segue cena da Dedalo (via D’Addozio 136/140, dedalomatera.com), nuovo e raffinato ristorante. Il menù è una re-interpretazione di piatti murgiani: noi abbiamo assaggiato strozzapreti con cime di rapa, gamberetti, vongole e passata di fave bianche e filetto di maialino nero, chiudendo con un choux con crema e dadolata di frutta.

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La lopa: il locale prende il nome dall’attrezzo che serve a recuperare i secchi d’acqua nei pozzi

La serata si passa piacevolmente anche nel locale La Lopa (via Bruno Buozzi 13, lalopa.com), consigliato: è una struttura su tre livelli ricavata nei Sassi che scende a – 18 metri sotto il livello della strada, arredata con molta cura e attenzione dalla gioiosa e affabile Antonella che, con il marito Emanuele, è proprietaria e gestisce il locale. Non solo bistrot, ma anche arte e cultura in questo locale ipogeo del Sasso Caveoso: cibosofia, vernissage, concerti. C’è anche una piccola sala dedicata al cinema dove si proiettano spezzoni di documentari su Matera. Il menù, da degustare anche sul bancone nella sala superiore, si basa sulla tradizione locale. Particolare e ricco di calore.

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Musma

Il giorno dopo, fatta la colazione nella bella camera dell’Hotel San Giorgio con pane fresco di Matera e frutta locale, oltre a tè, yougurt, cereali e marmellate, il Musma – Museo di scultura contemporanea (il più importante in Italia dedicato alla scultura, musma.it) in via San Giacomo ci chiama: nel palazzo Pomarici (XVII secolo) in Sasso Caveoso, restaurato a cura della Fondazione Zétema, una cooperativa al femminile lo gestisce e raccoglie anche fondi per arricchirlo con opere. Notevole la location e la collezione – più di 250 opere di artisti italiani e internazionali – con sculture, incisioni, disegni, 2.000 mq su due livelli, tra sette grotte ipogee e la parte del palazzo nobile sovrastante. Oltre alla biblioteca Vanni Scheiwiller con i suoi 5.000 volumi.

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San Pietro Caveoso

Usciti da lì torniamo al passato, e per comprendere come vivevano i cittadini nelle grotte visitiamo la Storica Casa Grotta (Vico Solitario 11, casagrotta.it), un’antica abitazione abbandonata per legge nel 1956 dai suoi abitanti, nella quale è rimasto intatto l’arredamento. Vicino c’è la chiesa di San Pietro Caveoso, risalente al XIII secolo. E poi, dato che a Matera si mangia davvero bene, scegliamo di fare un pranzetto Al Falco Grillaio (via Ridola 17, alfalcogrillaio.com), locale informale: assaggiamo purea di fave con cicoria e antipasto murgese. Ci sono anche pizze, ma le proveremo la prossima volta.

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L’acquisto dell’ultimo momento: il timbro del pane da Mancini (via Bruno Buozzi 87, manciniartigianato.com) con iniziali personalizzate, usato dai materani nei tempi passati per evitare che il pane fatto in casa si confondesse con gli altri al momento della cottura nel forno cittadino. E il cuccù, fischietto in terracotta che poteva tenere lontano gli spiriti maligni che si aggiravano per le case. L’oggetto, trasformato in gallina colorata, divenne poi simbolo di fertilità che si offriva in dono agli sposi.

Ora è arrivato il momento di ritornare a casa, ma visiteremo ancora la Città dei Sassi, abbiamo visto poco rispetto alla ricchezza di Matera e dintorni. E calcoliamo che per il 2019 non saranno poche le novità. Ci pensano anche quelli di un coworking incubatore di progetti imprenditoriali creativi: Casa Netural, associazione fondata nel 2012 impegnata nella valorizzazione e nello sviluppo del territorio.

 

 

 

Author: Maddalena Stendardi

Giornalista, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Mi piace andare lontano, prima di tutto con la mente, proiettando nel futuro idee e progetti, e poi con le mie gambe, che mi permettono di fare parecchia strada, in ogni condizione.

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1 Comment

  1. Manuelemancini@libero.it'

    Complimenti , una descrizione essenziale e puntuale che trasmette il desiderio di visitare Matera.
    grazie

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